CINA. Pechino non tollererà guerra o caos in Corea

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Il ministero degli Esteri cinese ha detto, in una dichiarazione, che la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che taglia l’esportazione annuale di petrolio e prodotti petroliferi da circa 8,5 milioni di barili a 2 milioni di barili, sarà pienamente applicata.

Ma «la Cina non permetterà la guerra o il caos sulla penisola coreana», si legge nel comunicato.

Dalle sanzioni  che tagliano la fornitura di greggio a Pyongyang è escluso l’oleodotto che fornisce il 90 per cento del greggio della Corea del Nord, in parte per un motivo molto pratico: una volta che la Cina lo chiudesse, non potrebbe essere rimesso in attività facilmente, riporta Scmp. L’oleodotto Dandong-Sinuiju porta ogni anno oltre mezzo milione di tonnellate di petrolio greggio alla Corea del Nord. La risoluzione Onu prevede il taglio di oltre il 55 per cento dei prodotti petroliferi raffinati destinati alla Corea del Nord, il livellamento delle importazioni di prodotti petroliferi raffinati a 2 milioni di barili all’anno e il congelamento dell’attuale quantitativo di petrolio greggio consegnato alla Repubblica Popolare di Corea.

Ma ha anche affermato che il petrolio greggio che passava attraverso l’oleodotto Dandong-Sinuiju era esentato, suscitando forti critiche.

L’esenzione rifletterebbe la riluttanza di Pechino a spingere Pyongyang verso una crisi economica maggiore di quella che starebbe vivendo.

Le forniture di greggio del gasdotto provengono dal giacimento petrolifero di Daqing nella provincia di Heilongjiang e sono tipicamente a basso tenore di zolfo, ma con “molta” cera. Questa miscela si solidifica facilmente in climi freddi o quando il flusso rallenta ad un certo punto, secondo PetroChina Pipeline. Pechino dovrebbe andare incontro a grandi spese per eliminare l’eventuale presenza di cera solida all’interno del gasdotto, e l’intera infrastruttura potrebbe essere irrimediabilmente danneggiata se il contenuto di cera superasse una determinata soglia, secondo PetroChina.

L’oleodotto corre per più di 30 km dagli impianti di stoccaggio nella città cinese di confine di Dandong fino al deposito petrolifero di Sinuiju in Corea del Nord. È stato completato nel dicembre 1975 e fornisce ogni anno 520mila tonnellate, pari a 3,64 milioni di barili di greggio, secondo China National Petroleum Corporation.

Una volta oltre confine, il greggio viene lavorato presso l’unica raffineria della Corea del Nord, a Ponghwa, impianto costruito con il sostegno cinese negli anni Settanta. La raffineria trasforma il petrolio in prodotti raffinati per il governo della Corea del Nord, il settore militare, i trasporti, l’agricoltura e la pesca.

Graziella Giangiulio