MONTENEGRO. Tensioni diplomatiche sulla crisi tra Russia e Ucraina

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Lo scorso 3 febbraio, l’ambasciatrice statunitense a Podgorica Judy Rising Reinke ha pubblicato una nota sulla crisi in corso tra Mosca e Kiev in cui si afferma che Stati Uniti e Montenegro collaborano per garantire la sovranità territoriale dell’Ucraina, nella difesa dei valori democratici minacciati da una possibile escalation delle tensioni al confine con la Russia. Nel caso di un’invasione russa, afferma Rising Reinke, se Washington non intervenisse farebbe passare il messaggio che le regole del diritto internazionale possono essere violate senza conseguenze: questo appunto per sottolineare che il Montenegro è tra i partner europei che affiancano gli Stati Uniti sulla questione russo-ucraina.

Anche se il Montenegro fa parte della NATO dal 2017, il governo di Podgorica per ora non ha ancora offerto un aperto sostegno nel caso di un’invasione russa in Ucraina. Solo due settimane fa, il Ministero della Difesa montenegrino ha comunicato che intende monitorare la situazione, e che in caso di un’escalation considererebbe la possibilità di inviare truppe nell’est Europa a sostegno dell’Alleanza atlantica. Questa ambiguità è dovuta anche alla recente caduta del governo e alle continue tensioni tra i membri dell’esecutivo e il Presidente della Repubblica Milo Đukanović. Nel 2020, infatti, Zdravko Krivokapić è diventato Primo Ministro con i voti di una coalizione che per la prima volta dall’indipendenza del Paese ha tenuto all’opposizione il Partito Democratico dei Socialisti del Montenegro, di cui è esponente il Capo dello Stato.

La rappresentanza diplomatica russa in Montenegro non ha quindi esitato a rispondere alle affermazioni dell’ambasciatrice statunitense, accusando Washington di affiancare all’espansionismo della NATO una propaganda antirussa. Niente di nuovo rispetto a quanto più volte affermato da entrambe le parti nel corso delle tensioni tra Stati Uniti e Russia negli ultimi mesi. Tuttavia, in questo caso nella nota si sottolinea come la NATO abbia colpito lo stesso territorio che ora si trova sotto alla sovranità del Montenegro nel 1999, durante la guerra del Kosovo. Ma soprattutto, l’ambasciata russa sottolinea che quanto avviene ora in Ucraina a causa delle provocazioni statunitensi potrebbe in futuro coinvolgere la stessa area balcanica.

L’eventualità di un conflitto in Ucraina offre quindi anche la possibilità di valutare il coinvolgimento del Montenegro nei piani della NATO a cinque anni dall’ingresso nell’Alleanza. Quanto avviene al confine tra Russia e Ucraina si riflette inevitabilmente sullo scenario balcanico, vista la fragilità dei governi locali soprattutto per quanto riguarda gli interessi delle potenze coinvolte nelle dinamiche della regione. La divisione interna sulla questione ucraina di recente ha riguardato anche la Croazia, che pure è membro dell’Unione europea; nel caso del Montenegro, un paese attraversato da forti divisioni interne, la questione rischia di avere ripercussioni sulle dinamiche regionali.

Carlo Comensoli