#ISRAELHAMASWAR. Israele si prepara a stanare Hamas dalla Cisgiordania, si rivolge all’Autorità Palestinese. Tel Aviv manda rinforzi. Houti attaccano una nave norvegese

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Tra favorevoli e contrari la linea politica e militare di Israele rimane la stessa: si va avanti fino a che Hamas non sarà sconfitta. Il leader dell’opposizione israeliana Yair Lapid ha dichiarato: «Siamo in guerra e stiamo tutti passando da un funerale all’altro. È impossibile comprendere il livello di distacco e cinismo di un primo Ministro che conduce una campagna politica dannosa in un momento come questo».

Il primo Ministro, Benjamin Netanyahu ha informato il Comitato per gli Affari Esteri e la Sicurezza che l’esercito si sta preparando alla possibilità di combattere contro il personale di sicurezza dell’Autorità Palestinese nel caso in cui questo aiuti Hamas. Sul tavolo lo scenario del “ribaltamento delle tane in caso di collaborazione tra l’Autorità e Hamas in Giudea e Samaria”.

Benny Gantz intende trasferirsi in una casa nella Striscia di Gaza. La Striscia di Gaza sarà sotto il controllo militare israeliano dopo la guerra. Netanyahu ha fatto sapere che «istituiremo un’amministrazione civile nella Striscia di Gaza dopo la guerra e sarà riabilitata sotto la guida dell’Autorità Palestinese».

Hamas in risposta alle parole di Netanyahu ha detto: «Sulla disponibilità dell’esercito di occupazione ad attaccare l’Autorità Palestinese confermano le intenzioni dell’occupazione di prendere di mira il nostro popolo». «Chiediamo all’Autorità Palestinese e ai suoi servizi di sicurezza di aggirare gli Accordi di Oslo e di fermare ogni forma di coordinamento della sicurezza con l’occupazione». 

Israele, secondo la social sfera, intende trasformare questa guerra in una guerra a bassa intensità che durerà molti più mesi in cui le forze israeliane rimarranno nei territori appena occupati a Gaza. L’esercito israeliano intende governare questi nuovi territori con un governo militare.

Fonti egiziane a Sky News riferiscono che Israele chiede la mediazione di Egitto e Qatar per concludere un nuovo accordo sullo scambio di prigionieri nel quadro di una tregua umanitaria a Gaza, ma Hamas rifiuta. Nel frattempo Israele continua gli arresti in Cisgiordania e Israele almeno 100 quelli arrestati nella giornata del 12 dicembre.  Il Direttore dell’ospedale Al-Najjar nel sud della Striscia di Gaza informa che il vaiolo si sta diffondendo tra i bambini e ogni giorno «riceviamo circa 1.500 casi di malattie intestinali». A causa della scarsità di cibo. Diarrea e influenza si diffondono tra gli sfollati di Rafah e la situazione è diventata disastrosa.

Il bilancio delle vittime dall’inizio dell’aggressione è salito a 18.412. A darne notizia il 12 dicembre è il ministero della Sanità di Gaza second cui il bilancio delle vittime è salito a 18.412 morti e 50.100 feriti dal 7 ottobre scorso. Sarebbero 100 invece i combattenti di Hezbollah morti.

L’IDF ha riferito che dall’inizio dell’operazione di terra, 105 soldati sono stati uccisi, 15 sono stati uccisi nel fuoco amico diretto (5 da fuoco aereo, 4 da fuoco di carri armati, 4 da colpi di arma da fuoco, 2 espulsioni di proiettili); 2 sono rimasti schiacciati a morte da veicoli israeliani. 3 morti nel fuoco amico indiretto (2 schegge, 1 proiettile vagante): si tratta di un 20% di morti per fuoco amico: una percentuale comunque considerevole. Inoltre, l’IDF, nella sua avanzata, ha distrutto la sede dell’UNRWA.

«Gli Stati Uniti forniranno armi a Israele finché Hamas non sarà completamente distrutto», ha riferito il presidente statunitense Joe Biden. 

A partire dalle 01: 03 ore italiane il Dipartimento delle operazioni commerciali marittime britanniche ha lanciato l’allarme per “un incendio a bordo di una nave nei pressi di Bab al-Mandab. Consigliamo alle navi di prestare attenzione”.

