AFPAK. Nella nuova fase del conflitto, i Talebani sperano nell’India

50

Al confine tra Afghanistan e Pakistan, si è aperta una nuova fase del conflitto che contrappone i due paesi. Quello che è iniziato con attacchi aerei pakistani il 21 febbraio contro presunti campi di militanti nell’Afghanistan orientale si è trasformato in un conflitto più ampio, con attacchi di droni di rappresaglia, schermaglie di confine e scontri a fuoco che hanno causato decine di vittime da entrambe le parti.

Per il Pakistan, gli scontri evidenziano un persistente dilemma di sicurezza: come affrontare un governo che ospita gruppi come il Tehrik-e-Taliban Pakistan (TTP) senza scatenare una guerra su vasta scala, riporta AT. Il Pakistan si è presentato come un baluardo contro il terrorismo proveniente dal suolo afghano da quando i talebani hanno preso il potere nel 2021. Islamabad accusa Kabul di fornire rifugio sicuro a gruppi come il TTP, al-Qaeda e allo Stato Islamico.

L’ONU ha documentato queste presenze, in netto contrasto con le smentite dei talebani.L’ultima ondata di violenza è seguita a una serie di attacchi terroristici in Pakistan, tra cui attentati a Islamabad, Bajaur e Bannu, che i funzionari pakistani hanno attribuito a militanti con base in Afghanistan. In risposta, l’aeronautica militare pakistana ha colpito obiettivi nelle province di Nangarhar, Paktika e Khost, il giorno dopo che Kabul aveva annunciatori appoggiare Teheran nel confronto con gli USA e Israele. Kabul si era detta pronta ad inviare truppe in soccorso di Teheran.

I talebani hanno reagito il 26 febbraio, lanciando attacchi con droni e offensive terrestri lungo il confine, spingendo il Pakistan a lanciare l’Operazione Ghazab Lil Haq, una campagna che ha incluso attacchi a Kabul e Kandahar. Funzionari afghani hanno dichiarato l’uccisione di 55 soldati pakistani e il sequestro di 19 postazioni, mentre il Pakistan ha riferito di aver neutralizzato i movimenti talebani e distrutto avamposti di sicurezza.

A complicare il quadro è la contemporanea proiezione di ostilità da parte dei talebani nei confronti del Pakistan e il rafforzamento dei legami con l’India. Pochi giorni prima dell’intensificarsi degli scontri di febbraio, i talebani hanno nominato Noor Ahmad Noor come loro primo incaricato d’affari a Nuova Delhi. Ciò ha fatto seguito alla decisione dell’India di riaprire la sua ambasciata a Kabul nell’ottobre 2025.

Nuova Delhi ha condannato gli attacchi aerei pakistani e affermato la sovranità dell’Afghanistan durante le recenti ostilità. Per i Talebani, questa apertura rafforza la percezione di una posizione regionale ostile nei confronti di Islamabad, suggerendo che la pressione su due fronti sul Pakistan si stia rafforzando.

L’India, nonostante abbia sostenuto l’Alleanza del Nord anti-talebana negli anni ’90 e ha fornito aiuti alla detronizzata repubblica afghana, si è spostata verso un impegno per contrastare l’influenza pakistana e proteggere i propri interessi economici, incluso l’accesso all’Asia centrale attraverso l’Afghanistan, aggirando così il Pakistan. I talebani, isolati a livello internazionale, ora vedono l’India come un contrappeso alla pressione pakistana.

Lucia Giannini

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/