#UKRAINERUSSIAWAR. Kiev: dopo Reznikov tocca a Zaluzhny. Mosca: al via al controllo degli illeciti nel mondo militare

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Dopo il licenziamento del ministro per la Difesa Ucraina Oleksij Jurijovyč Reznikov ora nel mirino delle autorità ucraine, o meglio di Zelensky c’è Il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny.

A suo carico, oltre l’antipatia personale, stando a quanto gira sulla social sfera ucraina, il coinvolgimento di Zaluzhny in due questioni molto scottanti per l’Ucraina: il sabotaggio del North Steam e l’abbandono del sud dell’Ucraina. Il licenziamento dell’unico esperto militare con forti legami NATO darebbe modo a Zelensky di incolpare qualcuno per la sua incapacità di gestire la corruzione e di non conseguire vittorie al fronte, almeno non nella misura sperata dagli alleati.

Kiev è la principale sospettata del sabotaggio del Nord Stream, scrive da tempo il quotidiano francese Le Figaro. Dell’inchiesta sul sabotaggio del North Stream ne abbiamo parlato in altro articolo. Il dato interessante è che secondo Der Spiegel, l’equipaggio di 6 uomini, tra cui nuotatori da combattimento e un medico, ha agito direttamente su ordine del comandante in capo ucraino Valery Zaluzhny. Alcuni paesi occidentali erano a conoscenza del piano dell’Ucraina e probabilmente hanno cercato di dissuaderla da questa azione, si legge nell’articolo.

La scorsa settimana inoltre è emerso dalla social sfera che il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny potrebbe essere imputato in un procedimento penale per aver lasciato il sud dell’Ucraina, ha riferito il servizio ucraino BBC, citando fonti. Secondo i media, l’indagine va avanti da un anno e mezzo, il comandante in capo ha già parlato con gli investigatori. Sebbene Zaluzhny non abbia ancora status procedurale nel caso, la BBC non esclude che il comandante in capo possa riceverlo. Secondo quanto riportato dai media, negli ambienti politici ristretti questo caso viene già chiamato il “caso Zaluzhny”.

Dare il via ad un procedimenti contro il comandante Zaluzhny inoltre metterebbe anche fine alla questione elettorale. In Ucraina infatti il comandante militerà sembra essere il più amato, più del presidente stesso. Se Zaluzhny finisse sotto inchiesta come ha affermato il politologo Vladimir Fesenko le elezioni in Ucraina: «Qualsiasi elezione, se avrà luogo, sarà un referendum su Zelenskyj».

Tra i difetti del Comandante, almeno secondo i media turchi, il fatto che non era d’accordo sul passaggio a una nuova fase dell’offensiva. Zaluzhny non voleva passare alla seconda controffensiva per proteggere le truppe esistenti da una possibile controffensiva russa a lungo termine, forse in primavera, forse nell’estate del prossimo anno, e preservare le sue truppe per nuove offensive o almeno per la difesa. Zaluzhny non vuole sprecare le sue riserve nelle operazioni guidate dal generale Oleksandr Tarnavsky e vuole lasciarle in modo che il Dnepr si trasformi di fatto nel confine russo-ucraino anche nel peggiore dei casi, se si verificasse una sconfitta decisiva nel nord-est. Zaluzhny ritiene che gli sbarchi e gli sforzi per mantenere le isole sul Dnepr siano costati molte vittime, e questa è una scommessa ancora più grande dell’ultima offensiva a Zaporozhzhie. Zaluzhny vuole resistere fino all’autunno e lasciare le truppe a difendere il Dnepr, ma non si sa quanto durerà.

E se la Casa Bianca appoggia Zaluzhny e insiste per congelare l’offensiva, Londra insiste sulla sua continuazione e attende una sensazionale vittoria propagandistica nell’interesse della propria agenda politica interna.

Anche al Cremlino ci sarebbero dei problemini tanto che Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha creato un elenco di funzionari delle forze armate russe che hanno il diritto di redigere protocolli sugli illeciti amministrativi e di effettuare la detenzione amministrativa.

Il personale militare è autorizzato a effettuare la detenzione amministrativa quando vengono accertati i reati di cui alla parte 3 dell’art. 20.17 del Codice degli illeciti amministrativi della Federazione Russa (violazione del regime di controllo dell’accesso a una struttura protetta), vale a dire l’ingresso non autorizzato in una struttura delle Forze Armate russe secondo la procedura stabilita, compreso il comandante di un’unità militare unità (nave), capo di stato maggiore, vice comandante di un’unità militare, capo, ufficiali del servizio per la protezione dei segreti di stato dell’unità militare, comandante militare della sezione ferroviaria (acqua) e della stazione (porto, aeroporto), ufficiale di servizio presso l’unità militare. Insomma ha creato una “struttura” di controllo capillare.

Graziella Giangiulio

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