#UKRAINERUSSIAWAR. NATO e Russia. Questa è la vera questione della guerra

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L’appoggio incondizionato a Kiev dell’Occidente sembra vacillare sotto una serie di fatti ed evenienze incontrovertibili, al di là dei risultati bellici pressoché nulli di Kiev.

Come riporta AT, l’aria comincia a cambiare a Washington, dove cresce il malcontento per il sostegno all’Ucraina, con un’opposizione sufficiente a forzare gli aiuti ucraini a ritirarsi dalla Risoluzione Continua appena approvata per mantenere in funzione il governo degli Stati Uniti.

Parte dell’opposizione riflette la preoccupazione per la dilagante corruzione ucraina. Tuttavia, il problema più grande in Ucraina è una lotta politica evidenziata dal fatto che l’attuale comandante in capo dell’esercito ucraino, il generale Valerii Zaluzhny, si oppone ai piani per l’offensiva del Dnepr, ma Zelenskyj e Washington spingono.

Oltre a ciò, in agosto e settembre l’Ucraina non è riuscita nemmeno lontanamente ad arruolare un numero sufficiente di uomini e donne nell’esercito a causa della crescente resistenza. Il licenziamento dei reclutatori, quindi, non è avvenuto a causa della corruzione, anche se presente, ma a causa degli scarsi numeri del reclutamento.

Zaluzhny, come abbiamo detto in precedenza è sotto attacco: l’Ufficio investigativo statale ucraino e l’agenzia di intelligence interna hanno avviato un’indagine penale contro Zaluzhny per il fallimento della recente controffensiva nel sud. Questa indagine non potrebbe avvenire senza il sostegno di Zelenskyj che ha piazzato i suoi uomini nella SBU e li usa per “bastonare” l’opposizione.

Zaluzhny è considerato, anche dai russi, un eccellente comandante. Un’indagine penale diretta contro la sua leadership militare diretta sarebbe un duro colpo per l’esercito ucraino e per la capacità dell’Ucraina di continuare a combattere.

Ma la vera questione non è l’Ucraina, la vera questione resta se la Russia e la NATO riusciranno a raggiungere un accordo, non solo sull’Ucraina ma anche sull’architettura della sicurezza in Europa. I russi credono che l’espansione della NATO li minacci. I leader russi ritengono inoltre che, insieme all’espansione della NATO e delle basi NATO, arriverà anche il trasferimento delle capacità nucleari in prima linea.

La Russia sta cercando di frenare l’espansione della NATO, cosa che non è neanche lontanamente possibile. Tuttavia, trovare un modo per compensare le minacce offensive percepite è potenzialmente negoziabile e somiglierebbe, in qualche modo, ad accordi sul controllo degli armamenti che non sono più rilevanti o sono stati abbandonati, in particolare l’Intermediate Range Nuclear Force Agreement del 1987 che l’amministrazione Trump annullato all’inizio del 2019.

Gli Stati Uniti hanno denunciato l’inadempienza della Russia, ma alcuni ritengono che l’INF sia stato cancellato perché impediva agli Stati Uniti di competere con le armi nucleari a raggio intermedio cinesi. La Cina non ha mai fatto parte dell’INF e si è fermamente opposta all’adesione a qualsiasi accordo serio sulla limitazione delle armi.

L’Ucraina non può continuare a combattere a lungo senza il sostegno della NATO. In apparenza, con i politici dell’UE e degli Stati Uniti che corrono a Kiev, si potrebbe supporre che l’Ucraina continuerà a ricevere un aiuto illimitato dalla NATO. Ma fosse anche solo per ragioni strutturali, come la mancanza di approvvigionamenti, è difficilmente possibile un mantenimento al livello del 2022. Inoltre, l’Europa è sempre più stanca perché tutti i suoi interventi non hanno assicurato la vittoria.

La Germania, che era la potenza industriale d’Europa, sta fallendo economicamente soprattutto perché non dispone di sufficienti forniture di energia a basso costo, principalmente di gas russo; prima o poi i tedeschi dovranno affrontare il loro futuro economico e politico.

La prospettiva di una guerra allargata comincia a farsi strada anche nella coscienza dei leader europei, se non negli Stati Uniti. È improbabile che l’amministrazione Biden volti pagina e apra la porta alla diplomazia, ma ciò potrebbe cambiare se l’Ucraina dovesse subire ulteriori battute d’arresto militari o se la struttura politica ucraina dovesse crollare.

Se si può dire che Zelenskyj sia in una trappola dalla quale non può uscire, dobbiamo anche dire che Biden si candida alla rielezione e vuole evitare di essere accusato di un’altra catastrofe coma la Rotta dall’Afghanistan. È difficile prevedere esattamente quale saranno le cause di un possibile cambio di rotta ma la partita presidenziale USA è alle porte.

Antonio Albanese

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