ALGERIA. Algeri nel mirino degli USA per i suoi rapporti militari con la Russia

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Si fa sentire forte la pressione statunitensi sull’Algeria, secondo maghreb–intelligence-com, per la sua vicinanza alla Russia di Vladimir Putin. Per la prima volta, spiega il quotidiano, un alto funzionario americano si è incontrato direttamente con alti ufficiali e funzionari militari algerini senza la presenza di un leader civile o rappresentante della Presidenza della Repubblica. 

È quanto accaduto mercoledì scorso ad Algeri, dove l’Ambasciatrice americano, Elizabeth Moore Aubin, è stata ufficialmente ricevuta dal generale dell’esercito Saïd Chanegriha, capo di stato maggiore dell’esercito algerino. Secondo fonti non citate dal sito maghreb–intelligence-com, questo incontro è stato organizzato a seguito di forti pressioni esercitate per diverse settimane dalla Casa Bianca attraverso l’Ambasciata degli Stati Uniti ad Algeri con l’obbiettivo di dissuadere le autorità militari algerine dal rafforzamento della cooperazione militare tra Algeria e Russia. 

Algeri è infatti il primo importatore di armi russe in Africa, e da molti anni i due paesi svolgono grandi esercitazioni militari. La crisi sta coinvolgendo anche le autorità politiche americane e sulla questione è intervenuto duramente anche il Senatore repubblicano della Florida Marco RUBIO. In una lettera inviata mercoledì 14 scorso al  Segretario di Stato Antony J. Blinken ,  Rubio  ha puntato il dito contro  l’Algeria  e ha invocato la  legge    Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (P.L.115-44)” che autorizza  l’applicazione di sanzioni  nei confronti di  qualsiasi soggetto  che, secondo   il Presidente degli Stati Uniti ,  «si impegna consapevolmente in una transazione materiale con una persona che fa parte dei settori della difesa o dell’intelligence del governo della Federazione Russa, o che opera per o in nome di questi settori» . 

Secondo  Rubio, «La Russia è il più grande fornitore militare dell’Algeria in quanto è anche tra i primi quattro acquirenti di armi russe nel mondo, con contratti da 7 miliardi di dollari in 2021’». Il senatore sottolinea come «il flusso di denaro verso la Russia, qualunque sia la sua fonte, rafforzerà solo la macchina da guerra russa in Ucraina», chiedendo di prendere  «sul serio la minaccia che la Russia continua a rappresentare per la stabilità globale». 

 

Redazione