#ISRAELIRANWAR. J.D.Vance affida al Qatar la mediazione con l’Iran. Israele: nessuno ha la maggioranza, ma Netanyahu ha avuto le armi americane per attaccare Teheran

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SecondoNewsmax: “Gli Stati Uniti attaccheranno l’Iran subito dopo le elezioni di metà mandato della prossima settimana”. “I velivoli si stanno spostando verso le rispettive posizioni e si prevede l’impiego degli armamenti più avanzati”. Nelle ultime 24 ore — poco dopo le elezioni in Israele — gli Stati Uniti hanno avviato operazioni di trasporto aereo su larga scala verso il Medio Oriente, incluso Israele; tali manovre ricordano gli eventi che precedettero l’operazione “Epic Wrath”. Solo nell’ultima giornata, almeno 10 aerei da trasporto militare statunitensi sono atterrati presso basi aeree nel sud del Paese, a Eilat e Nevatim. Alcuni di questi velivoli provenivano da Fort Bliss, in Texas, che ospita uno dei principali centri dell’esercito statunitense per la difesa aerea, comprendente sia aerei da combattimento che sistemi antiaerei. Questo movimento suggerisce un rifornimento delle scorte in Israele e, potenzialmente, il dispiegamento nel Paese di ulteriori sistemi di difesa aerea, come i Patriot. Le operazioni di trasporto aereo statunitensi hanno coinvolto anche velivoli atterrati, nelle ultime ore, presso basi in Giordania, Arabia Saudita e Qatar.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia, Tom Barrack ha dichiarato: «È sorprendente: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia si recano in Iran per cercare di allentare la tensione, proprio mentre noi siamo allineati con loro. Ci stiamo tutti abituando a un diverso tipo di politica estera». Riguardo alla Siria e a Israele, Barrack ha aggiunto: «Credo che Israele sia stanco di soffrire e stanco di ciò che sta vivendo in prima persona. Se prendiamo la Siria come esempio, essa è stata chiara. Jawlani/al Shara ha chiarito che non nutre intenti ostili verso Israele e che desidera la pace e un accordo di normalizzazione».

La coalizione guidata dal partito Likud del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ottenuto 53 seggi su 120 in parlamento, secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale (CEC) al termine dello scrutinio del 100% dei voti, come riportato da JDN. Il blocco di opposizione, guidato dal partito “Yashar”, ha ottenuto 48 seggi, mentre i partiti arabi ne hanno conquistati 19. Il partito Likud di Netanyahu ha ottenuto 27 seggi. Al secondo posto si colloca il partito “Yashar” – guidato dal principale rivale del Primo Ministro, Gadi Eizenkot – che ha conquistato 21 seggi. Il partito “Beyakhad”, capeggiato dall’ex Primo Ministro israeliano Naftali Bennett, si è piazzato terzo con 12 seggi.

Un portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha dichiarato: “Smentiamo ufficialmente le accuse secondo cui avremmo interferito nelle elezioni in Israele o finanziato attività volte a influenzarne l’esito. Ci viene contestato di aver ‘comprato’ Benjamin Netanyahu, l’opposizione israeliana di sinistra e, ora, anche la popolazione araba. Se tutte queste accuse fossero vere, allora, di fatto, saremmo proprietari dell’intero Israele”.

QatarEnergy ha annunciato, secondo le indiscrezioni, che rinuncerà al trasporto tramite condutture attraverso lo Stretto di Hormuz, citando il timore che le infrastrutture regionali possano essere prese di mira. L’amministratore delegato Saad Al-Kaabi ha affermato che le forniture di GNL (gas naturale liquefatto) provenienti dall’America e da altri produttori potrebbero rappresentare un’alternativa più conveniente, senza richiedere nuovi investimenti.

In tre emirati degli Emirati Arabi Uniti le spiagge sono state chiuse a causa di una fuoriuscita di petrolio nello Stretto di Hormuz, Financial Times. Secondo gli esperti del Financial Times, lo sversamento è legato a un attacco iraniano contro la superpetroliera cinese Gem No. 2. L’imbarcazione è stata colpita e danneggiata due settimane fa al largo delle coste di Sharjah.