Si tratta della nave petrolchimica Strinda, battente bandiera norvegese, che è stata colpita nel Mar Rosso da almeno un missile da crociera terra terra proveniente dal territorio controllato dagli Houthi, nello Yemen. A rispondere al soccorso il cacciatorpediniere americano DDG 87 Mason. L’equipaggio è in salvo. Il movimento Ansarullah in Yemen ha annunciato di aver attaccato una nave norvegese che trasportava carburante per Israele dopo essersi rifiutata di tornare indietro nonostante i numerosi avvertimenti. 

Lo Yemen sta imponendo un blocco su tutte le navi che tentano di utilizzare il Mar Rosso per raggiungere Israele, finché continua la guerra a Gaza. L’italiana ENI ha riferito che la nave trasportava materiale per le bioraffinerie italiane. 

Il portavoce militare delle forze armate yemenite ha detto: «Le forze navali hanno effettuato un’operazione militare contro la nave norvegese Stranda. Abbiamo preso di mira una nave norvegese diretta in “Israele” con un missile navale Negli ultimi due giorni abbiamo impedito il passaggio delle navi che hanno risposto ai nostri avvertimenti senza essere prese di mira. Non abbiamo preso di mira la nave norvegese finché il suo equipaggio non si è rifiutato di prestare ascolto agli avvertimenti. Non esiteremo a farlo Prendere di mira qualsiasi nave che violi i nostri avvertimenti».

Nel pomeriggio del 12 dicembre l’Esercito israeliano muove la nave missilistica Sa’ar 6 verso il Mar Rosso per proteggere le navi israeliane e come messaggio minaccioso allo Yemen. 

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte nell’aggravamento tra Israele e Hamas

Scontri intensi nella giornata del 12 di dicembre a Gaza, a Jenin: circa 200 veicoli militari israeliani sono impegnati nell’operazione. IDF continua ad assediare gli ospedali Ibn Sina, e Al-Razi a Jenin. Si sono registrati anche attacchi con UAV e numerosi bombardamenti aerei israeliani: sono 5 le persone ricercate l’obiettivo dell’operazione.

Amos Harel, analista militare di Haaretz, ha detto: «Non ci sono segnali di un imminente collasso o di una sconfitta del movimento Hamas, ed è difficile per l’esercito raggiungere i suoi obiettivi bellici, nonostante le pesanti perdite subite».

La  sirene hanno suonato ad  Ashkelon e nella Striscia di Gaza. Secondo il Corrispondente di Al Jazeera ci sarebberoscontri tra Hamas e l’esercito israeliano nei quartieri orientali di Gaza City: «L’IDF ha continuato ad avanzare verso il centro di Khan Yunis, collegando le loro due avanzate. Israele ha anche effettuato un nuovo attraversamento lungo il confine del confine egiziano (…) Nel nord, Israele continua a spingersi gradualmente più in profondità verso Gaza City e Jabalia».

Segnalati scontri tra Hamas e IDF nella zona di Al-Katiba a Khan Yunis, a sud della Striscia di Gaza; scontri anche nel quartiere di Al-Zaytoun, e ad Al-Shujaiyah, a sud e ad est della Striscia di Gaza.

Sono in corso pesanti combattimenti vicino all’ospedale Kamal Edwan, sul fianco orientale di Beit Lahia, con la struttura medica attualmente circondata dall’IDF. La tensione rimane alta nelle aree di Sheikh Radwan e Al-Judaidah, dove entrambe le parti spesso effettuano incursioni nelle reciproche posizioni.

Hamas ha sparato prendendo di mira il il Monte Gerizim in Israele con una raffica di proiettili. 

Nella notte del 12 la calma è prevalsa nell’intera città di Nablus. Per poi accendersi alle prime luci del mattino  con scontri al campo di Askar, a est di Nablus. Dopo una serie di arresti si è registrato il ritiro delle forze Israeliane dal campo di Askar al checkpoint di Beit Furik. Il ministro per la Difesa israeliano ha detto che è estremamente importante che la Cisgiordania mantenga la calma affinché possiamo completare la nostra missione nella Striscia di Gaza. 

Il 12 dicembre oltre a registrare nuovi lanci dal Libano, si è fatta la conta dei danni: a Metula, si stima che ieri dal Libano siano stati lanciati dai tre ai cinque missili anticarro verso l’insediamento e, secondo le stime, circa 15 case sono state danneggiate, tra cui una completamente distrutta.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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