#ISRAELIRANWAR. Trump: Hormuz appartiene agli Stati Uniti. Petroliera emiratina bloccata dall’Iran. Houthi conquistano Taiz e fanno ingente bottino di guerra, Turchia pronta a inviare militari a Ryad

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La giornata del sette ottobre, terzo anniversario dell’attacco di Hamas a Israele è stato ricordato da ogni parte dal proprio punto di vista. Congratulazioni e felicitazioni dall’Asse della Resistenza per quanto compiuto da Hamas. Cordoglio per le vittime e solidarietà con Israele da tutto il mondo. 

Non è cambiata la dialettica di Donald Trump solo stretto di Hormuz: “Lo Stretto di Hormuz appartiene agli Stati Uniti d’America.” Ha detto nel suo tour elettorale. Gli Stati Uniti hanno concordato possibili accordi di vendita di armi per un valore di 2,27 miliardi di dollari con Emirati Arabi Uniti, Egitto e Kuwait. Gli Emirati Arabi Uniti potrebbero ricevere sistemi di guida di precisione per un valore di 1,04 miliardi di dollari, l’Egitto riceverà missili Javelin per un valore di 832 milioni di dollari e il Kuwait riceverà servizi di manutenzione e supporto per i missili Patriot per un valore di 400 milioni di dollari.

Per quanto concerne invece il conflitto tra Arabia Saudita e Houthi in base all’accordo di la Mecca, si apprende da fonti turche che la Turchia si starebbe preparando a schierare forze militari, sistemi di difesa aerea, piloti e aerei in Arabia Saudita. Le truppe turche proteggeranno le infrastrutture, la città di Riyadh e le città sante, evitando un intervento diretto in Yemen. La Siria ha condannato l’attacco degli Houthi all’aeroporto internazionale Re Abdullah bin Abdulaziz di Jizan e all’aeroporto internazionale di Najran, entrambi situati in Arabia Saudita, ed ha espresso piena solidarietà al Regno, riaffermando il suo sostegno nel contrastare tutte le minacce alla sicurezza e all’integrità territoriale del Paese. 

A commentare le notizie dalla Turchia, un Membro dell’ufficio politico di Ansarallah, Al-Bukhaiti: “Riteniamo improbabile che Turchia e Pakistan entrino direttamente nella guerra in Yemen. Cerchiamo di garantire relazioni amichevoli tra i paesi arabi e islamici, ma non accettiamo interferenze straniere negli affari dello Yemen”.

Da Israele il Ministro per la Difesa Israel Katz, ha informato il governo che le Forze di Difesa Israeliane si stanno preparando per un possibile conflitto con le formazioni palestinesi, ha informato il governo che l’esercito israeliano si sta preparando per una possibile guerra contro l’Autorità Palestinese.

In occasione del discorso per la giornata del 7 ottobre, il leader di Ansarallah, Abdul Malik Badreddin al-Houthi ha tenuto un discorso in cui ha anche dichiarato: “Il regime saudita ha avuto un ruolo nell’assassinio di Imad Mughniyeh e, fin dall’inizio, ha sostenuto i tentativi di assassinare il Segretario Generale di Hezbollah. Abbiamo prove che dimostrano che l’Arabia Saudita sostiene economicamente Israele”.

L’Iran ha convocato l’ambasciatore francese a Teheran e ha presentato una nota di protesta al governo francese per le uccisioni, le violenze e le palesi violazioni dei diritti umani commesse contro i manifestanti pacifici durante le proteste studentesche in corso a Parigi. Nella giornata del 7 ottobre le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato: “Il cammino della resistenza proseguirà fino alla distruzione di Israele, fino alla liberazione della santa Gerusalemme. […] la vera promessa coranica si adempirà e, secondo la promessa del leader […], Khamenei […], la Palestina sarà liberata dal fiume al mare”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 7 ottobre. In una dichiarazione CENTCOM ha dichairato: “allarme bellico ai massimi livelli; arrivo della terza nave americana. In risposta alle recenti dichiarazioni e azioni provocatorie dell’Iran, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha innalzato il livello di allerta delle proprie forze e sta adottando tutte le misure necessarie per proteggere il personale americano e della coalizione. Il nostro impegno per la sicurezza regionale è incrollabile”.

In Libano si segnala a partire dalla sera del 6 ottobre che si segnalano scontri nell’area di Hermel. Intensa attività dei caccia dell’aeronautica israeliana, con diversi decolli dalla base aerea di Nevatim. I caccia dell’aeronautica israeliani si sono attivati nella Valle della Bekaa, in Libano. Un drone israeliano ha sganciato una bomba stordente su un’abitazione alla periferia della cittadina di Haris. Un drone è precipitato nella piana di Shalifa, a ovest di Baalbek; un’unità dell’esercito libanese e squadre di artificieri sono giunte sul posto per esaminarlo. Nella giornata del 7 ottobre, Ripetuta sorveglianza aerea strategica sul Libano meridionale Per il secondo giorno consecutivo, un velivolo strategico della US Navy MQ-4C Triton, destinato a missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), è stato avvistato mentre sorvolava il Libano meridionale. Il velivolo ha effettuato intense manovre di ricognizione ad altissima quota, lasciando scie di condensazione ben visibili mentre svolgeva missioni di raccolta dati e sorveglianza.

