SPAGNA. L’Algeria si coordina con Mosca per destabilizzare il Mediterraneo meridionale

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Fonti comunitarie ritengono che Mosca intenda “destabilizzare” il fianco meridionale alla vigilia del vertice Nato di Madrid.

Secondo il giornale spagnolo El Pais, e altre testate iberiche, Bruxelles ritiene che dietro le misure adottate in questi giorni dall’Algeria nei confronti della Spagna, l’annunciata, e poi parzialmente rettificata, rottura dei rapporti commerciali per protestare contro il cambio di rotta del governo spagnolo sul Sahara occidentale, ci sia la mano della Russia; ne sarebbero conferma anche le recenti visite di sergei Lavrov e Nicolas Maduro nel paese africano.

In vista del prossimo vertice Nato di Madrid, Mosca «vuole destabilizzare» il fianco meridionale. Ma rischia un buco nell’acqua: l’unità dei partner europei al vertice è assicurata, con il dibattito incentrato sull’ingresso di Svezia e Finlandia; in attesa che la Turchia tolga il veto, probabilmente, in cambio della vendita di F-35 ad Ankara.

Le dichiarazioni di Pedro Sánchez al Congresso, mercoledì scorso, in cui ha dato il suo sostegno alle tesi marocchine sul Sahara «una soluzione del conflitto basata sull’autonomia della regione sotto l’autorità marocchina, invece del referendum sull’autodeterminazione che aprirebbe le porte all’indipendenza», sono il casus belli che l’Algeria ha usato.

La Commissione europea, però, ha fatto fronte unito con il governo spagnolo perché il congelamento degli scambi con la Spagna, inizialmente annunciato da Algeri, colpisce il mercato unico, ribadisce Bruxelles. C’è un precedente di peso e anche recente: sebbene la Cina non lo abbia annunciato pubblicamente, ha smesso di acquistare prodotti dalla Lituania; e la reazione delle istituzioni europee è stata praticamente la stessa.

Dopo la parziale rettifica di Algeri, la Commissione è in attesa del parere giuridico sull’accordo di associazione, firmato dall’Algeria con la Comunità Europea nel 2005», poi, se si manterranno le misure di pressione di Algeri contro la Spagna, l’Ue intenderebbe convocare una riunione del comitato misto tra l’Unione e il Paese del Maghreb. Se le cose dovessero andare avanti, si andrebbe al tribunale, con una soluzione non a breve termine.

Per orale autorità comunitarie di Bruxelles ammettono che la situazione del mercato del gas impedisce ai 27 di prendere misure drastiche: con le sanzioni che bloccano l’import del gas russo, le alternative son poche e Algeri è una di queste.

L’Algeria poi è un paese in preda a profonde turbolenze politiche e sociali interne: una crisi in cui un nuovo “nemico” esterno, oltre a quello tradizionale del Marocco, cioè la Spagna, fa comodo, e molto al nuovo governo algerino.

Maddalena Ingroia