TURCHIA. Ankara realizza il suo sogno: diventare hub del gas mediterraneo

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Mentre l’Europa cerca una soluzione alternativa e definitiva al problema del gas russo, sembra che la Russia abbia ancora interesse ad esportare verso il mercato europeo del gas naturale, nonostante le tensioni con l’Europa e la volontà dell’UE di ridurre la propria dipendenza dal gas naturale russo.

Questi sviluppi offrono un’eccellente opportunità per la Turchia di diventare un hub del commercio di energia. Attualmente, il gas naturale russo attraverso il gasdotto TurkStream entra nel mercato turco e poi trasportato verso i mercati europei. Per fare del TurkStream un hub è necessario costruire la 3a e la 4a linea. Tre i problemi principali che ostacolano l’attuazione di questo progetto.

Primo tra tutti, la costruzione di nuovi gasdotti è una questione importante e complessa, a causa del fatto che è difficile per le società europee che costruiscono gasdotti esistenti partecipare a nuovi progetti di gasdotti con la Russia nelle condizioni attuali.

Se anche si trovano degli investitori comunque ci vorranno 2,5-3 anni per costruire questi thread. È molto difficile prevedere come e per quanto questo gas troverà acquirenti in Europa e se l’Ue, che vuole ridurre la sua dipendenza dal gas russo, deciderà di imporre un embargo sul gas russo nei prossimi anni.

Infine serve conoscere la provenienza degli investimenti. Ovviamente il paese più interessato come dichiarato anche nelle scorse settimane è la Russia, ma di come farà a investire i suoi soldi in un paese NATO che dovrebbe applicare le regole delle sanzioni non è dato a sapere.

L’opzione più realistica per il futuro del gas russo è che il gas naturale proveniente da TurkStream sia commercializzato in EPİAŞ, con diritti di riesportazione concessi alla Turchia ed esportato verso i paesi europei attraverso la Turchia. Altrimenti, non sarà possibile realizzare i sogni di Putin nelle attuali condizioni di mercato in deterioramento. Per altro proprio in questi giorni è arrivato il via libera del Tesoro degli Stati Uniti a vendere il gas russo se lavorato in paesi terzi.

I progetti di BOTAŞ per la costruzione del terminale GNL Marmara Ereğli e FSRU Saros, che dovrebbero essere operativi entro la fine di gennaio, svolgeranno un ruolo importante nelle forniture di gas a Bulgaria, Romania, Ucraina e altri paesi dell’Europa sudorientale attraverso la Tracia in futuro.

D’altra parte, se la guerra in Ucraina continuasse e le tensioni tra Occidente e Russia andassero avanti, i prossimi 3-4 anni saranno piuttosto difficili per l’Europa. Sarebbe una scelta razionale per l’EU espandere la cooperazione energetica con la Turchia in accordo con la sicurezza dell’approvvigionamento, le realtà economiche e politiche e farla uscire dall’ombra di altri problemi, visto il contributo che riceverà da questa cooperazione. Ma in Europa sono in pochissimi a fidarsi di Erdogan.

Secondo i social media afferenti alla sfera turca, dato il potenziale danno per l’economia europea e le implicazioni politiche del contraccolpo sociale alla crisi energetica, l’Europa non dovrebbe ignorare i vantaggi di un centro per lo scambio di energia in Turchia che sarebbe interamente sotto il controllo turco.

La Turchia, che è uno dei 4 maggiori mercati del gas naturale in Europa, ha la più grande capacità di GNL e gasdotti, trasmissione, distribuzione e stoccaggio sotterraneo di gas naturale della regione, è all’avanguardia in termini di legislazione e regolamenti e ha uno scambio di energia in crescita e consolidato, come EPİAŞ, compirà passi importanti in breve tempo per diventare il centro commerciale più importante dell’Europa sud-orientale e del Mediterraneo orientale nel commercio di gas naturale, date le sue potenzialità.

Lucia Giannini

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