MARCINESEMERIDIONALE. Le nuove esercitazioni con gli USA aprono un nuovo fronte con Pechino

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Mentre la politica estera indonesiana rimane neutrale, l’esercito di Giacarta si sta spostando sempre più verso gli Stati Uniti e l’Occidente, con i preparativi in corso per la sua più grande esercitazione combinata del prossimo agosto, che per la prima volta costeggerà il Mar Cinese Meridionale. Le manovre Indonesia-Usa Garuda Shield, iniziate nel 2009, sono state ampliate quest’anno per accogliere altri otto paesi, tra cui Australia, Canada, Giappone, Malesia, Singapore, Gran Bretagna, Papua Nuova Guinea e Timor Leste.

Coinvolgeranno anche componenti terrestri, marittime e aeree concentrate nel sud di Sumatra e nel Kalimantan orientale, ma con piani per uno sbarco anfibio nelle isole Natuna, a sud di dove la guardia costiera cinese e le navi da ricerca cinesi hanno violato la zona economica esclusiva dell’Indonesia l’anno scorso, riporta AT.

Non tutte le otto nazioni saranno attive e diversi altri paesi invieranno osservatori, data la posizione dell’Indonesia a cavallo di punti chiave per il commercio internazionale.

Questi includono lo stretto di Malacca, attraverso il quale passa fino all’80% delle importazioni di greggio della Cina. Le esercitazioni sono una prova che potrebbe portare ad un ampliamento permanente del Garuda Shield, qualcosa che i militari statunitensi e indonesiani sono ansiosi di fare.

Una esercitazione Garuda Shield multinazionale potrebbe sollevare l’ira di Pechino e complicare anche gli sforzi del governo, guidati dalla necessità economica e da una storia di non allineamento, per trovare un equilibrio tra le due superpotenze concorrenti. L’Australia, il Giappone, la Malesia e Singapore metteranno in campo delle forze, ma non è chiaro quale sarà il loro contributo in aggiunta all’Indonesia e agli Stati Uniti, le cui truppe e attrezzature di supporto saranno trasportate dalle Hawaii a bordo del 15° Air Wing C-17.

Oltre a menzionare un ruolo per le forze aeree statunitensi, indonesiane e giapponesi, le dichiarazioni ufficiali hanno anche dato pochi dettagli su quali aerei stanno partecipando e se saranno chiamati a sostenere l’operazione marittima prevista.

Antonio Albanese