ENERGIA. Nel 2030 la domanda di petrolio si appiattirà

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Secondo un nuovo rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia pubblicato il 13 novembre, la domanda globale di petrolio dovrebbe “appiattirsi” negli anni 2030. Nel rapporto si prevede inoltre che lo scisto americano attenuerà sempre più l’influenza dell’Opec e supererà la Russia, mettendo in discussione la capacità dell’Opec+ di gestire le esportazioni globali.

Il World Energy Outlook 2019 dell’Iea, ripreso da Asia Times, prevede che la domanda di energia in aumento dell’1% all’anno fino al 2040. Tuttavia, saranno le fonti a basse emissioni di carbonio, guidate dal solare fotovoltaico utilizzato per generare energia elettrica, che forniranno più della metà di questa crescita.

Il gas naturale, dice il rapporton Iea, rappresenterà un altro terzo di questa crescita, con il commercio di gas naturale liquefatto in aumento.

La domanda di petrolio, al contrario, «si appiattisce nel 2030». Il consumo di carbone diminuisce ancora di più.

Con le emissioni globali di Co2, una preoccupazione pressante in quanto i paesi che cercano di allinearsi con gli obiettivi dell’accordo di Parigi, le nazioni con politiche zero emissioni o neutrali in termini di emissioni di carbonio, contribuiranno a rimodellare il modo in cui l’energia viene fornita e consumata.

Queste previsioni sollevano nuovi dubbi sul fatto che la Saudi Aramco possa o debba cercare di essere quotata in una borsa valori internazionale, viste le proiezioni sul suo prodotto chiave: «Gli attacchi in Arabia Saudita del settembre 2019 hanno sottolineato che i tradizionali rischi per la sicurezza energetica non sono scomparsi», si legge nel rapporto. Gli attacchi contro gli impianti Aramco sono riusciti a mettere fuori linea la metà della produzione del Regno saudita il mese scorso, portando a casa le lunghezze a cui l’Iran sarebbe andato a colpire contro lo stallo del suo settore petrolifero, e offrendo un campanello d’allarme a qualsiasi potenziale investitore.

A causa delle sue dimensioni, Aramco dominerà il Tadawul, lasciando gli investitori sauditi esposti a cali del prezzo del petrolio, attacchi iraniani e altre tendenze globali delineate nel rapporto dell’Iea.

Luigi Medici