Il leader di Ansar Allah, Sayyid Abdul-Malik al-Houthi, in occasione dell’anniversario della Giornata dei Martiri a parato dal conflitto in corso con l’Aria Saudita. “L’aggressione contro lo Yemen, iniziata il 26 marzo 2015, è stata lanciata sotto la supervisione americana, in collaborazione con la Gran Bretagna e con il sostegno di Israele. Il regime saudita è responsabile della sua esecuzione e del suo finanziamento, partecipando inoltre alla pianificazione e alla selezione degli obiettivi. Oltre 14.000 terreni agricoli sono stati colpiti dall’aggressione saudita, che ha utilizzato bombe americane per bruciarli e distruggerli. L’aggressione e il blocco contro lo Yemen sono privi di qualsiasi legittimità e privano il popolo yemenita delle proprie risorse nazionali. L’obiettivo dell’aggressione e del blocco è sottomettere il popolo yemenita agli Stati Uniti, a Israele e alla Gran Bretagna. Il regime saudita funge da facciata, finanziatore ed esecutore dell’aggressione, utilizzando le risorse della Penisola Arabica per servire gli interessi di Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna”. […] “Il popolo yemenita chiede la fine dell’aggressione e del blocco, la rimozione del controllo sulle proprie risorse sovrane e garanzie per il proprio diritto alla libertà e all’indipendenza”. Al Houthi ha negato ancora na volta gli stacchi ai loghi sacri: “Accusare il popolo yemenita di prendere di mira i luoghi sacri dell’Islam, alla Mecca e a Medina, è una palese invenzione. Il regime saudita utilizza tali accuse contro lo Yemen per giustificare le proprie azioni e approfondire le divisioni all’interno della Ummah”.

E ancora Sayyid Abdul-Malik, ha affermato che le asserzioni del regime saudita riguardo a un assedio della città di Taiz sono false, spiegando che l’ingresso di generi alimentari, medicinali e aiuti umanitari nella città è consentito, mentre le restrizioni riguardano esclusivamente le armi destinate ai gruppi armati sostenuti dall’Arabia Saudita.

Una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. La delegazione è guidata dal Primo Consigliere del Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar; formalmente, le discussioni sono incentrate sulle relazioni bilaterali tra Iran e Qatar e sugli sviluppi regionali. Tuttavia, le tempistiche e il contesto della visita ne chiariscono il vero scopo. Il Qatar sta agendo da intermediario tra Washington e Teheran; i suoi mediatori sono tornati nella capitale iraniana nell’ambito degli sforzi per favorire un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. L’attività di mediazione del Qatar è coordinata con Washington.

La visita avviene subito dopo l’invio, da parte del Vicepresidente statunitense JD Vance, di una lettera al Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Mohsen Rezaei, con l’obiettivo di riavviare i negoziati diretti. La missiva è stata recapitata a Rezaei tramite i mediatori qatarioti e, secondo quanto riferito, propone un incontro tra funzionari statunitensi e iraniani.

In altre parole, la delegazione del Qatar si trova a Teheran in un momento cruciale per trasmettere messaggi, sondare la reazione dell’Iran all’apertura di Vance ed esplorare la possibilità di aprire un nuovo canale di negoziato tra Stati Uniti e Iran.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati al 30 ottobre alle ore 15:30. Un alto funzionario militare statunitense, responsabile per la regione del Medio Oriente, ha presentato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump diverse opzioni per operazioni militari contro l’Iran. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi e altre persone a conoscenza dell’incontro.

