Egitto senza energia

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EGITTO – Il Cairo 05/09/2014. Il ministro egiziano dell’Elettricità, Ahmed Shaker, ha chiesto scusa al paese dopo che il grande blackout di ieri che ha interessato ospedali, bloccato parti della metropolitana del Cairo, messo fuori uso alcune stazioni televisive e fatto saltare gran parte della rete del paese per diverse ore.

L’Egitto ha perso il 50 per cento della sua produzione di energia, per motivi non ancora chiariti ma Sahker ha detto che l’interruzione non è stato «intenzionale», secondo al Arabiya. Secondo Ahram on line, inoltre, Sahker ha aggiunto che l’interruzione non è stata causata da carenza di carburante. Il ministro ha anche detto che la rete elettrica nazionale (nella foto) durante il black out riusciva a produrre fino a 11.000 mega-watt, una potenza molto inferiore rispetto ai precedenti 20.000 mega-watt prodotti prima del caos politico-istituzionale. Secondo i funzionari del ministero nelle province centrali e meridionali di Assiut, Minya, e Sohag, gli ospedali hanno dovuto bloccare le macchine per la dialisi, quelli per i raggi X e le sale operatorie fuori servizio. L’interruzione è iniziata alle 6 del mattino, causando la paralisi della rete elettrica in molte aree di tutto il paese, compreso il Delta del Nilo e le province meridionali; quasi 12 ore più tardi, è stato ripristinato l’85 per cento della potenza. Le tv egiziani hanno mandato in onda filmati delle stazioni della metropolitana piene di pendolari con i treni fermi: erano infatti bloccati i treni che collegano il cento del Cairo con la periferia sud. L’incapacità dei diversi esecutivi succedutisi dalla caduta di Mubarak di poter pagare i debiti verso le compagnie petrolifere straniere, e attrezzature vecchie e prive di manutenzione hanno contribuito ad una crisi energetica oramai di lunga durata in cui, una serie di blackout precipitano intere zone del paese al buio per diverse ore al giorno. Il nuovo governo aveva recentemente promesso di risolvere i problemi energetici entro la fine dell’anno, dando la colpa delle interruzioni anche ai sabotatori legati alla Fratellanza musulmana.