Ashgabat, crocevia della criminalità globale

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TURKMENISTAN – Ashgabat. 08/05/14. Il Turkemenistan, confinante con l’Afghanistan, vive con timore e preoccupazione l’abbandono da parte delle truppe Alleate di Kabul.

Il processo oramai, irreversibile, allarma tutto il Centro Asia, e ogni paese per proprio conto sta cercando di “difendere” i propri confini. Tra l’altro mai perfettamente delineati. Di questi giorni la notizia che Turkmenistan e Afghanistan si stanno incontrando per definire a chi appartengano quelle strisce di terra che condividono ma al momento completamente sprovviste di misurazioni certe. Il Turkmenistan, notoriamente non vicino a Nato e Usa, confida soprattutto in un aiuto dalla Russia (che nei suoi giornali definisce nuovamente Urss) e dalla Cina.
Ma i problemi sono molteplici. Una volta accertati i confini, formate le truppe di frontiera, istruiti i servizi segreti, per proteggersi da eventuali attacchi terroristici, bisognerà affrontare un altro problema legato alla criminalità. L’Afghanistan è il più grande produttore di papavero da oppio del mondo, mentre dall’Iran arrivano le metamfetamine. Il Turkemenistan si trova nel bel mezzo di questo grande mercato e non ha strumenti per affrontare il flusso, la vendita, il passaggio dei prodotti. Il traffico di droga, dunque, a livello mondiale dall’Afghanistan passa per il Turkmenistan e va in Russia o in Europa.
Al momento gli unici paesi a essersi dotati di truppe di confine specializzate nella lotta al traffico di droga sono Uzbekistan e Kazakhstan. Mentre Asghabat si trova nella classica posizione del vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro. Il Paese registra un incremento spaventoso nel traffico e nell’uso illecito di stupefacenti.
Gli analisti del Turkmenistan, si legge nel quotidiano Cronache dal Turkmenistan, hanno studiato i dati della valutazione di fiducia dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) e sono arrivati alle seguenti conclusioni:
1. Dopo l’invasione delle forze Usa e Nato, la produzione di droga è aumentata di 40 volte (2001-2014). Oggi, Turkmenistan, Russia e l’UE sono le principali vittime dell’eroina afgana.
2. L’Afghanistan produce oltre il 90% dell’oppio del mercato globale. L’estensione della coltivazione è di 193mila ettari e supera in quantità quella di coca prodotta insieme da Colombia, Perù e Bolivia. L’Afghanistan produce ogni anno 6-8 mila tonnellate di oppio. Si tratta di un reddito annuo per i trafficanti afgani di oltre 3 miliardi di dollari, secondo varie stime, dal 10% al 15% del Pil dell’Afghanistan.
Il giornale continua affermando, «Con il regno dei talebani, la produzione di droga è stata vietata e repressa, ma dopo l’arrivo delle truppe Usa e Nato la produzione e l’offerta di droghe è aumentata significativamente». Secondo l’organizzazione del Kazakhstan “Group Risk Assessment” le droghe vengono prodotte da gruppi afgani, opposti ai talebani, gruppi sostenuti dalla Nato. Uno dei professori della Stanford University, sostiene che i talebani vietano le droghe ed effettuano rappresaglie contro i produttori di droga.
Secondo il servizio di frontiera nazionale del Turkmenistan, Pgst, il traffico di droga è strettamente correlato con l’immigrazione clandestina. Anche l’immigrazione clandestina passa, infatti, per il territorio turkmeno. Ad esempio, tutti i cittadini afgani scappati dal loro paese verso Russia e Europa sono passati dal Turkmenistan. Anche se poi i percorsi possono essere diversi e comprendere anche passaggi per Uzbekistan, Turkmenistan e Kazakhstan.
Ci sarebbe secondo la testata turkmena un gruppo criminale specializzato nei trasferimenti di persone, capace di procurare documenti falsi targati Tashkent (Uzbekistan). In sostanza creerebbero dei visti dell’ambasciata uzbeka, rigorosamente falsi. Altro luogo dove procurarsi documenti falsi è il consolato di Mazar-i-Sharif in Turkmenistan totalmente senza controllo. A questo punto i cittadini con documenti falsi passano per il confine turkmeno e vanno in tutto il mondo. Dovranno solo salire dal Turkmenistan sul primo treno per Tashkent (Uzbekistan). A Tashkent, ad attenderli, altri gruppi criminali internazionali che utilizzano il collegamento con le imprese commerciali in Russia, che hanno pronti contratti di lavoro a chiamata in Russia. Oppure i cittadini dell’Afghanistan vanno in Russia attraverso il Kazakhstan in treno o in aereo attraverso gli aeroporti di Ekaterinburg e Mosca, e da lì verso altre città in Russia. Lo stesso canale criminale invia gli afgani in Europa occidentale. Secondo le informazioni avute dalla testata, questo gruppo criminale internazionale di stanza in Afghanistan è in grado di fornire tecnologie dual use, come Kamaz, nella regione di Sverdlovsk. Così come per gli immigrati clandestini dall’Afghanistan verso la Russia si è utilizzato attivamente il territorio delle repubbliche dell’Asia centrale della Csi, tra cui il Turkmenistan, lo stesso canale è stato utilizzato per il trasferimento dei militanti islamici addestrati in Russia, in particolare nella regione del Caucaso del Nord, da cui partono i mercenari pronti all’azione in Georgia, in Ucraina e in Transnistria.