RUSSIA. Coda di petroliere ombra nel Golfo di Finlandia

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Nel Golfo di Finlandia si è formato un accumulo di petroliere e navi da carico in attesa del permesso per accedere ai porti settentrionali della Russia. Gli attacchi ucraini al naviglio russo nel Mar Nero hanno spinto Mosca a dirottare il traffico verso il Mar Baltico; di conseguenza, i tempi di attesa al porto di Ust-Luga possono ora raggiungere i cinque giorni.

L’insolito accumulo è stato segnalato per la prima volta dal ricercatore OSINT “Russian Forces Spotter”, riporta The Insider.

Al 30 settembre, circa 150 navi attendevano l’autorizzazione a entrare nei porti russi (65 petroliere e 85 navi da carico), secondo quanto riportato da Russian Forces Spotter. Attualmente nell’area si trovano circa 200 navi: 111 petroliere e 83 navi da carico. Tale cifra comprende sia le imbarcazioni in attesa di entrare in porto, sia quelle appena partite.

La coda più lunga, che si estende per quasi 60 chilometri, si è formata nei pressi dell’ingresso del Golfo di Finlandia. Le navi sono raggruppate a circa 120 chilometri da Ust-Luga, uno dei principali terminal petroliferi russi della regione. Delle 43 navi attualmente in attesa, almeno sei fanno parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, termine comunemente usato per indicare navi datate e scarsamente assicurate, impiegate nel trasporto di petrolio con modalità volte a eludere le sanzioni internazionali.

Un mese fa la coda era circa la metà, con all’incirca 24 navi; la congestione ha iniziato a intensificarsi a metà agosto. Le mappe di inizio estate mostravano non più di 10 navi nell’area, mentre a settembre si contavano spesso tra le 30 e le 40 navi in ​​attesa. 

A metà agosto, Reuters riportava che le autorità russe avevano avviato un piano per liberare capacità di esportazione nei porti baltici, iniziando a convogliare il petrolio kazako verso il porto di Novorossiysk per l’esportazione. Tale decisione è giunta in un contesto di crescenti rischi per la navigazione nel Mar Nero, dove, nella seconda metà dell’estate, le navi legate alla Russia sono diventate bersagli frequenti di attacchi con droni ucraini.

Anna Lotti

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