Gli Stati Uniti stanno ridislocando forze in Medio Oriente in previsione di possibili nuovi attacchi contro l’Iran, riferisce Fox News citando alcune fonti. Il comandante del CENTCOM dichiara che la Marina iraniana è stata distrutta; nessuna traccia del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nello Stretto di Hormuz L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), ha riferito, in seguito a una visita nello Stretto di Hormuz, di aver osservato – durante un sorvolo dell’area – decine di navi commerciali, petroliere e vettori di gas naturale liquefatto. Ha affermato che la Marina iraniana è stata annientata nel corso di operazioni militari avvenute all’inizio di quest’anno; ha inoltre dichiarato che le forze statunitensi hanno liberato le principali rotte di navigazione dalle mine navali iraniane e stanno ora garantendo la sicurezza del traffico commerciale mediante l’impiego di mezzi navali, droni avanzati e sistemi di difesa.

Tre palestinesi perdono vita a Gaza dopo attacco israeliano, mentre le scorte di cibo e gli aiuti umanitari scarseggiano sempre di più. Le famiglie lottano per sopravvivere e, con l’avvicinarsi dell’inverno, torna a crescere il timore per le forti piogge, che potrebbero creare condizioni devastanti per chi vive già privo di un riparo adeguato.

Le forze israeliane fanno irruzione a Sa’ir e Beit Ummar, a nord di Hebron. Aggressione ininterrotta da otto giorni contro la città di Hebron centinaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e perdite economiche che ammontano a milioni di shekel ogni giorno.

Secondo notizie non confermate, sono scoppiati scontri tra fazioni druse nella città di As-Suwayda; si segnalano diversi feriti. Gli scontri hanno avuto inizio tra gli edifici residenziali nei quartieri settentrionali della città, vicino all’ingresso. Il Centro siriano “Sijil” ha fatto sapere che – Le forze israeliane hanno allestito un posto di blocco temporaneo e perquisito i passanti nel villaggio di Al-Mushayrifah, nella zona centrale della provincia di Quneitra.

Velivoli da guerra hanno sorvolato i cieli dell’Iraq settentrionale. L’Iraq segnala la violazione del proprio spazio aereo da parte di 13 velivoli MQ-9, 1 E-11 e 2 MQ-1, provenienti da basi in Giordania.

Al 29 ottobre alle 23:00 le forze Houthi hanno colpito postazioni saudite a Najran. Segnalate diverse esplosioni a Riad, Al-Kharj e Najran; a Riad e nella Provincia Orientale sarebbero stati attivati ​​gli allarmi. Gli Houthi il 30 ottobre hanno rivendicato: stacco alla raffineria di Ras Tanura con un missile balistico; una seconda operazione ha colpito l’impianto Aramco ad Abqaiq con un missile. Una terza operazione ha preso di mira l’Aeroporto Internazionale King Khalid a Riad, capitale del nemico saudita, con una salva di missili. Una quarta operazione ha colpito l’Aeroporto Internazionale King Fahd a Dammam con un drone; registrata l’interruzione del traffico aereo nello scalo. Una quinta operazione ha preso di mira la raffineria di petrolio di Rabigh con un missile balistico. Una sesta operazione ha colpito il quartier generale del raggruppamento delle truppe del nemico saudita nella regione di Najran, provocando morti e feriti tra i soldati nemici e colpendo i loro schieramenti.

Secondo il portavoce di Ansar Alah il generale Yahya Saree: “Nelle ultime 24 ore, aerei da guerra sauditi hanno effettuato 116 attacchi aerei e missilistici, colpendo siti civili nelle province di Saada, Hajjah, Al-Bayda, Al-Jawf, Taiz e Lahij. Gli attacchi sono stati condotti utilizzando velivoli F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif, mentre gli attacchi missilistici sono stati lanciati da Najran. L’offensiva ha provocato un elevato numero di vittime e feriti, in gran parte donne e bambini. Il bilancio complessivo degli attacchi sauditi contro lo Yemen, dall’inizio dell’escalation, ha raggiunto quota 3.596 tra incursioni aeree e lanci di missili.

Secondo una valutazione del campo di battaglia, Ansar Allah avrebbe consolidato le proprie posizioni attorno a Jabal Khaboub e Jabal Naman, avviando la costruzione di fortificazioni più a sud. La stessa analisi indica che le forze del sud avrebbero ottenuto il controllo di fuoco sull’isola di Mayyun, in seguito ai recenti scontri lungo la costa.

