LIBANO. La crisi valutaria paralizza il mercato siriano

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Gli uomini d’affari siriani, che per decenni hanno potuto contare sul vicino Libano come canale per i beni e le transazioni con l’estero, stanno ora lottando per sopravvivere all’interno dei propri confini, con un’economia che cerca di riprendersi dopo nove anni di guerra. Il governo di Bashar al-Assad, per bloccare la spirale valutaria siriana a fronte della crisi finanziaria libanese, ha preso di mira tutto, dalle transazioni immobiliari agli alimentari, nel tentativo di fermare l’emorragia di denaro pregiato.

Il Libano, che per mezzo secolo è stato un mercato aperto per la controllata economia della Siria e le cui banche hanno offerto un rifugio in tempo di guerra per i risparmi siriani, sta ora vivendo il proprio crollo finanziario. Negli ultimi mesi, i bancomat e le banche libanese sono state prosciugate di valuta estera, le autorità siriane hanno raddoppiato i loro sforzi per contenere le importazioni e arginare l’emorragia di dollari. L’onda lunga del tracollo finanziario del Libano è stato avvertito dall’alta società siriana, che ha conti in Libano, fino ai lavoratori stagionali transfrotnalieri.

I lavoratori edili siriani che un tempo guadagnavano in Libano valuta in dollari da mandare a casa alle loro famiglie, per esempio, sono ora costretti a convertire i salari in sterline libanesi perdendo un terzo del valore. A partire da ottobre 2019, le imprese siriane non possono più trasferire dollari attraverso il Libano, a causa delle norme bancarie locali volte a mantenere le riserve estere nel paese. Questo significa che sono quasi completamente bloccate dal commercio con il mondo esterno, con le principali eccezioni della Russia e dell’Iran, ripota Asia Times

Le banche libanesi hanno nel frattempo posto severe limitazioni ai prelievi di dollari, lasciando anche i siriani, che possono viaggiare regolarmente, con la capacità di prelievo bloccata a 300 dollari settimanali; mille se si tratta di individui con conti superiori ai 100.000 dollari nelle banche libanesi. A peggiorare le cose poi va aggiunto un altro fattore: la rapida inflazione in Siria

I clienti siriani hanno la possibilità di ritirare i loro soldi dai bancomat in valuta libanese al tasso di cambio ufficiale: poco meno di 1.600 sterline libanesi al dollaro. Il problema è che gli uffici di cambio siriani non trattano in valuta libanese, quindi le sterline libanesi devono essere convertite in dollari al prezzo del mercato nero prima di attraversare il confine, con un tasso al di sopra di 2.200 sterline libanesi a dollaro.

Per i produttori siriani è diventato impossibile determinare il costo e il margine di profitto, soprattutto per le merci importate con difficoltà dall’estero. Incapaci di determinare il prezzo dei loro prodotti a causa delle fluttuazioni dei tassi e del deterioramento della valuta, molte imprese siriane hanno semplicemente smesso di produrre o vendere qualsiasi cosa.

Maddalena Ingrao