ONU. Peacekeeping a un bivio

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Le forze di pace delle Nazioni Unite sono di fronte a una serie di sfide: il terrorismo, i governi ostili, il flusso di armi illegali e, talvolta, la stessa assenza di pace, ha detto il Segretario Generale António Guterres, sottolineando che tutte le parti delle Nazioni Unite hanno un ruolo da giocare nell’assicurarsi che i caschi blu rispettino i mandati loro assegnati.

«Le operazioni di pace sono a un bivio. Il nostro compito è quello di renderle efficaci con mandati chiari, strategie giuste e adeguato supporto» ha detto il segretario generale Onu, all’apertura del Consiglio di Sicurezza sulla revisione delle operazioni di pace, riporta Defence Web.

Ha sottolineato che le operazioni di pace delle Nazioni Unite sono diverse, in ambienti operativi molto complessi «e noi condividiamo la responsabilità di adattarli al nostro mondo che cambia».

Nel suo intervento, Guterres ha invitato i 193 membri dell’Assemblea generale a dare sostegno politico, truppe e forze di polizia. Ha anche chiesto il sostegno dei paesi che si affacciano sulle zone di conflitto e ha sottolineato l’importanza di avere il sostegno dei paesi ospitanti.

Guterres ha detto che il numero di paesi che contribuiscono con truppe e forze di polizia, era aumentato e che venivano usate tecnologie moderne per migliorare la conoscenza e l’analisi delle diverse situazioni operative.

Tutti gli sforzi fatti hanno ridotto il costo pro-capite delle forze di pace in uniforme del 18% dal 2008.

Guterres ha poi illustrato specifiche aree di miglioramento, tra cui la necessità di chiari, realistici e aggiornati mandati per le operazioni di pace del Consiglio di Sicurezza; ruoli maggiori e più attivi per le donne nelle operazioni di pace; e un aumento dei contributi in uomini.

Ha poi detto che 54 missioni avevano completato i loro mandati ed erano state chiusi; e che altre due lo saranno nei mesi prossimi.

“Questo è il nostro obiettivo per ogni missione di pace: fare il lavoro affidatogli per salvare vite umane; per evitare atrocità di massa; per preparare il terreno per la stabilità e una pace. E poi chiudere, per essere, dall’inizio alla fine, efficaciancher nei costi».

In particolare, ha sottolineato la necessità di un finanziamento solido e prevedibile in modo che le missioni siano sostenute con contributi stabiliti, o da altri meccanismi di finanziamento.

Maddalena Ingroia