
A.E. van Vogt narra di splendidi negozi di armi che vendono armi eccezionali nel romanzo The Weapon Shops of Isher. I Negozi dei Mercanti di Armi esistono anche nel nostro tempo: a Darra, in Pakistan.
Darra Adam Khel ospita il più grande bazar di armi del mondo. È la città principale del Tehsil di Dara Adam Khel, precedentemente noto come “Regione di Frontiera di Kohat”, nel distretto di Kohat, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan, area delle FATA, Federally Administered Tribal Areas, zona assurata agli altari della cronaca jihadista globale con la diffusione di al Qaeda.
È oggi famosa e nota per i suoi bazar ricchi di armaioli e commercianti di armi. La città è composta da una strada principale fiancheggiata da numerosi negozi, mentre vicoli e stradine laterali ospitano le officine.
Da oltre un secolo, dal 1897 per l’esattezza, gli abitanti di Darra producono e vendono armi da fuoco, tramandando le proprie competenze di generazione in generazione. Le armi prodotte qui sono state utilizzate in diversi conflitti, tra cui quelli tra afghani e Unione Sovietica e tra talebani e il governo pakistano, in pieno svolgimento in questo periodo.
Nella città viene prodotta un’ampia varietà di armi da fuoco, dai cannoni antiaerei alle pistole a penna. Le armi sono realizzate a mano da singoli artigiani utilizzando tecniche di produzione tradizionali, che di solito vengono tramandate di padre in figlio. Le armi vengono regolarmente testate, spesso sparando in aria. Darra è controllata dalle tribù locali
La città ha alcune leggi speciali rispetto al resto del Pakistan. La maggior parte delle persone qui produce o vende una sola cosa, cioè le armi, mentre la seconda attività più importante degli abitanti è il trasporto. La produzione di munizioni pesanti, tuttavia, è stata chiusa.
La sicurezza è garantita dalla presenza della milizia Khasadar, composta da residenti locali; il turismo non viene consentito facilmente se non ai giornalisti che possono “propagandare” i mitici prodotti della città.
I politici locali ci tengono a precisare che la produzione di armi non è sinonimo di desiderio di violenza, ma solo di una notevole capacità di realizzazione artigianale.
Per quanto riguarda i prezzi, gli abitanti del luogo hanno indicato che le pistole costano circa 50 dollari al pezzo, mentre i fucili d’assalto AK-47 costano diverse centinaia di dollari. Il resto del listino per armi più pesanti non viene specificato.
Antonio Albanese
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