
Il ministero degli Interni turco ha annunciato la firma di un memorandum d’intesa con l’Iraq volto a facilitare il “ritorno volontario” dei cittadini iracheni che attualmente vivono in Turchia, riporta il filogovernativo Daily Sabah.
L’accordo, firmato dal ministro degli Interni turco Ali Yerlikaya e dal ministro iracheno per le Migrazioni e gli sfollamenti Evan Faiq Jabro, mira a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi per gestire la migrazione, riporta Turkish Minute.
“Come parte di questo memorandum, il nostro obiettivo è adottare un approccio più sostenibile e sicuro alla gestione della migrazione e lavorare insieme per combattere la migrazione irregolare”, ha affermato Yerlikaya in un post su X.
L’accordo consentirà ai cittadini iracheni residenti in Turchia di tornare “volontariamente” in Iraq, rafforzando al contempo gli sforzi per prevenire la migrazione illegale.
Molti iracheni sono fuggiti dal loro Paese nel 2014 quando lo Stato islamico ha preso il controllo di diverse province, tra cui Mosul. Alcune di queste persone sfollate si sono poi trasferite in Siria e infine in Turchia, soprattutto dopo l’operazione militare turca del 2019 nella Siria settentrionale.
La Turchia è da tempo una delle principali destinazioni per i migranti, ospitando oltre 4,4 milioni di residenti stranieri, tra cui oltre 3,1 milioni di siriani sotto protezione temporanea. Garantisce inoltre protezione internazionale a oltre 228.000 persone e fornisce permessi di soggiorno a oltre 1,1 milioni di persone.
Un numero crescente di migranti senza documenti supera i limiti legali nel paese. Afghani e siriani costituiscono la quota maggiore di migranti fermati, seguiti da individui provenienti da Iraq, Iran, Egitto e Sudan.
Ad agosto, i due paesi hanno firmato quello che è stato ritenuto un accordo “storico” dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan sulla cooperazione in materia di sicurezza, esercito e antiterrorismo, ricorda Trt.
Il memorandum, il primo del suo genere nella storia di Turchia e Iraq, ha segnato un passo significativo nelle relazioni bilaterali.
I due paesi stanno lavorando per istituire un centro congiunto di coordinamento della sicurezza a Baghdad e un centro congiunto di addestramento e cooperazione a Bashika, che faciliterà la cooperazione nella lotta al terrorismo, in particolare al Pkk.
Lucia Giannini
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