
Il Tribunale internazionale per il diritto del mare terrà delle udienze il 10 e l’11 novembre in merito alla richiesta dell’Argentina di ottenere un provvedimento che imponga al Regno Unito di bloccare il progetto petrolifero “Sea Lion”, situato a nord delle Isole Falkland. Le date sono state fissate dal presidente del Tribunale, il giudice Maurice K. Kamga, in un’ordinanza datata 20 ottobre.
La causa, denominata ufficialmente “Controversia relativa allo sfruttamento di idrocarburi nell’Oceano Atlantico sud-occidentale (Argentina c. Regno Unito)”, sarà discussa nell’aula principale del Tribunale, che ha sede ad Amburgo. L’udienza sarà pubblica e trasmessa in diretta sul sito web dell’istituzione, dove in seguito verranno pubblicati anche i resoconti integrali. Il calendario dettagliato delle sedute sarà reso noto in un secondo momento, riporta MercoPress.
L’Argentina ha presentato la propria istanza il 13 ottobre, in attesa della costituzione del tribunale arbitrale previsto dall’Allegato VII della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il Paese richiede l’adozione di quattro misure provvisorie, tra cui l’obbligo per il Regno Unito di impedire l’avvio o la prosecuzione dello sfruttamento di idrocarburi tramite il progetto “Sea Lion” e di astenersi dal concedere nuove autorizzazioni. Affinché tali misure possano essere disposte, il Tribunale deve accertare che il tribunale arbitrale abbia, *prima facie*, la competenza a giudicare la controversia e che la situazione rivesta carattere di urgenza.
Il Regno Unito ha dichiarato che prenderà parte al procedimento, precisando che si opporrà a qualsiasi tentativo di utilizzare tale sede per risolvere la questione della sovranità sull’arcipelago; ha inoltre confermato che considererà vincolanti le eventuali misure provvisorie disposte dal Tribunale. Il progetto “Sea Lion”, gestito da Navitas Petroleum e Rockhopper Exploration, prevede l’avvio della produzione petrolifera nel 2028.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno chiesto, in sede ONU, la fine del mandato del Comitato speciale sulla decolonizzazione – l’organo dinanzi al quale l’Argentina presenta ogni anno la propria rivendicazione di sovranità sulle Falkland – definendo alcune delle sue attività come «uno spreco di risorse», secondo quanto riportato nel resoconto ufficiale della sessione della Quarta Commissione dell’Assemblea generale, tenutasi il 15 ottobre.
Lucia Giannini
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