TURCHIA. Libero Brunson, la lira tiene

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La moneta della Turchia, la Lira, che quest’anno ha perso quasi il 40% del suo valore rispetto al dollaro, ha preso il 3% lo scorso 11 ottobre, alla notizia che le tensioni tra Washington e Ankara si stanno allentando.

La moneta ha fatto poco il giorno successivo, il 12 ottobre, quando è diventato ufficiale che il pastore americano, Andrew Brunson, detenuto dalle autorità turche con l’accusa di terrorismo e spionaggio, sarebbe stato rilasciato e gli sarebbe stato permesso di tornare negli Stati Uniti. Il cittadino americano, che ha scontato due anni di detenzione per colpo di stato e accuse legate al terrorismo, è stato sì condannato in tribunale il 12 ottobre, ma è stato autorizzato a partire e a lasciare il paese visto il periodo di detenzione già scontato, riporta Asia Times.

Lo scorso agosto, l’amministrazione Trump aveva imposto sanzioni ai funzionari turchi in risposta al rifiuto di Ankara di rilasciare Brunson. Donald Trump ha subito twittato la notizia. Il caso di Brunson era solo una delle tante questioni di contesa tra gli Stati Uniti e il suo alleato della Nato, e persistono altri disaccordi, tra cui il previsto acquisto da parte della Turchia del sistema missilistico russo S-400.

Il Congresso statunitense ha approvato una legge che bloccherà il trasferimento in Turchia dei caccia turchi F-35, ancora in territorio americano per l’addestramento, in risposta all’acquisto dei sistemi russi S-400.

Contemporaneamente, la Presidenza Usa ha tenuto all’inizio una linea “morbida” sul caso, riporta The Washington Post; il 13 ottobre, poi, Trump ha promesso severe punizioni per gli autori. 

Come afferma il giornale statunitense, il cambio di reazione di Trump contrasta con quanto lo stesso Trump aveva ripetutamente detto: Khashoggi non era un cittadino statunitense. «È in Turchia, e non è un cittadino, per come lo intendo io (…) Ma una cosa del genere non dovrebbe accadere». 

Dopo il caso Skripal è la seconda volta che il presidente Trump si sta confrontando con una resa dei conti contro un dissidente per mano di un regime con cui Trump ha cercato di trovare un accordo.

Graziella Giangiulio