
Il Giappone prevede di stanziare fino a 60 miliardi di yen pari a 408 milioni di dollari, in finanziamenti pubblici e privati per un progetto nazionale in India che converte la biomassa di bambù in combustibile, nell’ambito degli sforzi del Paese per passare a un’energia più pulita, riporta Nikkei.
Il progetto, incentrato sullo stato nord-orientale dell’Assam, coinvolge la statale Power Finance Corporation (PFC) e un produttore di biocarburanti chiamato Assam Bio Ethanol Private Ltd (ABEPL). Il finanziamento, che include contributi della Japan Bank for International Cooperation (JBIC), sostenuta dal governo, e di banche private come la Sumitomo Mitsui Banking Corporation, sosterrà una nuova raffineria ABEPL, in fase di completamento, per la produzione di bioetanolo, acido acetico e furfurolo dal bambù coltivato localmente, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi energetici puliti dell’India.
Il finanziamento proverrà da una combinazione di istituzioni pubbliche e private giapponesi, tra cui la Japan Bank for International Cooperation (JBIC) e istituti di credito privati come Sumitomo Mitsui Banking Corp.
Il progetto prevede la costruzione e la gestione di una raffineria di biocarburanti nel distretto di Golaghat, nell’Assam, in India. La raffineria ABEPL convertirà la biomassa di bambù in bioetanolo: da utilizzare come additivo per benzina in India; acido acetico, sostanza chimica utilizzata in adesivi e altri prodotti; furfurolo: una materia prima per resine sintetiche.
Nel rispetto dei criteri di sostenibilità green, il progetto mira a un processo a zero rifiuti utilizzando la biomassa residua per generare elettricità.
Questa iniziativa è in linea con gli sforzi sia dell’India che del Giappone per passare a fonti energetiche più pulite e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Questo progetto sottolinea il rafforzamento della cooperazione energetica e dei legami economici tra India e Giappone, in particolare nella regione indo-pacifica. Si tratta del più grande finanziamento mai erogato all’India nord-orientale da istituzioni finanziarie giapponesi, a dimostrazione di un investimento significativo nello sviluppo della regione. Risponde, inoltre a considerazioni geopolitiche più ampie per evitare che l’intera area cada sotto l’influenza sino russa.
Lucia Giannini
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