Repubblica del Centroafrica nel caos

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REPUBBLICA CENTROAFRICANA – Bangui. 13/09/13. Le Nazioni Unite, dall’Ufficio per la costruzione per la pace, BINUCA, hanno lanciato l’allarme: «I gruppi armati che si sono stabiliti nella Repubblica Centroafricana stanno portando il Paese in una situazione di insicurezza preoccupante», i funzionari delle Nazioni Unite sono arrivati a tale conclusione intervistando le persone che hanno subito violenza in quelli che fino a  qualche mese fa erano dei luoghi di villeggiatura o villaggi tranquilli. 

 

La situazione della sicurezza nel Paese si è deteriorata in questi ultimi mesi, al punto che il capo dello Stato francese, Francois Hollande, ha messo in guardia contro «Somalismo della regione» e ha promesso di presentare un progetto di risoluzione per l’adozione alle Nazioni Unite.

BINUCA denuncia che ai primi di settembre ci sono stati scontri violenti tra gruppi armati e popolazioni, tra cui Bohong in Nana- Mambéré nel Paoua, Ouham – Pende e Boda in Lobaye, a 589 km dalla capitale Bangui, Bria, una città di 43.000 abitanti, i rappresentanti delle Nazioni Unite hanno trovato giovani senza famiglie, sfollati ammassati in edifici sporchi, e sempre lì, hanno incontrato i leader religiosi e le agenzie umanitarie per cercare di capire la situazione. 

Ad Haute Kotto l’Esercito di Resistenza del Signore (LRA) di Joseph Kony, conosciuto come “Tongo – Tongo” hanno attaccato i civili, saccheggiato i villaggi, violato le proprietà e violentato le persone. Nel comunicato di BUNICA si legge : «Qui l’orrore inflitto ai civili è enorme».  

Questi mercenari si muovono al di fuori della Legge occupano villaggi, costringendo alla fuga le popolazioni, Bria si è riempita di persone senza lavoro, sono circa 8.000 gli sfollati un numero troppo elevato da gestire per l’amministrazione locale. Stanno sorgendo, inoltre conflitti tra le diverse tribù, e questo non fa che accelerare il processo di instabilità nel Paese. 

Haute Kotto è molto lontana dal trovare una soluzione, anche perché chi si occupa della sicurezza nella città, sono due gendarmi con responsabilità poco chiare, non vi è personale di polizia, e il contingente armato presente Seleka è guidato da Ousta Ali, che parla solo arabo, a parte il “Sango” la lingua locale. Questo contingente ” Seleka ‘ è formato da 218 elementi e dovrebbe garantire la sicurezza in tutta la Regione. Troppo pochi.