Fonti libanesi smentiscono scontri al confine con la Siria: “Non c’è alcun fondamento nelle notizie circolanti riguardo allo scoppio di scontri tra l’Esercito libanese e gruppi armati siriani al confine libanese-siriano”. Secondo tali fonti vi sarebbe stato un arresto di un contrabbandiere.

Reuters: “Hezbollah ha ricevuto 200 milioni di dollari dall’Iran per fornire assistenza agli sfollati libanesi; si tratta del primo sostegno di questo tipo dall’inizio della guerra”.

È stata udita un’esplosione nella provincia di Sulaymaniyah, in Iraq.

L’Autorità per l’aviazione civile saudita ha confermato l’esito degli attacchi Houthi condotti il 5 e il 6 ottobre contro l’aeroporto internazionale King Abdullah bin Abdulaziz di Jazan e l’aeroporto internazionale di Najran. Tre persone sono state trasportate in ospedale per ferite lievi e sono stati riportati danni alle strutture di entrambi gli aeroporti. 

Uccisione di “Mohammed Othman”, comandante della forza di reazione rapida della 1ª Brigata Amalek, affiliata alle forze leali all’Arabia Saudita in Yemen. Ibrahim Al-Maqrami, comandante delle forze leali all’Arabia Saudita a Shamaytayn, è stato ucciso dalle forze di Ansarallah nella giornata del 6 di ottobre. Nella sola giornata del 6 ottobre l’Arabia Saudita ha condotto 66 operazioni aeree colpendo obiettivi nelle province di Al-Jawf, Taiz, Ma’rib, Al-Hudaydah, Hajjah e Saada. Tali operazioni sono state effettuate utilizzando caccia F-15 e Typhoon, oltre a velivoli armati, decollati dalle basi di Khamis Mushait, Taif e dalla base navale King Faisal. Sono stati lanciati anche attacchi missilistici dalle aree di Jizan e Najran, causando morti e feriti tra la popolazione civile, inclusi donne e bambini. Complessivamente, dall’escalation delle tensioni contro lo Yemen, le forze saudite hanno effettuato 1.642 attacchi aerei e missilistici.

Secondo alcune fonti, gli Houthi hanno preso Tais, apparentemente senza sparare un colpo, in seguito a un accordo.Le forze di Ansarullah avrebbero conquistato le ultime roccaforti filo-saudite sugli altipiani di Quds e sul Monte Salw; hanno inoltre assunto il controllo delle località di Hasahas, Sharaf, Hayjat al-Abed e Souq Jumruk.

A nord della città di Taiz, le forze di Ansarullah hanno conquistato il Monte Zanam e il Monte Shanakhib, oltre alle località di Bal’an, Maysar e Al-Makhaf, e si stanno attualmente avvicinando all’area di Al-Masrakh.

Secondo Al-Bukhaiti, membro dell’ufficio politico di Ansarallah: “Mentre l’Arabia Saudita diffondeva notizie di avanzate a Taiz, i suoi mercenari erano in realtà sotto assedio da parte delle forze armate yemenite”. E ha continuato: “lo Yemen ha la capacità di bloccare tutti gli aeroporti e i porti dell’Arabia Saudita. L’Arabia Saudita non può raggiungere i propri obiettivi estendendo il raggio d’azione della guerra o coinvolgendo altri paesi nel conflitto; siamo pronti ad affrontare qualsiasi nemico. La guerra contro lo Yemen comporterà costi estremamente elevati, poiché le infrastrutture dell’Arabia Saudita saranno pienamente esposte al fuoco yemenita. Porre fine alla guerra è, innanzitutto, nell’interesse dell’Arabia Saudita”.

Nella giornata del 7 ottobre movimenti massicci di forze saudite registrate verso la città di Bab al-Mandab; si è registrata una forte resistenza agli attacchi, che ha portato al sabotaggio di equipaggiamenti e a intensi scontri. Gli Houthi hanno dichiarato: “Abbiamo bloccato l’avanzata dei mercenari sauditi verso Bab al-Mandab. Portavoce delle forze armate yemenite: I tentativi di avanzata dei mercenari sauditi verso Bab al-Mandab sono stati sventati dalla resistenza dei combattenti; gli attacchi missilistici hanno causato la distruzione di equipaggiamenti e hanno provocato morti e feriti tra le fila nemiche (decine di unità)”.

Una fonte di Ansarullah ha dichiarato alla stampa yemenita: “Le forze di Ansarullah dispongono di ingenti quantitativi di armamenti pesanti e avanzati, inclusi sistemi semoventi”. Inoltre sempre Ansarallah hanno rinvenuto e sequestrato ingenti quantità di armi pesanti e tecnologicamente avanzate, veicoli militari, mezzi corazzati, munizioni, missili a ricerca di calore e droni provenienti da accampamenti, postazioni e depositi sauditi nell’area di Al-Hujariya, nel governatorato di Taiz”.

Nella notte del 6 ottobre almeno tre missili da crociera antinave verso lo Stretto di Hormuz dal sud dell’Iran. Fonti OSINT hanno annunciato che oggi una petroliera degli Emirati, nonostante avesse una scorta statunitense, non è riuscita a passare attraverso lo stretto. Secondo i rapporti sul campo, la petroliera ha cambiato rotta dopo aver ricevuto un avviso dalla Marina dell’IRGC e ha attivato il suo sistema di identificazione automatica (AIS).

Due esplosioni sull’isola di Qeshm, nell’Iran meridionale. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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