TURCHIA. Iniziati a Mosca i colloqui Ankara-Yerevan

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I colloqui tra Turchia e Armenia sono iniziati il 14 gennaio a Mosca e sono considerati molto importanti non solo per i legami commerciali regionali, ma anche per la prospettiva di pace nel Caucaso.

Non ci sono state relazioni diplomatiche tra i due paesi dal 1993 dopo la vittoria dell’Armenia sull’Azerbaijan nella prima guerra del Nagorno-Karabakh.

La Turchia si considera una “nazione sorella” dell’Azerbaigian e sostiene fermamente la politica di Baku di riprendere i territori sotto occupazione etnica armena. Durante la seconda guerra del Nagorno-Karabakh del 2020, Ankara ha sostenuto l’Azerbaigian, e i droni armati turchi si sono rivelati decisivi per la vittoria azera.

Armenia e Turchia divise sull’uccisione nel 1915 di 1,5 milioni di armeni da parte dell’Impero Ottomano.

L’incontro di Mosca arriva come parte di una rinnovata iniziativa internazionale per normalizzare i legami nella regione, mentre la Russia e altri attori stranieri spingono per l’apertura di collegamenti di transito. A dicembre, Mosca ha ospitato la riunione inaugurale di una piattaforma di pace a sei vie per il Caucaso meridionale, proposta da Turchia e Azerbaigian dopo il conflitto del Nagorno-Karabakh. La piattaforma comprende Iran, Armenia, Turchia, Azerbaijan, Georgia e Russia, anche se la Georgia ha rifiutato di partecipare.

Ankara, che non ha legami diplomatici con l’Armenia, ha detto che la piattaforma 3+3 può aiutare a normalizzare i suoi legami con Yerevan.

Ci sono già stati alcuni segnali promettenti. Il primo gennaio, l’Armenia ha revocato il divieto di importazione di prodotti turchi. FlyOne Armenia e la turca Pegasus Airlines hanno anche recentemente ricevuto il permesso da entrambi i paesi di operare voli charter Yerevan-Istanbul.

Per l’Armenia, avere una frontiera aperta con la Turchia sarebbe certamente un grande vantaggio per il paese. Spezzerebbe la sua dipendenza dai due brevi confini aperti che ha con la Georgia a nord e l’Iran a sud e fornirebbe un ulteriore accesso affidabile al Mar Nero. L’isolamento geopolitico del paese sarebbe in qualche modo attenuato, così come forse la sua dipendenza dalla Russia.

Tuttavia, l’ostacolo principale ai colloqui Turchia-Armenia rimane il ruolo dell’Azerbaigian.

In un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais a dicembre, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha detto: «L’unico modo per lo sviluppo dell’Armenia è normalizzare le relazioni con l’Azerbaigian, normalizzare le relazioni con la Turchia, fare passi importanti per convincere le persone ad essere vicini, ad essere vicini normali, a non essere nemici, e ad evitare rivendicazioni territoriali».

La Turchia ha segnalato negli ultimi mesi che coordinerà strettamente la sua posizione durante i colloqui di normalizzazione con quella dell’Azerbaigian, riporta BneIntellinews.

«Ci consultiamo con l’Azerbaigian su ogni questione e prendiamo tali misure come concordato (…) Nessuno dovrebbe chiedersi se possiamo agire indipendentemente o separatamente dall’Azerbaigian. Siamo una nazione, due stati. Queste sono cose positive che andranno a beneficio di tutti noi», ha detto il mese scorso il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

La linea dell’Armenia negli ultimi tre decenni è stata quella di essere aperta alla “normalizzazione senza precondizioni” con la Turchia, una posizione ribadita ripetutamente dall’attuale primo Ministro Nikol Pashinyan.

Anna Lotti