GOLFO DI GUINEA. I pirati tornano ad attaccare e rapire

37

Tre navi sono state attaccate nel Golfo di Guinea negli ultimi giorni. Si tratta di nuovi episodi di pirateria e di criminalità marittima al largo dell’Africa occidentale, con sei membri dell’equipaggio apparentemente rapiti.

Tutti gli incidenti sono avvenuti il 9 maggio al largo della costa della Guinea Equatoriale. Secondo il Preasidium International, la nave di ricerca/indagine Djibloho, battente bandiera della Guinea Equatoriale, è stata attaccata e abbordata da un gruppo di uomini sconosciuti, con tre membri dell’equipaggio probabilmente rapiti, due russi e un equatoguino, riporta Defence Web.

Nel frattempo, mentre si trovava nella zona di ancoraggio di Malabo, al largo della Guinea Equatoriale, la nave da carico Rio Mitong, battente bandiera delle Comore, è stata avvicinata da un motoscafo i cui uomini hanno usato una scala per salire a bordo della nave e hanno rapito due membri dell’equipaggio, apparentemente un russo e un ucraino. Il Praesidium ha riferito che i responsabili hanno lasciato la zona e si sono diretti in Camerun.

Il Rio Mitong era arrivato a Malabo da Abidjan intorno al giugno 2019 a sostegno del progetto Gnl Ounta Europa e da allora era rimasto all’interno dell’area di ancoraggio di Malabo, raggiungendo occasionalmente l’ormeggio. «Secondo le nostre fonti, alcuni dei membri dell’equipaggio rimasti hanno subito ferite d’arma da fuoco», ha detto il Praesidium.

Più tardi, nella mattinata del 9 maggio, un motoscafo simile a quello utilizzato durante l’attacco di Malabo è stato avvistato dalle autorità camerunesi vicino alla zona di Tiko.

«Se confermato, quest’ultimo incidente porterebbe a 52 il numero totale di persone rapite in incidenti di criminalità marittima in tutta la regione (…) Mentre la tendenza degli incidenti in Africa occidentale sta mostrando un graduale declino, c’è una tendenza all’aumento della gravità degli incidenti, in particolare quelli che coinvolgono rapimenti a scopo di riscatto», riporta Dryad Global.

Il terzo attacco del 9 maggio, a nord-ovest di Malabo, ha coinvolto la petroliera battente bandiera cinese Yuan Qiu Hu. Secondo il Praesidium, un motoscafo ha iniziato a inseguire la petroliera, spingendola ad aumentare la velocità. La petroliera ha allertato le autorità e le forze del Camerun hanno inviato una motovedetta, che è arrivata nella zona 45 minuti dopo. I presunti pirati hanno interrotto l’operazione e hanno lasciato l’area.

Antonio Albanese