MYANMAR. La Giunta perde la superiorità aerea

36

Il 10 settembre, sei droni d’attacco FPV (first-person view, ovvero a visuale in prima persona) hanno preso di mira la base aerea birmana di Tada-U, che condivide la pista con l’aeroporto internazionale di Mandalay. Il Governo di Unità Nazionale – l’amministrazione civile parallela del Myanmar formatasi dopo il colpo di Stato del 2021 – ha dichiarato che le sue forze hanno colpito esclusivamente la sezione militare, dove erano dislocati i velivoli impiegati nelle operazioni di bombardamento.

Alcuni video sembravano mostrare i droni dirigersi verso aerei da combattimento ricoverati negli hangar protetti. L’entità dei danni resta oggetto di dibattito, ma l’attacco ha costretto alla chiusura dell’aeroporto civile. I media statali hanno riferito che tutti e sei i droni sono stati intercettati “senza causare danni o vittime”, eppure l’aeroporto è rimasto chiuso anche due giorni dopo, riporta AT.

L’attacco a Tada-U è importante anche perché ha spezzato il monopolio dei cieli del Tatmadaw L’aeronautica è diventata il mezzo delle forze armate per continuare a combattere in aree che l’esercito non riesce a controllare stabilmente. Ora non più.

L’ACLED, un gruppo indipendente che monitora i conflitti a livello globale, ha rilevato che la potenza aerea rimane il vantaggio più evidente dei militari sui gruppi di resistenza e viene impiegata sempre più spesso a supporto dell’avanzata delle truppe.

La resistenza del Myanmar è ancora priva di aerei da combattimento propri e dispone di capacità di difesa aerea limitate; alcune forze si affidano alla tradizionale contraerea.

Un cambiamento più significativo è rappresentato dall’uso di droni di fabbricazione artigianale. Le unità della resistenza hanno assemblato droni utilizzando componenti commerciali – spesso di produzione cinese – e munizioni prodotte localmente, adattando tecnologie civili con risorse limitate.

Le forze armate dispongono di propri sistemi di difesa aerea e anti-drone. Impiegano sistemi di difesa aerea Pechora-2M di fornitura russa, mentre il Ministero della Difesa russo ha annunciato nel 2021 un accordo per la fornitura di sistemi Pantsir-S1.

Il Myanmar Defense & Security Institute (MDSI) – un gruppo di ricerca fondato da ex ufficiali militari che hanno disertato dopo il colpo di Stato del 2021 – ha inoltre segnalato l’impiego, da parte dei militari, di sistemi anti-drone Skyfend di fabbricazione cinese.

I droni stanno cambiando anche i combattimenti lungo il fiume Irrawaddy. A partire dalla fine di agosto, le forze guidate dall’Esercito per l’Indipendenza Kachin (KIA) hanno attaccato ripetutamente un’imponente flottiglia militare che trasportava truppe, munizioni e rifornimenti verso Bhamo, distruggendo o danneggiando, secondo quanto riferito, gran parte del convoglio.

I video diffusi online dalla resistenza sembrano mostrare l’impiego di droni contro le imbarcazioni militari nel corso della più ampia campagna fluviale. I droni a basso costo non hanno del tutto annullato il vantaggio convenzionale dell’esercito; hanno tuttavia offerto alle forze della resistenza nuovi mezzi per colpire risorse costose che, in precedenza, erano sostanzialmente inaccessibili.

Sono aumentate anche le perdite di velivoli. Nel novembre 2025, l’MDSI ha riferito che l’Aeronautica militare del Myanmar aveva perso 20 tra aerei ed elicotteri dal colpo di Stato del 2021, definendo tali perdite come le più gravi nella storia della forza armata. Il bilancio complessivo comprende perdite dovute a cause diverse, tra cui guasti meccanici e velivoli abbattuti dalle forze della resistenza.

Tommaso Dal Passo 

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/