RUSSIA. Putin: “Addestreremo l’esercito di Assad”

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Il presidente Vladimir Putin ha annunciato i piani “a medio termine” della Russia per rafforzare l’esercito siriano. Parlando ad una sessione di domande e risposte dal vivo con i cittadini di Mosca, lo scorso 15 giugno.  Putin ha dichiarato che il rafforzamento dell’esercito siriano permetterebbe alle truppe russe nel paese arabo di rientrare alle loro basi, riportano le agenzie di stampa russe.

La forza aerea della Russia, tuttavia, continuerà ad aiutare la Siria ove necessario, ha detto Putin, anche se ha espresso la sua preferenza per una soluzione pacifica della crisi in Siria: «Abbiamo intenzione di stabilire un processo per un accordo politico in Siria tra tutte le parti coinvolte», ha detto il presidente russo. Putin ha dichiarato che l’esercito di Mosca aveva fatto un’esperienza “inestimabile” in Siria, sperimentando armi all’avanguardia in combattimento reale, mentre la campagna contro il terrorismo aveva permesso agli esperti del paese di migliorare tecniche e armamenti.

Va ricordato che la Russia ha iniziato la sua campagna contro Daesh e altri gruppi in Siria su richiesta del governo di Damasco a settembre 2015. Gli aerei russi hanno partecipato in copertura per le forze siriane. Putin ha ulteriormente espresso la volontà di Mosca di unirsi con gli Stati Uniti su varie questioni internazionali, tra cui il controllo delle armi, la non proliferazione nucleare, la lotta alla povertà e al cambiamento climatico.

Ha definito l’accordo nucleare del 2015 con l’Iran come «un esempio positivo della cooperazione con Washington (…) Questo significa che possiamo negoziare e lavorare insieme. Sulla questione siriana, sulla questione del Medio Oriente, è chiaro a tutti che nulla sarà raggiunto senza il nostro dialogo costruttivo», ha detto Putin.

Altro tema su cui si è espresso il presidente russo sono le sanzioni occidentali che hanno costretto la Russia a «accendere i nostri cervelli e talenti» per ridurre la dipendenza dalle esportazioni di energia, aggiungendo che il paese era fuori quasi del tutto dalla recessione nonostante le misure restrittive internazionali. Le sanzioni hanno solo rafforzato la Russia, aveva dichiarato Putin nello stesso giorno in cui il Senato americano ha votato per colpire Mosca per le presunte intromissione nelle elezioni presidenziali del 2016.

I senatori americani hanno, infatti, approvato il 14 giugno un ampio pacchetto di sanzioni teso a colpire settori chiave dell’economia della Russia e individui che avrebbero effettuato attacchi informatici. Putin ha ripetuto che la Russia non aveva fatto nulla per giustificare la recente decisione del Senato americano che evidenzia la politica di containment dell’Occidente verso la Russia e «la lotta politica interna negli Stati Uniti». 

La Russia ha risposto alle sanzioni bloccando la maggior parte delle importazioni alimentari provenienti dall’Occidente. Secondo Putin, la Russia si sta riprendendo dalle sanzioni statunitensi, dicendo che «la crisi è finita»: inflazione bassa e riserve di valuta in aumento e una modesta crescita economica negli ultimi mesi.

Graziella Giangiulio