VENEZUELA. Diecimila operai PDVSA fuggono in una settimana 

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La Pdvsa sta perdendo migliaia di lavoratori, con 10.000 unità che hanno lasciato l’azienda in una sola settimana a gennaio, e fra proteste contro i bassi salari e il rischio crescente di incidenti a causa della mancanza di manutenzione delle attrezzature. La situazione, secondo OilPrice, si è aggravata a tal punto che il consiglio di amministrazione della Pdvsa ha smesso di accettare lettere di dimissioni.

Principale fonte di ricavi del Venezuela, Pdvsa produce oggi circa 1,6 milioni di barili di greggio al giorno, il valore più basso degli ultimi 30 anni e in calo rispetto ai 3,8 milioni di bpd del 1999, anno in cui Hugo Chavez prese il potere. Ora, la compagnia petrolifera non ha mezzi per mantenere le proprie attrezzature e la propria produzione, e non può trattenere i propri dipendenti.

Nell’agosto 2016 erano 143.000 le persone che lavoravano per Pdvsa. Tale cifra si è notevolmente ridotta, con un esodo di oltre il 7% della forza lavoro registrata nel 2016.

La cosa peggiore della dimensione del problema è data dalle qualifiche di coloro che vanno via, non più solo operai comuni ma ingegneri con anni di esperienza. Ciò danneggerà ulteriormente la Pdvsa. Alla fine di gennaio, il ministro del petrolio del Venezuela, Manuel Quevedo, ha detto che il paese poteva «facilmente gestire» un aumento della produzione petrolifera di 1 milione di bpd quest’anno per sollevare la sua capacità produttiva a 2.472 milioni.

Ora che i lavoratori di Pdvsa stanno andando via in massa, l’aumento della produzione promesso da Quevedo sembra sempre più improbabile.

Inoltre, le raffinerie di petrolio nel Golfo del Messico stanno acquistando più greggio dal Mare del Nord, per sostituire le forniture perse dal Venezuela.

È il flusso più alto dal dicembre 2010, secondo le cifre dell’Energy Information Administration. La produzione di greggio proveniente dal paese sudamericano è scesa costantemente nel 2017, attestandosi a 1,67 milioni di barili al giorno nel mese di gennaio 2018, secondo le stime di Bloomberg. È il dato più basso degli ultimi 15 anni. Le spedizioni verso gli Stati Uniti, quasi tutte destinate quasi tutte alle raffinerie del Golfo del Messico, hanno raggiunto il livello più basso dal 2011 nel mese di gennaio.

Graziella Giangiulio