Nel pomeriggio d 30 ottobre velivoli sauditi hanno effettuato quattro attacchi aerei nei distretti di Ma’am e Ashmaitin, nel governatorato di Taiz. Attacco aereo saudita contro il distretto di Baqim, nel governatorato di Saada. Nel giornata del 30 ottobre attacchi congiunti saudito-pakistani colpiscono civili in Yemen nell’area di Al-Habibah, ad Al-Barh, nel distretto di Maqbanah (governatorato di Taiz). Nell’attacco è morta una intera famiglia – sodo i media Houthi – stacco deliberato cont i civili. Quattro membri delle forze yemenite sono caduti a seguito di attacchi aerei contro stazioni di polizia a Sana’a e sul fronte di Taiz:

Un’imbarcazione è in fiamme a circa 25 miglia nautiche a nord-est di Khasab, in Oman. La marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a affamato: “Due petroliere, una nel settore orientale e l’altra in quello occidentale dello Stretto di Hormuz, stavano tentando di transitare lungo una rotta non autorizzata quando sono state coinvolte in alcuni incidenti e bloccate nelle acque meridionali dello Stretto”. “Entrambe le petroliere avevano disattivato i propri sistemi di navigazione e posizionamento e, con il sostegno dell’esercito terroristico statunitense, stavano tentando di uscire dallo Stretto di Hormuz percorrendo una rotta non autorizzata”. 

Dal’Iran aravano smetti “Non c’è stata alcuna aggressione americana contro l’Iran la scorsa notte. I suoni segnalati dalla regione erano una combinazione di lanci di missili da crociera antinave e lanci di missili terra-aria, che sono stati erroneamente interpretati da alcuni residenti locali e canali OSINT come suoni di aerei o di un attacco americano sull’isola di Qeshm”. “Le forze di terra del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) hanno lanciato missili terra-aria da Tula, nella parte centrale dell’isola di Qeshm, verso un aereo ostile per costringerlo a uscire dallo spazio aereo iraniano”.

Nelle ultime ore si sono verificati anche ripetuti lanci dal territorio iraniano, che hanno interessato bersagli aerei e imbarcazioni presenti nelle acque circostanti. Secondo alcune segnalazioni, si è verificato un episodio in cui una piccola imbarcazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) si è avvicinata a una petroliera, applicando due ordigni esplosivi sulla sua fiancata di dritta. L’incendio scaturito nella sala macchine ha reso temporaneamente l’imbarcazione fuori uso. Il rogo è stato successivamente spento e la petroliera ha potuto riprendere il suo viaggio. Un’altra segnalazione riferisce di un incendio sulla superficie dell’acqua nei pressi dell’isola iraniana di Larak, dove un’imbarcazione sarebbe stata presa di mira.

Un’unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dichiara di aver neutralizzato, nell’ovest del Paese, un gruppo di due persone legato ad attività di spionaggio straniero: La Brigata di Commando “Ansar al-Rasul” di Javanrud, parte delle forze di terra dell’IRGC, ha reso noto che, nel corso dell’operazione, sono stati rinvenuti e sequestrati 10 terminali per l’accesso a Internet satellitare Starlink, 10 fucili Kalashnikov e 5.000 munizioni.

Nel Khuzestan in corso operazioni di distruzione di ordigni inesplosi nei pressi di Ahvaz; l’attività proseguirà per tre giorni. L’operazione ha avuto inizio sabato 1° novembre 2026, alle ore 12:00, e verrà ripetuta ogni giorno, alla stessa ora, per un periodo di tre giorni.

Un soldato delle IOF israeliane è stato accusato di aver trasmesso informazioni sensibili a parti iraniane nell’arco di circa un anno, in cambio di denaro. Secondo le indagini, il soldato ha fornito dettagli sulla propria unità e su basi militari, ha fotografato missili intercettori statunitensi e velivoli per il rifornimento in volo, e ha ricevuto l’offerta di 200.000 dollari qualora si fosse recato in Iran.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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