COREA DEL NORD. Il futuro del vertice dipende solo da Washington

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Il ministero degli Esteri nordcoreano ha risposto alla decisione del presidente Donald Trump di annullare la sua riunione del 12 giugno con Kim Jong Un dicendo che la Corea del Nord rimane disposta a sedersi con gli Stati Uniti «in qualsiasi momento».

Kim ha così risposto alla lettera di Trump, in cui il presidente Usa afferma che la retorica della Corea del Nord rendeva inopportuno incontrarsi in questo momento. In precedenza Kim aveva definito il presidente degli Stati Uniti Mike Pence un «fantoccio politico», dopo che Pence aveva confermato l’idea della denuclearizzazione sullo stile libico fatta da John Bolton. Kim ha anche detto che la decisione di Trump «non è coerente con il desiderio dell’umanità per la pace e la stabilità nel mondo, per non parlare di quelli nella penisola coreana».

In precedenza la Corea del Nord aveva detto che il futuro del vertice con gli Stati Uniti era “interamente dipendente” da Washington, dopo che entrambi i paesi avevano minacciato di annullare o ritardare l’incontro previsto per il 12 giugno a Singapore. «Se gli Stati Uniti ci incontreranno in una sala riunioni o alla resa dei conti, da potenza nucleare a potenza nucleare, dipende interamente dalla decisione e dal comportamento degli Stati Uniti», aveva detto Choe Son-hui, viceministro degli Esteri nordcoreano. La dichiarazione di Choe, ripresa da Kcna, giungeva in un momento di incertezza circa la possibilità che l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, avesse luogo.

Pyongyang, la scorsa settimana, aveva minacciato di uscire dal vertice a causa della pressione della Casa Bianca per imporre un modello di denuclearizzazione “unilaterale”, mentre Trump aveva parlato, il 22 maggio, di un possibile rinvio. Nella dichiarazione rilasciata il 24 maggio, Choe aveva aggiunto che «nel caso in cui gli Stati Uniti offendano la nostra buona volontà e si aggrappino ad atti illegali e oltraggiosi, presenterò un suggerimento alla nostra leadership suprema per riconsiderare il vertice Rpdc-Usa».

Choe aveva anche menzionato le parole del vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence che in una recente intervista televisiva ha nuovamente sottolineato un approccio in stile libico per la denuclearizzazione della Corea del Nord. «Il vicepresidente degli Stati Uniti Pence ha fatto un’osservazione sfrenata e impudente sul fatto che la Corea del Nord potrebbe finire come la Libia. (…) Non posso nascondere la mia sorpresa per tali commenti ignoranti e stupidi che sgorgano dalla bocca del vicepresidente degli Stati Uniti», aveva detto il vice ministro degli Esteri nordcoreano.

La settimana scorsa Pyongyang ha già sospeso i contatti con Seul e ha modificato il tono cordiale utilizzato negli ultimi mesi con la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Trump ha ammesso, il 22 maggio, che il vertice con Kim potrebbe essere ritardato e ha insistito sul fatto che Pyongyang deve soddisfare alcune condizioni perché la riunione possa aver luogo, riporta Efe.

Antonio Albanese