LAOS. La base di Air America adesso è dell’esercito cinese 

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Il 29 settembre il Ministero della Difesa cinese ha annunciato l’inaugurazione e la piena operatività in Laos, presso l’aeroporto di Ban Keun (a 45 chilometri dalla capitale Vientiane), del Centro di supporto e addestramento congiunto Cina-Laos e l’ Accademia di aviazione dell’amicizia Cina-Laos.

Come riportato dalla testata taiwanese Liberty Times (Ziyou Shibao) e dalla sezione dedicata alle questioni militari della piattaforma di notizie cinese China.com (Zhonghua wang) il sito era stato utilizzato durante la guerra del Vietnam e la guerra civile laotiana (1953-1975) come base di supporto tattico per gli statunitensi, venendo poi abbandonata alla fine del conflitto. Secondo l’agenzia di stampa giapponese Kyodo News si riteneva che il sito fosse rimasto in disuso almeno fino a quando i cinesi non hanno iniziato i lavori di ristrutturazione nella seconda metà dello scorso anno. China.com riporta che, in base al confronto tra varie fonti aperte, si può stimare che la pista sia lunga tra i 1600m o i 2000m evidenziando che in base all’esperienza dell’aviazione civile “1600-2000 metri sono sufficienti per addestratori intermedi e avanzati e per alcuni caccia leggeri e medi con carichi ridotti” ed aggiungendo che non essendo stati rilasciati dei parametri ufficiali non è possibile stabilire se l’infrastruttura può essere utilizzata per il decollo o l’atterraggio di caccia pesanti a pieno carico. Ciò fa propendere il sito di notizie cinese a ritenere che il sito sia utilizzato principalmente “per aerei da addestramento e supporto all’addestramento, non come base d’attacco”. 

China.com aggiunge che l’aeronautica laotiana conta 2000 effettivi in tutto e di soli quattro aerei tattici ad ala fissa K-8 Karakorum (variante per il mercato internazionale dell’Hongdu JL-8) e di tre Yakovlev Yak-130,secondo Liberty Times, che sottolinea come l’addestramento dei piloti laotiani finora si era principalmente basato sulla collaborazione con partner stranieri quali Cina e Russia,laflotta aerea del Laos non conterebbe più di quaranta velivoli. In particolare per quanto riguarda l’addestramento, la testata cinese riferisce che l’addestramento all’estero dei piloti rappresentava comunque un costo esoso per il Paese, anche in termini di tempo, per questo dopo l’istituzione dell’Accademia di aviazione dell’amicizia Cina-Laos l’addestramento sarà fornito ai piloti direttamente sul territorio. La testata cinese sottolinea, inoltre, il tono neutro del comunicato ufficiale cinese che dichiarava come il centro sia nato con lo scopo di “aiutare il Laos a rafforzare l’addestramento dei suoi piloti dell’aeronautica militare, entrambe le parti ne garantiranno congiuntamente il normale funzionamento, sulla base del reciproco rispetto e della pari consultazione, e non è diretto contro terzi”.

China.com aggiunge che il ruolo della base, per l’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione, includerebbe scambi aeronautici annuali ed esercitazioni militari congiunte con la Thailandia, con le esercitazioni, bilaterali o trilaterali, che potrebbero iniziare nel Laos (se l’aeroporto dispone effettivamente di capacità di addestramento di livello intermedio e di supporto con caccia leggeri) per poi proseguire nelle basi del Paese vicino, creando un sistema di trasferimento, combattimento e rifornimento La piattaforma di notizie cinese sottolinea, poi, come la base di Ban Keun possa anche essere utilizzata per missioni umanitarie e non di combattimento.

Inoltre, secondo China.com la creazione della base congiunta di Ban Keun risponderebbe alle priorità del Laos, soddisfacendo tre necessità essenziali ovvero garantire “che personale che sia in grado di volare, che gli arei possano essere riparati e che le basi siano gestite in modo adeguato”. La testata cinese auspica anche che “in futuro il Laos potrebbe continuare ad ampliare la propria flotta di K-8, introdurre aerei da addestramento avanzato come il J-10 e dotarsi di un numero limitato di caccia leggeri”.

La base di Ban Keun va ad aggiungersi a quelle stabilite nel 2017 a Gibuti e lo scorso anno in Cambogia nella base navale di Ream (con l’inaugurazione del Centro congiunto di supporto e addestramento Cina-Cambogia), ed è la prima nel settore aereonautico (le altre due sono appannaggio della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione). Il Liberty Times riferisce che secondo Timothy Heath, a capo del think tank statunitense Perceptum, le basi di Ban Keun e Ream, per la propria vicinanza al Mar Cinese Meridionale, occupano posizioni strategiche importanti e possono consentire alla Cina di penetrare maggiormente nella regione, seppure ad oggi non hanno tutte le capacità difensive delle basi statunitensi all’estero e Pechino non abbia alcun accordo con i Paesi che le ospitano. La testata taiwanese riporta anche il parere del vicedirettore del China Power Project presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS), Brian Hart, secondo cui “il continuo utilizzo da parte della Cina del modello del «centro di addestramento congiunto» indica che l’Esercito Popolare di Liberazione potrebbe espandere gradualmente la sua presenza all’estero”, ipotizzando un iniziale utilizzo congiunto della base tra Cina e Laos con successivo e progressivo aumento della presenza cinese (citando l’esperienza di Gibuti, a titolo di esempio).

L’agenzia di stampa giapponese Kyodo News ha sottolineato la sempre più stretta collaborazione tra Cina e Laos negli ultimi anni, rafforzata delle iniziative del progetto cinese “One Belt, One Road” (la cosiddetta Nuova Via della seta) e la nuova linea ferroviari che collega i due Paesi inaugurata nel 2021 e che secondo China.com ha rappresentato un asset fondamentale nella costruzione della base di Ban Keun. L’agenzia di stampa nipponica ricorda, infine che durante l’incontro a Pechino del giugno scorso tra il presidente laotiano Thongloun Sisoulith e Xi Jinping, quest’ultimo abbia proposto una più stretta cooperazione “in materia di applicazione della legge e sicurezza attraverso l’istituzione di un meccanismo di dialogo strategico «tre più tre» che coinvolga diplomazia, difesa e sicurezza pubblica”.

Supportando il Laos nello sviluppo di Ban Keun, la Cina sta ora occupando un sito utilizzato segretamente dagli Stati Uniti durante le fasi più intense della guerra del Vietnam, riporta Reuters. Durante il conflitto statunitense contro le forze comuniste in Laos negli anni ’70, Ban Keun era una base aerea nota come “Lima Site 44”, utilizzata da Air America, una compagnia aerea di proprietà occulta della CIA. La compagnia aerea trasportava truppe della minoranza montanara Hmong – sostenute dagli Stati Uniti – e rifornimenti verso piste di atterraggio montane impervie, note come “Lima Sites”.

Giuseppe Cusano Lanzetta 

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