CINA. Uscite le linee guida per le sanzioni ONU

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La banca centrale cinese ha rilasciato l’11 settembre una dichiarazione sull’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite senza specificare quali risoluzioni o parti interessate. La People’s Bank of China ha detto che le agenzie finanziarie cinesi e alcune istituzioni non finanziarie erano tenute a registrare le persone e le organizzazioni nordcoreane nei loro sistemi e condurre un’ indagine retrospettiva una volta che riceveranno la decisione del ministero degli Esteri, riporta Scmp.

L’avviso non specificava quale risoluzione Onu sarebbe stata rispettata, o quali persone o entità sarebbero state prese di mira. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrà votare, infatti, nuove sanzioni contro il regime nordcoreano.

La risoluzione elaborata dagli Stati Uniti, che originariamente chiedeva un embargo petrolifero alla Corea del Nord, una sospensione delle loro esportazioni di tessili e il divieto finanziario e di viaggio nei confronti del leader Kim Jong-un, e un blocco navale parziale sembra essere stata indebolita per placare la Russia e la Cina, entrambe dotate di poteri di veto, hanno dichiarato i diplomatici. Stando a quanto riportava il Guardian nei giorni scorsi: «La risoluzione autorizza le navi militari di qualsiasi Stato membro dell’Onu a ispezionare le navi nordcoreane sospettate di trasportare carichi vietati e ad adottare “tutte le misure necessarie per effettuare tali ispezioni”. Le implicazioni di tale risoluzione sarebbero di ampia portata. Qualsiasi tentativo di salire a bordo o dirottare una nave nordcoreana potrebbe innescare uno scontro a fuoco. Oltre a vietare qualsiasi esportazione di “petrolio greggio, condensati, prodotti petroliferi raffinati e liquidi del gas naturale” verso la Corea del Nord, il progetto di risoluzione chiede un divieto di importazione di prodotti tessili e la fine dell’assunzione di cittadini nordcoreani, in quanto il regime utilizza la valuta estera guadagnata “per sostenere i suoi programmi nucleari e missili balistici vietati”».

Il ministero degli Esteri cinese aveva già detto che la denuclearizzazione della penisola coreana dovrebbe essere realizzata con mezzi pacifici e diplomatici. Il ministero cinese ha ribadito la richiesta della Cina di ulteriori passi diplomatici da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dicendo che sperava che i suoi membri potessero raggiungere un consenso.

Pechino ha stabilito che i livelli di radiazioni rimangono normali nelle province vicino al confine nordcoreano dopo il test nucleare di Pyongyang, ma resta alta la preoccupazione per i danni ambientali.

Il ministero della Protezione ambientale ha annunciato il 10 settembre che aveva ultimato al suo monitoraggio di emergenza sulle radiazioni dopo l’esplosione atomica della scorsa settimana.

Graziella Giangiulio