#ISRAELHAMASWAR. Scontri nella striscia di Gaza e arresti in Cisgiordania. Mar Rosso: missili Houti contro nave mercantile

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A partire dal 24 di dicembre il canale saudita Al Arabiya riferisce dalle sue fonti che l’Egitto sta lavorando per formulare un nuovo accordo che includa un cessate il fuoco di due settimane e in cambio il rilascio di 40 ostaggi detenuti da Hamas.

È stato anche riferito che la proposta, egiziana, è quella di creare un governo di tecnocrati che governerà Gaza fino allo svolgimento delle elezioni. Inoltre, è stato riferito che sono stati fissati accordi per il rilascio del personale militare israeliano catturato da Hamas dopo il completo ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza.

Nel frattempo si continua a combattere. Secondo una valutazione degli analisti israeliani, le aspettative per una rapida vittoria su Hamas appaiono poco chiare, e il divario tra la realtà sul campo e le dichiarazioni di Netanyahu si sta ampliando. Ci aspettiamo che i combattimenti a Gaza continuino per molti anni e stiamo cominciando a renderci conto che eliminare Hamas a breve termine è un obiettivo irrealistico.

Nel frattempo fonti egiziane hanno smentito le notizie secondo cui i carri armati dell’IDF avrebbero lanciato un’operazione di terra tra Kerem Shalom e l’Asse di Filadelfia, al confine egiziano.

Salgono a 498 i militari israeliani uccisi dall’inizio dell’attacco a gaza contro Hamas. 

Secondo l’ Ex capo di stato maggiore israeliano Dan Halutz: «Hamas ha raggiunto un obiettivo strategico quando ha dichiarato a Israele: “Io controllo il conflitto”». Le dichiarazioni del segretario alla Difesa Gallant riguardo al leader di Hamas Sinwar sono propaganda militare priva di significato.

E ancora ha dichiarato che: «Nonostante la distruzione nella Striscia di Gaza, ci siamo rivelati uno stato debole che non poteva difendersi se non con l’aiuto americano. Il governo Netanyahu ha ignorato che qualsiasi soluzione politica con gli arabi deve essere legata alla sicurezza». «Abbiamo perso la guerra contro Hamas».

Il 26 dicembre esce una dichiarazione del Capo di Stato Maggiore dell’IDF, generale Herzi Halevi : «Non esistono soluzioni magiche o scorciatoie per lo smantellamento fondamentale di un’organizzazione terroristica, eccetto combattimenti persistenti e determinati, e noi siamo molto, molto determinati. Raggiungeremo anche la leadership di Hamas, che ci voglia una settimana o mesi.»

Secondo Vala News, Israele ha preparato grandi scorte di munizioni per lo scenario di un conflitto diretto con l’Iran e la possibilità di una lunga guerra contro Hezbollah. 

Il ministero degli Affari Esteri francese riguardo alla guerra a Gaza afferma: «Le affermazioni di Israele secondo cui prolungherà il conflitto nella Striscia di Gaza e intensificheranno gli attacchi sono allarmanti. Ribadiamo la nostra richiesta di cessate il fuoco per agire in conformità con il diritto internazionale e rispettare i diritti umani».

Secondo il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf Al-Qudra: «Nelle ultime 24 ore lei contano 195 morti e 325 feriti. Il bilancio delle vittime è salito a 21.110 e 55.243 feriti dal 7 ottobre scorso. L’occupazione aumenta gli attacchi nei confronti del Complesso medico Nasser e temiamo che contro di essa si ripeta lo stesso scenario del Complesso medico Shifa. Chiediamo alle istituzioni delle Nazioni Unite di adottare misure efficaci e urgenti per garantire la protezione del complesso medico Nasser, del suo personale, dei feriti e dei malati e delle migliaia di sfollati presenti».

Ed ora uno sguardo al conflitto tra Israele e Hamas: 83 giorni di conflitto.

Si registrano intensi bombardamenti israeliani lungo tutta la Striscia di Gaza. L’analisi delle immagini satellitari ottenute da Al Jazeera mostra 300 veicoli e carri armati israeliani immobili mentre le truppe demoliscono nuove aree a Khan Younis per aprire vie di traffico. In generale, stiamo parlando di un tentativo da parte dell’esercito israeliano di prendere piede a Khan Yunis. Area dove anche nella giornata del 27 di dicembre si sono registrati sconti tra forze legate ad Hamas e Israele. Nella zona sud della striscia di Gaza. La compagnia di telecomunicazioni palestinese riporta che: «I servizi di comunicazione hanno iniziato a ripristinare gradualmente nelle aree centrali e meridionali della Striscia di Gaza dopo che i servizi erano stati interrotti a causa dell’aggressione in corso».

