I lezgini accusano Baku

111

RUSSIA – Mosca 18/08/2013. Nel caleidoscopio di etnie che è il Caucaso, alcuni gruppi sono divisi, oggi, dalle frontiere statali emerse dall’implosione dell’Urss, una di queste sono i Lezgini, gruppo etnico del sud del Daghestan (Federazione russa) e del nord dell’Azerbaigian che parlano una lingua propria chiamata appunto lezgi.

Questo popolo è famoso, nella storia russa, per aver resistito agli attacchi dell’impero per più della metà del XIX secolo. Nel censimento russo del 2002 furono registrati 412.000 Lezgini; mentre in quello azero del 1999 ne furono censiti 178.000. I Lezgini sono in gran parte sunniti. In una conferenza stampa svoltasi a Mosca il 15 agosto, i rappresentanti della Flnca, la struttura che raggruppa tutti gli appartenenti a questo ceppo etnico e che intende mantenere viva la propria cultura, hanno denunciato una serie di arresti, ritenuti arbitrari, dalle autorità azere nei primi giorni di agosto. A questa conferenza hanno partecipato membri del corpo politico russo, come il vicepresidente della Duma Maxim Rohmistrov. Tre persone, appartenenti alla minoranze lezgina, infatti, sono state arrestate in differenti regioni dell’Azerbaigian. Quello che accumuna i tre arrestati, catturati alla vigilia della visita di Putin a Baku, è l’essere parenti dei vertici della Flnca. Tutti gli arrestati, poi, rischiano pesanti accuse di possesso e spaccio di droga a loro carico e non hanno ancora potuto vedere i loro avvocati, né i familiari sanno dove siano detenuti, hanno affermato i vertici dell’organizzazione. Secondo l’organizzazione lezgina, le autorità azere hanno cambiato politica nei confronti di questa minoranza che cerca di proteggere i propri diritti culturali e linguistici.

I tre arrestati, di cui due sono cittadini russi, sono, afferma Flnca, professionisti di primo piano. Tutti gli arresti sono stati eseguiti da uomini in abiti ciivli che non hanno mostrato alcun documento identificativo o hanno fornito i motivi del fermo. Inoltre le autorità azere non hanno informato minimamente il consolato russo violando, afferma l’organizzazione, una regola del diritto internazionale. La Flnca ha effettuato recentemente una serie di pacifiche proteste contro le autorità azere a salvaguardia della propria autonomia culturale.