TURCHIA. Traffico di esseri umani, passaporti grigi e AKP: il nuovo scandalo

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Le autorità turche hanno annunciato che stanno ampliando un’indagine sulle accuse di traffico di esseri umani mosse contro un comune gestito dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo.

Il comune di Yesilyurt, gestito dall’Akp, nella provincia di Malatya, nell’Anatolia centro-orientale, ha rilasciato “passaporti grigi”, cioè passaporti di servizio dati a coloro che svolgono funzioni ufficiali, a 47 membri del partito per un viaggio di studio lo scorso settembre. Il gruppo di coloro che hanno ricevuto i passaporti è entrato in Germania senza visto, ma dei 47 usciti solo quattro sono tornati, riportano il turco Sozcu e Bne Intellinet.

Lo scandalo è scoppiato dopo che Gunnur Tabel, un membro del consiglio comunale di Yesilyurt, ha presentato una mozione riguardante il “progetto”. I comuni possono richiedere un passaporto di servizio per chiunque faccia un viaggio ufficiale che permette di entrare senza visto in vari paesi, il Daily Sabah.

Il caso di Yesilyurt non è isolato: l’uso del passaporto di servizio è un metodo ampiamente utilizzato per il traffico di esseri umani in Europa, riporta Bianet.

In Germania, sono state effettuate inchieste parlamentari e cause legali. Dopo il caso di Yesilyurt, sono venuti fuori i casi altri comuni: Tusba (provincia di Van), Erbaa (Tokat) e Ucocak, Akcakiraz e Aricak (Elazig).

Cumhuriyet ha affermato che gruppi di persone erano state trasportate in Europa attraverso la presidenza degli affari religiosi. Il ministero degli Interni turco, nel frattempo, il 16 aprile ha annunciato la sospensione temporanea del rilascio di passaporti di servizio a persone che non sono dipendenti pubblici, riporta Daily Sabah. L’abuso dello schema del passaporto di servizio non era raro e i governatorati sono stati ripetutamente avvertiti contro le persone che approfittano dell’utilizzo di simili passaporti, secondo il ministero degli Interni turchi.

Il Ministero turco ha aggiunto che i tentativi di far uscire persone all’estero con il pretesto di “viaggi di apprendimento e cultura” erano già stati bloccati, come avvenuto ad Ankara a marzo scorso contro le persone che organizzano viaggi con passaporto grigio.

Graziella Giangiulio