VENEZUELA. Sono pieni i depositi di greggio PDVSA

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Petroliere caricate con 8,36 milioni di barili di greggio sono ferme al largo della costa venezuelana, mentre il paese colpito da sanzioni lotta per trovare acquirenti per il suo petrolio.

Il greggio fermo varrebbe circa mezzo miliardo di dollari, secondo i rapporti di spedizione e i dati di monitoraggio delle navi compilati da Bloomberg e ripresi da Rt. Una flotta di 16 navi porta carichi appartenenti alla compagnia petrolifera statale venezuelana Petroleos de Venezuela SA, Pdvsa, Chevron, Valero Energy e Rosneft Oil.

Bloomberg riporta che le imprese petrolifere di proprietà della Pdvsa con Rosneft, Chevron, Total Sae Equinor Asa, i cui impianti trasformano il greggio venezuelano molto simile al catrame in petrolio che le raffinerie possono trasformare, hanno ridotto i tassi questa settimana perché hanno esaurito lo spazio per immagazzinare il greggio. La Pdvsa ha dovuto mettere parte di quel petrolio sulle petroliere per liberare spazio e continuare ad operare a tassi più bassi.

Le spedizioni verso gli Stati Uniti, un tempo il più grande cliente del Venezuela, si sono bloccate, cosicché la nazione sudamericana ha dovuto rivolgere la sua attenzione ad altri consumatori, tra cui Cina e India. Le importazioni di petrolio venezuelano da parte dell’India sono aumentate del 66% nella prima metà di febbraio, arrivando a 620.000 barili al giorno. La joint-venture Pdvsa-Rosneft, Petromonagas, non sta lavorando il petrolio dopo aver esaurito lo spazio per immagazzinare la sua produzione.

L’impresa Petropiar della Pdvsa-Chevron ha ridotto la produzione per lo stesso motivo; Petrocedeno, un’impresa Pdvsa-Total-Equinor, sta esaurendo il petrolio da trattare, poiché il divieto di vendita di nafta pesante alla Pdvsa ha reso difficile la spedizione del greggio attraverso gli oleodotti dai giacimenti interni al potenziatore. Le esportazioni giornaliere di greggio venezuelano sono crollate a 1,12 milioni di barili nella prima metà di febbraio, in calo del 9,2% rispetto allo stesso periodo di gennaio. Secondo i dati di Refinitiv Eikon, la nazione che siede sulle più grandi risorse di petrolio greggio del mondo, esportava circa 1,4 milioni di bpd nei mesi prima delle sanzioni statunitensi. 

Graziella Giangiulio