#ISRAELHAMASWAR. Il focus delle operazioni si sposterà ora in Cisgiordania. Disaccordi sulla lista dei prigionieri. Scambio atteso per lunedì 13

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Convocata per le ore 18:00 del 9 ottobre la riunione di governo israeliano per sancire il definitivo cessate il fuoco. La sigla dell’accordo tra le parti è avvenuta alle ore 12:00 mentre la sigla del governo doveva essere fatta tra le 15 e le 16:00 del 9 ottobre, ma alcuni ministri del governo israeliano non sono favorevoli all’accordo tra cui Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. E ancora Il membro della Knesset, Amichai Haliva: “Avremmo potuto sconfiggere Hamas, ma abbiamo scelto di non farlo”.

Dopo l’approvazione: Il ritiro da Gaza inizierà entro 24 ore. Dopo l’approvazione: il rilascio degli ostaggi inizierà entro 72 ore. Non ci sarà nessuna cerimonia per il rilascio, questa clausola è stata chiesta da Israele. Ci sarebbero problemi anche con la lista del rilascio dei prigionieri. 48 i prigionieri israeliani, di cui 20 vivi e 28 deceduti. Circa 2.000 prigionieri palestinesi saranno rilasciati di cui 250 ergastolani. 1.700 arrestati dal 7 ottobre. Non verrà rilasciato nessun membro delle forze Qassam Nukhba che ha partecipato alle azioni del 7 ottobre e dei quattro “assi”. Dopo il ritiro iniziale, Israele manterrà il controllo su circa il 53% della Striscia di Gaza.

Al momento della stesura di questo articolo il Servizio Penitenziario Israeliano:”Non abbiamo ancora ricevuto un elenco dei nomi e dei numeri dei prigionieri e dei detenuti in attesa di rilascio”.

Il portavoce del governo israeliano ha confermato che Marwan Barghouti non verrà rilasciato nell’ambito dell’accordo di scambio di prigionieri. Ha confermato che il cessate il fuoco a Gaza sarà attuato entro 24 ore dalla riunione del gabinetto di oggi.

Nelle vie della Striscia di Gaza la gioia per la fine del conflitto oggi era visibile, con numerosi incidenti accaduti perché la popolazione sta rientrando prima che il cessate il fuoco sia entrato in vigore. Preoccupazione per la stampa israeliana, Yedioth Ahronoth citando fonti militari: “Entro la fine della prossima settimana, “Hamas” riprenderà il controllo su gran parte della Striscia di Gaza. Il movimento sarà in grado di ripristinare la sua forza e riorganizzare i suoi ranghi fin dal primo momento del cessate il fuoco”.

Tra le questioni aperte quelle delle milizie presenti a Gaza libro paga di Israele: L’Israel Hayom: “L’esercito di Israele respinge la proposta dello Shin Bet di evacuare i membri delle forze “Abu Shabaab” da Gaza verso campi all’interno dell’area occupata per proteggerli dopo la fine della guerra”. L’esercito ha risposto alla proposta dicendo: “Siamo un esercito, non un’associazione per la cura degli alleati leali.” Un portavoce IDF ha aggiunto: “Se tutti coloro che hanno lavorato con noi vogliono che li proteggiamo, avremo bisogno di una città chiamata Tel Abu Shabab”. 

Hamas d’altro canto sta già facendo la lista dei miliziani di Tel Abu Shabab per poterli uccidere una volta che Israele lascerà Gaza. Ricordiamo che questa milizia stata incaricata della gestione e controllo degli aiuti umanitari e ha sparato in più di una occasione contro i richiedenti aiuto, oltre che dare la caccia agli uomini di Hamas. 

In ogni caso, le aree in cui sono presenti milizie che collaborano con Israele rimangono sotto il controllo dell’esercito israeliano e Hamas non può raggiungerle. Gli account affiliati a Hamas “Quds Network”: “Smantellamento della cosiddetta “Gaza Humanitarian Foundation” nell'”asse Netzarim” della Striscia di Gaza”.

