#ISRAELIRANWAR. Nulla di fatto nei colloqui Trump e Netanyahu. Seconda portaerei USA in Medio Oriente. Attacchi IDF in Siria e a Gaza. Bombe stordenti e droni in Libano

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Trump e Netanyahu si sono incontrati alla Casa bianca nel pomeriggio, ore italiane 18:30 e dopo tre ore di colloqui, Trump ha detto: “Non è stato raggiunto nulla di definitivo, se non che ho insistito affinché i negoziati con l’Iran continuassero per vedere se un accordo possa essere ‘consumato’ o meno”. “Se possibile, farò sapere a Netanyahu che sarà una preferenza. In caso contrario, dovremo solo vedere quale sarà l’esito. L’ultima volta che l’Iran ha deciso che era meglio non raggiungere un accordo, è stato colpito dal “Midnight Hammer” – non ha funzionato bene per loro. Spero che questa volta siano più ragionevoli e responsabili”.

L’Ufficio di Netanyahu ha dichiarato che: “Il Primo Ministro Netanyahu ha firmato alla presenza del Segretario di Stato americano Rubio, entrando a far parte del “Consiglio Supremo per la Pace””.

Putin non prevede di partecipare al primo vertice del Consiglio di Pace negli Stati Uniti, previsto per il 19 febbraio, ha dichiarato il consigliere presidenziale Dimtrj Peskov a Vedomosti. Il portavoce del leader russo ha aggiunto che la questione è al vaglio del Ministero degli Esteri russo. In precedenza era stato riferito che Lukashenko non avrebbe partecipato alla riunione del Consiglio di Pace. A ribadire l’assenza russa in generale anche la portavoce del Ministero per gli Affari Esteri, Maria Zakharova: “La Russia non sarà rappresentata alla riunione del “Consiglio di Pace” di Trump”. “Mosca continuerà a lavorare per formulare la propria posizione su questa organizzazione”.

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha dichiarato che la richiesta di un miliardo di dollari per partecipare al “Consiglio di Pace” è disinformazione.

Il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in un’intervista al Financial Times: “Stati Uniti e Iran stanno mostrando flessibilità nei negoziati; È importante che gli Stati Uniti siano disposti a consentire all’Iran di arricchire l’uranio entro limiti chiari. Tentare di includere i missili balistici iraniani nei negoziati non porterà altro che a una nuova guerra”.

Il presidente iraniano ha annunciato la sua disponibilità a consentire agli ispettori dell’AIEA di accedere agli impianti nucleari e ha assicurato che Teheran non ha mai cercato di sviluppare armi nucleari. Nel frattempo, il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato che gli Stati Uniti stanno radunando ulteriori forze militari vicino all’Iran. Trump conferma l’invio di una seconda portaerei in Medio Oriente.

Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Ali Larijani: “Non abbiamo inviato una lettera agli americani, ma alcuni amici omaniti hanno scritto alcune cose per conto degli americani e ce le hanno consegnate per la revisione a Teheran.”

Alle manifestazioni dell’11 di febbraio per i 47 anni della Repubblica Islamica anche il 98enne Ayatollah Ahmad Jannati, presidente del Consiglio dei Guardiani iraniano.

In Iran sono stati arresti una mezza dozzina di figure radicali riformiste negli ultimi giorni da parte dell’intelligence dell’IRGC, tra cui Aminzadeh, Asgharzadeh, Mansouri, Emami, Karroubi e altri importanti riformisti. Secondo alcuni account iraniani: “Presumibilmente, poco dopo o durante le “proteste”, queste figure si stavano preparando a rilasciare una dichiarazione congiunta in cui invitavano l’Ayatollah Khamenei a dimettersi e a cedere tutti i suoi poteri a un consiglio direttivo temporaneo composto dal Presidente (Pezeshkian), dal Presidente del Parlamento (Qalibaf) e dal Presidente della Corte Suprema (Eje’i), e a indire un referendum nazionale sulle riforme costituzionali e ad abolire sostanzialmente la Repubblica Islamica. Ma prima che ciò potesse accadere, l’intelligence dell’IRGC è venuta a conoscenza di questo piano perché alcune di queste figure erano state intercettate. Altri sostengono che uno dei loro stretti collaboratori si sia rivelato essere una spia e abbia informato l’IRGC delle loro intenzioni”.

Hamas ha pubblicato un manifesto e una dichiarazione in persiano: “Qualsiasi attacco alla Repubblica Islamica dell’Iran è un attacco all’intero mondo islamico”.

Le Nazioni Unite hanno eletto l’Iran Vicepresidente della 65a Commissione per lo Sviluppo Sociale, con particolare attenzione a parità di genere, democrazia, tolleranza e non violenza. 

Nel suo discorso alla nazione l’Ayatollah Khamenei ha apprezzato l’ampia partecipazione del popolo iraniano alle 22 marce Bahman in occasione del 47° anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica, sottolineando la necessità di preservare l’armonia nazionale e ha detto che queste manifestazioni sono la prova concreta che le manovre statunitensi e israeliane sono fallite. 

Nella giornata dell’11 di febbraio il Capo di Stato Maggiore delle IDF, Generale Eyal Zamir: “Il 7 ottobre 2023 rimarrà impresso nella memoria come un disastro nazionale e un fallimento senza precedenti, perché quel giorno l’esercito ha fallito nella sua missione suprema di proteggere i cittadini di Israele”. Canale 13 di israele fa sapere che: “Dopo aver completato le indagini: l’unità investigativa della polizia (Mahash) ha informato nuovamente il Commissario delle Prigioni Kobi Yaakobi che sarebbe stato convocato per un’udienza prima di un atto d’accusa”.

