BALCANI. Bosnia: il generale inverno non blocca il flusso di migranti

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Anche se il campo di Vucjak in Bosnia è stato chiuso dopo una serie di proteste internazionali, la situazione dei migranti bloccati in Bosnia Erzegovina mentre cercano di raggiungere l’Europa occidentale è ancora grave. Il campo vicino alla città di Bihac si trovava su una ex discarica e vicino a un campo minato, ed è stato il simbolo del dramma dei migranti in viaggio attraverso i Balcani.

Il campo è stato chiuso all’inizio di questo mese e i suoi abitanti sono stati trasferiti in altre parti della Bosnia. Eppure molti stanno tornando a Bihac perché è il posto più vicino alla Croazia, paese membro dell’Unione Europea. A Bihac, i migranti cercano edifici o fabbriche abbandonate o, se sono fortunati, rimangono nel centro dei migranti della città, riporta Hurriyet.

Con l’inverno, i migranti vogliono affrettarsi verso la Croazia prima che il tempo peggiori ulteriormente, nonostante le difficoltà: devono infatti attraversare un valuco di montagna e la polizia li fa tornare indietro. Il Gioco, così viene chiamato, è l’inseguimento con la polizia di frontiera croata che pattuglia i sentieri di montagna.

All’interno delle case abbandonate vicino al confine, vecchi materassi sporchi fungono da letti provvisori per chi passa di qui. I volontari portano legna da ardere e c’è spazzatura ovunque, a testimonianza dei gruppi che sono passati di qui in passato. Le autorità bosniache dicono che ci sono diverse migliaia di persone provenienti dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’Asia che rimangono nel paese mentre si dirigono verso le ricche nazioni dell’Unione europea.

La polizia di frontiera della Bosnia dice di non avere abbastanza uomini per fermare il flusso; il paese, non in buone condizioni economiche, sta lottando per accogliere i nuovi arrivati; non avendo un posto dove andare nel rigido inverno bosniaco, alcuni migranti decidono di aspettare proprio a Bihac oppure tornano nel paese precedente che hanno attraversato, la Serbia, per passare lì l’inverno, pronti a tentare di nuovo la fortuna la prossima primavera.

Maddalena Ingrao