Le revisioni alle mappe di ritiro nel piano di Trump includono un ritiro militare più ampio da Khan Yunis e nel sud della Striscia di Gaza, su richiesta di Hamas.

Si apprende dal Corrispondente della radio dell’Esercito di Israele: “L’ordine è stato emesso. Le unità dell’esercito israeliano che partecipano alla guerra a Gaza hanno ricevuto l’ordine di prepararsi a un ritiro completo o a una ritirata nelle retrovie di Gaza nei prossimi giorni”.

Hebrew Broadcasting Corporation: “Tre squadre militari che hanno combattuto a Gaza City hanno iniziato a ritirarsi dalla città per timore di scontri con i residenti che cercheranno di tornare. Dopo l’approvazione dell’accordo da parte del governo, i residenti di Gaza City potranno tornare a partire da domani. Gli emendamenti alle mappe di ritiro nel piano di Trump includono un ritiro più ampio dell’esercito da Khan Yunis e dalla Striscia di Gaza meridionale, su richiesta di Hamas”.Secondo alcune testate giornalistiche israeliane: “L’esercito israeliano inizia a smantellare i siti e le postazioni militari che ha creato all’interno della Striscia di Gaza”.

Per quanto concerne il piano del disarmo di Hamas sarebbe stato affidato all’Egitto. Fonte media israeliani. Hamas ha iniziato a radunare alcuni degli ostaggi in luoghi sicuri per consegnarli alla Croce Rossa. Finora, Hamas non ha ricevuto una risposta ufficiale in merito alle liste dei nomi dei militanti che ha presentato e di cui ha chiesto il rilascio. I negoziati per la seconda fase inizieranno al termine dello scambio di prigionieri. Per quanto riguarda i prigionieri rilasciati da Israele, i prigionieri condannati all’ergastolo che saranno rilasciati nell’ambito dell’accordo “non torneranno a Gaza o in Cisgiordania, ma saranno deportati all’estero”. 

 Lunedì è prevista l’esecuzione ufficiale del processo di scambio sotto la supervisione di (Egitto – Qatar – America – Turchia). Israele rilascia i prigionieri palestinesi e consegna decine di corpi di combattenti della resistenza, inclusi membri di unità d’élite. Apertura completa dei valichi e inizio dell’ingresso di 400 camion di aiuti umanitari al giorno, che aumenteranno a 600 o più nei giorni successivi. Avvio immediato dei negoziati sulla seconda fase dell’accordo, per discutere il completamento del ritiro e garantire un cessate il fuoco permanente”.

Tra gli scontenti: “Il “Forum dell’Eroismo” israeliano che chiede l’immediata distruzione di Hamas al momento del rilascio dei prigionieri e cerca di ottenere il sostegno politico delle famiglie dei prigionieri che guidano le proteste a favore del cessate il fuoco. Il forum chiede anche l’assassinio dei leader di Hamas in Egitto”.

Nella giornata del 9 ottobre numerosi mezzi sono entrati a Gaza con aiuti umanitari per la popolazione portati dall’Egitto e pagati dall’Iran. Che si è detto favorevole all’accordo. 

Resta tesa la situazione in Cisgiordania: I coloni prendono di mira i campi di ulivi. I coloni sparano e rubano il raccolto di olive dalle terre palestinesi a Wadi Sa’ir, a nord di Hebron. E gli agricoltori affrontano la situazione con resilienza e raccolta. Secondo l’esercito Israeliano una spedizione di armi proveniente dall’Iran e destinata ai militanti in Cisgiordania è stata sventata. Fonti ebraiche: “Un veicolo a velocità sostenuta ha effettuato un’operazione di tiro verso l’avamposto dell’insediamento “Or Nahman”, vicino all’insediamento “Shilo” a nord di Ramallah, e il veicolo si è poi ritirato”. Un giovane è stato colpito da un colono nella città di Hawara, a sud di Nablus.

Una Fonte di sicurezza israeliana: “Il focus delle operazioni si sposterà ora in Cisgiordania”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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