Gaza centro: continua il bombardamento israeliano sulla zona di Bureij e sul campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Scontri e violenti colpi di artiglieria da parte dei carri armati israeliani nella regione centro-orientale della Striscia di Gaza: sulle aree di Maghazi e Bureij nella Striscia di Gaza centrale.

Nel nord della Striscia di Gaza la distruzione è quasi totale la città di Beit Hanoun nel nord-est della Striscia è stata particolarmente colpita. Continuano gli scontri tra alleati di Hamas e forze israeliane a Jabalia al-Balad. Scontri nei quartieri di Al-Nafaq, Al-Tuffah e Al-Daraj a Gaza City.

A partire dal 25 di dicembre, Israele ha intensificato i bombardamento su aree e quartier generali di Hezbollah. Bombardate: Kafr Kila, Bint Jbeil, la città di Naqoura nel sud del Libano. Ancora colpi di artiglieria nella periferia di Shebaa e Rashaya Al-Fakhar nel sud del Libano

Sarebbero 25 gli arresti effettuati nella giornata del 27 dicembre da parte dell’esercito israeliano nel campo di Nour Shams a Tulkarem in Cisgiordania, anche in questo caso si registrano scontri tra milizie armate e esercito israeliano. Hamas in un comunicato ha scritto: “Chiediamo al nostro popolo nella Cisgiordania occupata di intensificare la resistenza e di continuare la battaglia finché l’aggressione non finirà e la nostra terra e i nostri luoghi sacri non saranno protetti, in particolare la benedetta Moschea di Al-Aqsa”.

A Rafah aerei israeliani hanno preso di mira la casa della famiglia Abu Adwan, a est della città di Rafah. La resistenza palestinese continua a confrontarsi con o militari israeliani sugli assi dell’incursione nella Striscia di Gaza e si registrano scontri nella parte orientale di Rafah. Ieri bombardata la costa di Rafah.

Hezbollah il 27 dicembre ha rivendicato 5 attacchi contro l’esercito israeliano: a un nuovo quartier generale dell’esercito israeliano vicino alla base navale alle 10:00; con un ATGM a una tenda che ospita forze speciali vicino ad Al-Duhayra alle 12:00; al sito militare Hadb Al-Bustan alle 12:15; a Kherbet Ma’ar e alle sue batterie di artiglieria con un Burkan alle 13:00; un attacco congiunto con droni, razzi e artiglieria contro l’area di sosta dell’esercito israeliano dietro la fattoria di Shebaa alle 13:15.

Le Idf segnalano l’accensione di sirene al Kibbutz Rosh Hanikra, Kibbutz Rosh Hanikra, nord di Israele e Kibbutz Kissufim, comunità nei pressi della striscia di Gaza.

Chiudiamo con le notizie di attacchi sul Mar Rosso. Una fonte yemenita il 26 dicembre afferma ad al canale televisivo Al-Jazeera: «Gli Houthi hanno attaccato una nave della compagnia di navigazione MSC nel Mar Rosso per impedirle di passare verso Israele». Un portavoce dell’ala militare Houthi afferma di aver attaccato con missili la nave portacontainer MSC United e sostiene anche che ci sia stato un attacco UAV contro la città di Eilat. In precedenza era stato riferito che nelle vicinanze era stata effettuata un’intercettazione.

Si apprenderà poi che un caccia dell’aeronautica israeliana ha intercettato un bersaglio aereo nella zona del Mar Rosso. Il 26 mattina un aereo da caccia dell’aeronautica americana ha intercettato con successo un bersaglio aereo diretto verso il territorio israeliano nella zona del Mar Rosso.

Il Portavoce delle forze armate yemenite, Yahya Saree il 27 dicembre ha dichiarato: «Abbiamo preso di mira con missili navali una nave commerciale che si stava dirigendo verso i porti di occupazione dopo che si era rifiutata di rispondere ai nostri avvertimenti». Mentre Ali Al-Qahum, dell’ufficio politico del movimento Ansar Allah ha dichiarato: «Le operazioni delle forze armate yemenite superano e penetrano tutti i sistemi di difesa americani e israeliani».

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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