Ed ora uno sguardo agli scenari aperti nella regione Medio Orientale e Asia occidentale aggiornato alle 15:30 del 12 febbraio. Secondo il Wall Street Journal, il Pentagono ha ordinato un secondo gruppo d’attacco di portaerei, probabilmente guidato dalla portaerei CVN-77 George H.W. Bush, che sta attualmente completando l’esercitazione COMPPTUEX (Composite Training Unit Exercise) e potrebbe accelerarla se necessario, per prepararsi al dispiegamento in Medio Oriente, mentre le forze armate si preparano a un possibile attacco all’Iran.

Il Bahrein afferma che se l’Iran attaccasse le basi statunitensi sul suo territorio, “non rimarrebbe in silenzio”

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite: “Il presidente siriano, il ministro degli Esteri e il ministro degli Interni sono stati oggetto di cinque tentativi di assassinio da parte di gruppi islamisti nell’ultimo anno”. L’azienda UG SOLUTIONS, che è accusata dagli attivisti pro Palestina di uccidere gli abitanti di Gaza durante la carestia sorvegliando il meccanismo di distribuzione degli aiuti americano-israeliano, progetta di espandersi in Siria per proteggere gli impianti energetici. 

Gli Stati Uniti, il Comando Centrale USA conferma il completamento del ritiro delle sue forze dalla base Al Tanf in Siria. Verranno dispiegati gli uomini dell’esercito siriano del governo Jawlani/al Sharaa. 

Le IDF hanno invaso la città di Jabata al-Khashab, nella campagna di Quneitra, nel sud Siria

In Libano, una casa nella città di Yaroun è stata danneggiata a seguito di un bombardamento di artiglieria israeliana. Una numerosa pattuglia delle forze UNIFIL, accompagnata dall’esercito libanese, è entrata a Wadi al-Hujair.

“Avviso di evacuazione immediata per i residenti dell’edificio Abdul Qader Al-Sheikh in via Ibn Sina ad Al-Qubba – Tripoli. Per rischio di crollo dell’edificio”, si legge sulla social sfera. Nella giornata del 12 febbraio droni israeliani hanno preso di mira vari spazi aerei meridionali. L’artiglieria IDF ha preso di mira i pressi di Tell al-Aziya, alla periferia della città Deir Mimas.

Due velivoli AWACS, un Nachshon Shavit 684 e un Oron 452, del 122° Squadrone dell’Aeronautica Militare americana, incaricati di intelligence elettronica, sorveglianza aerea, aggiornamento della banca dati degli obiettivi e intercettazione delle comunicazioni, hanno condotto una missione di ricognizione sulla costa di Gaza e sul Mediterraneo, monitorando la Siria meridionale, Damasco, il Libano meridionale e le sue coste, l’interno, Gaza, l’Egitto e la Giordania. Il Nachshon Oron 452 è un aereo AEW&C (Comando, controllo e allerta precoce). Il Nachshon Shavit 684 intercetta segnali, scansiona, intercetta le comunicazioni e disturba i radar.

L’11 febbraio un aereo cargo C130 è stato avvistato da est verso la base aerea di Nevatim a Beersheba (l’aereo è stealth e fuori dai radar).

Le IDF: “Nella giornata di mercoledì, i soldati dell’IDF hanno completato un’operazione antiterrorismo per arrestare i terroristi della Brigata Regionale Menashe. Nel corso della giornata, i soldati hanno operato in 12 aree diverse. Durante l’operazione, guidata dall’intelligence dell’ISA, le forze di sicurezza hanno arrestato diversi affiliati alle organizzazioni di Hamas e della Jihad Islamica, confiscato fondi per Hamas per un valore di migliaia di shekel e interrogato decine di persone sospettate di attività terroristiche, comprese quelle sospettate di aver introdotto clandestinamente persone in territorio israeliano. In un’ulteriore attività, i soldati hanno smantellato tre strutture illegali e confiscato decine di veicoli rubati. Inoltre, in altre attività condotte durante la notte, i soldati hanno arrestato 23 sospetti. I soldati hanno confiscato un AK-47, due pistole, caricatori, munizioni, un’arma M4, parti di armi e migliaia di shekel di fondi destinati ad Hamas”.

Dichiarazione di Hamas: “Israele continua a bloccare il passaggio attraverso il valico di Rafah e impedisce al numero concordato di persone di uscire. Israele ha consentito l’ingresso attraverso il valico di Rafah solo al 27% del numero concordato e sottopone i viaggiatori a interrogatori e torture da parte dei soldati israeliani. Chiediamo a mediatori e garanti di costringere le autorità israeliane ad attuare gli accordi raggiunti riguardo al valico di Rafah e a cessare di violarli”.

L’esercito israeliano: “In un raid effettuato la scorsa settimana nella Striscia di Gaza, siamo riusciti ad assassinare l’eminente figura di Hamas “Bassel al-Himoni” di Hebron ed esiliato a Gaza in seguito all’accordo di Shalit, responsabile di una doppia esplosione in due autobus a Beersheba nel 2004, che causò la morte di 16 israeliani e il ferimento di altri 100”.

Il 12 febbraio palestinesi sono rimasti feriti dal fuoco dell’esercito israeliano al di fuori dalle sue aree di dispiegamento a Moassi Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza. Due feriti a causa degli spari delle forze IDF a Khuza’a, a sud della Striscia di Gaza. Attacchi aerei israeliani a est di Gaza City. Registrato un volo di ricognizione ostile a bassissima quota su Burj Rashid e dintorni.

Giovani uomini lanciano pietre sui veicoli dei coloni vicino al villaggio di Deir Qaddis, a ovest di Ramallah.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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