RUSSIA. La vicinanza dell’Africa a Mosca segna la sconfitta occidentale

156

Secondo il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, la presenza del Sudafrica e di altri Stati africani alla 10ª Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale di questa settimana è una “conferma visibile” del fatto che gli Stati Uniti e la Nato non sono riusciti a isolare la Russia a causa della sua guerra contro l’Ucraina.

«È molto incoraggiante che importanti comandanti militari dei nostri Stati amici – Burundi, Camerun, Guinea, Mali, Sudan, Uganda, Ciad, Etiopia e Repubblica del Sudafrica – siano presenti oggi in questa sala», ha detto Shoigu alla conferenza.

«Apprezziamo il vostro sostegno e intendiamo aumentare la cooperazione su progetti reciprocamente vantaggiosi… Nonostante i tentativi degli Stati Uniti e della Nato di isolare ancora una volta la Russia, la vostra partecipazione al forum è una visibile conferma che questi piani sono crollati», ha poi aggiunto il ministro della Difesa russo, riporta Daily Maverick.

Shoigu ha detto che i governi e i leader africani “tengono duro” e perseguono i loro programmi di indipendenza, sovranità, sviluppo economico e capacità di difesa in un mondo multipolare. In questo modo stanno resistendo, ha fatto intendere, alle pressioni dell’Occidente che vorrebbe «tornare all’ordine e alle regole di ingaggio tipiche del periodo coloniale».

Questo è, per Shoigu, «un periodo di cambiamenti radicali nella sicurezza globale e regionale. Il dominio incondizionato degli Stati Uniti e dei suoi alleati appartiene al passato. Il 24 febbraio 2022, l’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina ha segnato la fine del mondo unipolare. Il multipolarismo è diventato una realtà. I poli di questo mondo sono chiaramente definiti. La differenza principale tra loro è che alcuni rispettano gli interessi degli Stati sovrani e tengono conto delle particolarità culturali e storiche dei Paesi e dei popoli, mentre altri li ignorano».

Shoigu ha detto che in Ucraina «le forze armate russe vengono affrontate da forze occidentali combinate che gestiscono la leadership di quel Paese in una guerra ibrida contro la Russia (…) Gli sforzi della Nato mirano a prolungare l’agonia del regime di Kiev», ha detto, ma ha insistito sul fatto che gli obiettivi dell'”operazione militare speciale” della Russia saranno comunque raggiunti e che i piani dell’Occidente per indebolire strategicamente ed economicamente la Russia stanno fallendo.

«Il dollaro non ha raggiunto il tetto di 200 rubli, come previsto dal presidente degli Stati Uniti, l’economia russa ha resistito». Shoigu ha anche affermato che le “superarmi” che i Paesi occidentali hanno iniziato a fornire all’Ucraina – come il sistema missilistico multiplo a lungo raggio statunitense Himars e gli obici a lungo raggio, non stanno avendo un “impatto significativo” sulla guerra. Tuttavia, ha aggiunto che la Russia sta studiando queste armi catturate in Ucraina per migliorarne il contrasto. «La fornitura di armi Nato a Kiev significa che i Paesi occidentali sono responsabili del loro uso disumano e della morte di civili nel Donbas e nei territori liberati (…) Le operazioni delle forze armate ucraine sono pianificate a Washington e Londra. Non solo le coordinate degli obiettivi da attaccare sono fornite dall’intelligence occidentale, ma l’inserimento di questi dati nei sistemi di armamento avviene sotto il pieno controllo di specialisti occidentali».

«Il ruolo di Kiev» ha aggiunto Shoigu, «si è ridotto alla fornitura di manodopera, considerata sacrificabile. Questo spiega l’enorme perdita di personale nelle forze armate e nelle formazioni di difesa territoriale dell’Ucraina (…) Finora, le cifre reali dei soldati morti e delle cosiddette forze di difesa territoriale mobilitate sono state nascoste dalla leadership di Kiev. Col tempo, però, queste informazioni diventeranno pubbliche».

Shoigu ha respinto le speculazioni dei media occidentali sulla disponibilità della Russia a usare armi nucleari tattiche o armi chimiche in Ucraina: «Da un punto di vista militare, non c’è bisogno di usare armi nucleari in Ucraina per raggiungere gli obiettivi. Lo scopo principale delle armi nucleari russe è quello di scoraggiare un attacco nucleare. Il loro uso è limitato a circostanze straordinarie, come definito nei documenti guida russi, che sono documenti aperti al pubblico».

Shoigu ha anche affermato che – a differenza degli Stati Uniti – la Russia ha completamente distrutto tutte le sue armi chimiche, nel 2017. Ha ripetuto le precedenti affermazioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero condotto in Ucraina ricerche militari e biologiche vietate.

Il Ministro ha respinto la giustificazione della Nato per l’ammissione di Svezia e Finlandia come membri: una risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia perché i due Paesi collaboravano praticamente da anni con la Nato.

Ha ribadito la minaccia russa in caos di dispiegamento di armi d’attacco Nato in Svezia e Finlandia, perché ciò «cambierebbe l’ambiente di sicurezza nella regione baltica e nell’Artico e richiederebbe una riconsiderazione degli approcci alla difesa del territorio russo». In un simile scenario la Russia ha già aggiornato la sua dottrina marittima, approvata da Vladimir Putin il 31 luglio scorso.

Anna Lotti