Lo Stato Islamico e il pedone turco

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ITALIA – Roma 17/10/2014. Nello scontro mortale tra lo Stato Islamico e i curdi, i turchi stanno cercando di stare su entrambi i lati della barricata, e vogliono che la loro richiesta di rimozione di Assad sia la priorità principale perché ritengonoche così si possa interrompere il flusso di combattenti verso Isis.

I turchi sono stati accusati di aver fato crescere Isis attraverso forme di finanziamento diretto e indiretto, ma molto aiuto è stato fornito dagli Stati Uniti attraverso Turchia e Giordania.La campagna “Rompere i muri” è iniziata a metà del 2011, forse anche prima, ed è stata un enorme successo; verso la metà del 2012 lo Stato islamico dell’Iraq si stava costituendo e a metà del 2013 è diventato Isis con circa 30mila combattenti, molto più di quello che la comunità dell’intelligence stava dicendo all’epoca. Verso la fine del 2013 quel numero ha probabilmente superato le 50mila unità, circa 500 nuovi combattenti a settimana, in quel periodo. Attualmente, lo Stato islamico sta ricevendo tra i 50 e i 1500 combattenti a settimana; controlla una popolazione di oltre 8, forse 12, milioni di persone. Per approssimazioni, la sua forza militare attuale arriva sopra i 120mila uomini. Gli Stati Uniti e la coalizione continua a sottovalutare grossolanamente quasi tutto ciò che riguarda lo Stato islamico. L’unica cosa che gli ha impedito il completo accerchiamento e presa di Baghdad e Damasco è che non hanno capacità di produzione bellica, tutto l’armamento che hanno proviene da bottini di guerra. Una delle speranze che possono nutrire i paesi della coalizione è che durante le grandi battaglie attualmente in corso, lo Stato islamico utilizzi gran parte del suo arsenale base, proveniente in gran parte dagli Stati Uniti, senza essere in grado di recuperarlo. Ciò ridurrebbe in modo significativo la sua capacità bellica: quello che dovrebbero fare le missioni di bombardamento alleate è di distruggere gli arsenali iracheni e dello Stato Islamico, compresa la Base 17 in Sira bero fare è ridurre le recenti campi che sono stati invasi dallo Stato Islamico in Iraq per la polvere da una campagna di bombardamenti punitiva distruggere eventuali veicoli o impianti di stoccaggio di munizioni. Gli Stati Uniti dovrebbero anche attaccare la base della XVII Divisione in Siria per lo stesso motivo. Il modo migliore per spezzare la capacità di combattimento dello Stato islamico è ridurre a zero simili strutture distruggendo tutto quanto è contenuto all’interno di tali strutture di là di ogni uso futuro. I turchi stanno facendo un gioco intelligente: vogliono che attraverso le azioni della Coalizione sia aumentata la loro influenza in modo che non siano considerati solo un ripiego costretti a fare quello che gli Stati Uniti o la NATO vogliono. Si tratta di un gioco rischioso però.