IPCC: global warming inarrestabile

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington D.C. 05/09/2014. Venerdì 29 agosto gli analisti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) hanno completato la sintesi del Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (AR5) e l’hanno inviata ai capi di stato e di governo della maggior parte dei Paesi del mondo affinché riflettano sugli effetti del riscaldamento globale e facciano commenti ed osservazioni sul testo.

Il documento riassume i principali messaggi dei Working Group riportati nelle tre relazioni aventi come titolo: Mitigation of Climate Change; Impacts, Adaptation and Vulnerability; The Physical Science Basis, presentate rispettivamente a settembre 2013, a marzo e ad aprile 2014. Il Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici nella sua interezza, inoltre, fornisce una panoramica chiara sulle attuali conoscenze scientifiche in materia di cambiamenti climatici e presenta in maniera argomentativa ed organica le conseguenze di questo problema su ambiente, economia e società, i rischi futuri dovuti all’evoluzione del clima e le migliori strategie da mettere in atto per ridurre questi rischi nelle diverse aree geografiche del pianeta.
Proprio “rischio” è la parola ripetuta più spesso (351 volte) nelle 127 pagine della sintesi del rapporto IPCC, sul quale i governi potranno presentare osservazioni entro il 10 ottobre prossimo, in vista soprattutto del meeting che si terrà a Copenaghen dal 27 al 31 dello stesso mese. Nel corso del summit danese, poi, i governi aderenti all’Intergovernmental Panel on Climate Change esamineranno analiticamente sia la sintesi sia l’intero AR5, che assumerà la sua forma definitiva e verrà presentato il 2 novembre mediante una conferenza stampa.

L’Associated Press ha pubblicato un sunto del Fifth Assessment Report e ne ha pubblicato alcuni passi in cui si sottolinea che «l’emissione continua di gas serra provocherà un ulteriore riscaldamento e cambiamenti duraturi in tutte le componenti del sistema climatico, aumentando la probabilità di effetti gravi, diffusi e irreversibili per le persone e gli ecosistemi». L’innalzamento della temperatura media globale, ancora, causerà l’aumento del livello del mare, gli estremi climatici, come ondate di calore, inondazioni e siccità, e la brusca riduzione dei raccolti agricoli, a fronte di una domanda in costante crescita, con conseguente aumento di povertà, malattie, conflitti, violenze, immigrazioni. Gli studiosi dell’IPCC ritengono che, continuando ad immettere nell’atmosfera gas climalteranti ai ritmi attuali, entro il 2050 le temperature aumenteranno di circa 2°C, mentre nel 2100 esse saliranno addirittura di 3,7°C, facendo fallire l’obiettivo di contenere entro la fine del secolo l’aumento della temperatura media mondiale di 2°C, rispetto ai livelli preindustriali.
Nonostante tali prospettive, non mancano gli scettici rispetto alle conseguenze nefaste del riscaldamento globale. Secondo John Christy, scienziato dell’università dell’Alabama, ad esempio, «Il global warming non è un problema importante. Per la gente andrà bene: gli esseri umani sono intelligenti, sapranno adattarsi a qualunque cosa accada».
Rajendra Kumar Pachauri, presidente dell’IPCC, invece ritiene che la sintesi dell’AR5 «fornirà ai policymakers una base scientifica per affrontare la sfida del cambiamento climatico. Potrebbe aiutare i governi e le altre parti interessate a collaborare a vari livelli e a trovare un nuovo accordo internazionale per limitare il cambiamento climatico».