FALKLANDS / MALVINAS. All’ITLOS potrebbe mancare la giurisdizione per occuparsi del ricorso argentino 

22

La causa intentata dall’Argentina contro il Regno Unito in merito al progetto petrolifero “Sea Lion”, a nord delle Isole Falkland, “potrebbe arenarsi al primo ostacolo”: la giurisdizione del Tribunale internazionale per il diritto del mare (ITLOS) non ha il potere di risolvere controversie sulla sovranità territoriale. A sostenerlo è Donald R. Rothwell, esperto australiano di diritto del mare. Il Tribunale terrà le udienze sulla richiesta argentina il 10 e l’11 novembre ad Amburgo.

In un’analisi pubblicata da The Interpreter, testata del Lowy Institute, Rothwell, docente di diritto internazionale presso l’Australian National University, osserva che, ai sensi dell’articolo 286 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), il Tribunale è competente a dirimere esclusivamente controversie “riguardanti l’interpretazione o l’applicazione” del trattato. Le dispute territoriali, per tradizione, rientrano invece nelle competenze della Corte internazionale di giustizia. Il Lowy Institute è un think tank indipendente che svolge ricerche originali e rilevanti ai fini delle politiche pubbliche su questioni politiche, strategiche ed economiche internazionali, adottando una prospettiva australiana, riporta MercoPress.

Il problema, sostiene Rothwell, risiede nel fatto che la causa argentina non può essere scissa dalla questione di fondo. “Se il Regno Unito detiene la sovranità sulle isole, allora il progetto Sea Lion costituisce un legittimo atto di esplorazione e sfruttamento della piattaforma continentale. Se, al contrario, la rivendicazione argentina sulle isole fosse valida, la condotta del Regno Unito si configurerebbe come una violazione dell’UNCLOS”, scrive Rothwell. L’Argentina sostiene che il Regno Unito stia sfruttando illegalmente la piattaforma continentale, che il progetto causerà danni ambientali e che il rilascio di licenze aggravi la disputa sulle aree marittime. “Al netto della controversia territoriale sottostante, si tratterebbe di questioni che l’ITLOS potrebbe legittimamente esaminare”, afferma l’esperto.

Rothwell paragona il caso all’arbitrato del 2016 sul Mar Cinese Meridionale, in cui le Filippine riuscirono ad “aggirare abilmente” la questione della sovranità su alcune formazioni contese, concentrandosi esclusivamente sulle rivendicazioni marittime della Cina; in quel frangente, non fu dunque necessario stabilire a chi appartenesse cosa. Nel caso delle isole dell’Atlantico meridionale, avverte Rothwell, un approccio simile non sarà percorribile. Ciononostante, l’esperto riconosce che il Tribunale “si è generalmente mostrato restio ad adottare un’interpretazione restrittiva della propria giurisdizione”. 

A tal proposito, ricorda che, nell’ambito della controversia sui confini marittimi tra Mauritius e Maldive riguardante l’arcipelago delle Chagos, il Tribunale è giunto a una pronuncia completa, nonostante all’epoca la questione della sovranità tra Mauritius e Regno Unito non fosse ancora stata pienamente risolta. L’esperto legale ritiene che l’Argentina percorrerà ogni via – giuridica, diplomatica e politica – per bloccare il progetto, suggerendo inoltre che il presidente Javier Milei potrebbe puntare a far leva sull’orgoglio nazionale in vista delle elezioni del 2027. 

Aggiunge che il presidente statunitense Donald Trump potrebbe intervenire, scontento dello scarso sostegno britannico sulla questione iraniana; ufficialmente, Washington mantiene una posizione di neutralità nella disputa, sebbene Trump abbia dichiarato che tale posizione è “al vaglio”. “Londra difenderà inevitabilmente con fermezza la propria posizione su tutti i fronti”, prevede Rothwell, sottolineando che, qualora la causa dovesse procedere, si tratterebbe di un evento storico: la prima volta in cui un aspetto della controversia approda davanti a un tribunale internazionale.

Il giacimento Sea Lion, gestito dalla israeliana Navitas Petroleum e dalla britannica Rockhopper Exploration, si trova a circa 200 chilometri a nord dell’arcipelago. L’Argentina fonda le proprie pretese sulla successione ai diritti spagnoli e sull’occupazione delle isole tra il 1820 e il 1833, anno in cui furono prese dal Regno Unito; Londra, dal canto suo, fa leva sulla propria presenza ininterrotta da allora e sul diritto all’autodeterminazione degli abitanti delle isole, confermato nel referendum del 2013 dal 99,8% dei votanti.

Tommaso Dal Passo 

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/