
Alle 06:54 ore italiane è finita la regata della Freedom Flotilla, in direzione di Gaza. La Marina israeliana ha intercettato le imbarcazioni Al-Damir e Alif Madleen a circa 120 miglia nautiche da Gaza. Il ministro per gli Affari Esteri di Israele, Gideon Sa’ar ha detto che: “Un altro vano tentativo di rompere il blocco navale ed entrare in una zona di guerra si è concluso con un nulla di fatto, e le navi e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano. I passeggeri delle navi della Freedom Flotilla saranno deportati immediatamente”.
La Freedom Flotilla trasportava aiuti per un valore di oltre 110.000 dollari in medicinali, respiratori e cibo per gli ospedali bisognosi di Gaza. Arrestati i 150 a bordo delle navi: giornalisti e medici.
In Egitto l’8 ottobre, a Sharm el-Sheikh, sono arrivati gli artefici del piano di Trump per Gaza, Witkoff e Kushner, si uniranno ai colloqui per il cessate il fuoco. Steve Witkoff, inviato di Trump in Medio Oriente, e Jared Kushner dovrebbero unirsi ai negoziati tra Israele e Hamas in Egitto, volti a far avanzare il piano di cessate il fuoco del presidente Trump per Gaza. La loro presenza segnala potenziali progressi sulla proposta in 20 punti presentata da Trump la scorsa settimana, che include il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi e il disarmo di Hamas. In loco anche la delegazione qatariota e ancora il numero uno dei servizi segreti turchi.
Hamas ha dichiarato di essere pronta a collaborare per il rilascio degli ostaggi rimanenti, ma non si è impegnata a rispettare altre disposizioni chiave, come la smilitarizzazione. Israele ha insistito sul fatto che la guerra non finirà finché Hamas non si disarmerà.
Da ieri secondo Cairo News: “L’Egitto ha iniziato a discutere le liste dei prigionieri palestinesi da rilasciare dalle carceri israeliane in base all’accordo di scambio di prigionieri. Le liste dei prigionieri richieste da Hamas includono Marwan Barghouti, Ahmed Saadat, Hassan Salameh, Abbas al-Sayed e altri. Hamas ha confermato la sua disponibilità a consegnare tutti gli ostaggi e i detenuti, sia vivi che morti. Hamas chiede chiarimenti sui meccanismi e le procedure necessari per attuare il piano Trump, nonché garanzie che Israele non tornerà ad aggredire Gaza”.
Senza la fine della guerra e il ritiro di Israele non ci sarà accordo. Consegnata la lista dei prigionieri ai negoziatori.
In un comunicato stampa, il leader di Hamas Abdel Rahman Shadid ha dichiarato: “Il movimento ha presentato ai mediatori un elenco di nomi di prigionieri di cui chiede il rilascio dalle carceri israeliane. L’elenco è stato preparato secondo precisi standard umanitari e nazionali”.
Le Brigate Al-Quds hanno annunciato che i prigionieri israeliani non vedranno la luce se non attraverso un accordo di scambio in cui l’entità israeliana si impegna a porre fine alla guerra. “Non importa quanto duri la guerra, noi siamo il suo popolo… E chiunque voglia disarmarci, prenderemo la sua anima…” Abu Hamza – Portavoce militare di Saraya al-Quds.
Secondo il giornalista britannico Matt Kennard: “L’esercito statunitense utilizza l’aeroporto egiziano di Al-Ghora, nel Sinai, per voli spia sulla Striscia di Gaza”.
Il corrispondente politico di Channel 14: “Finora, Hamas rifiuta la clausola sul disarmo, chiede il completo ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza, insiste per accettare tutti i termini della proposta e solo dopo tutto ciò si arriva al rilascio dei prigionieri. La delegazione di Hamas chiede inoltre garanzie per la completa cessazione delle operazioni militari e conferma che i continui bombardamenti sulla Striscia di Gaza creano difficoltà nel raggiungimento di un accordo”.
L’ambasciatore statunitense a Tel Aviv: “Israele otterrà la zona cuscinetto, ma non governerà Gaza”.
Il corrispondente politico per il canale Reshet Kan: “I negoziati in Egitto entrano oggi in una nuova fase con l’arrivo di alti funzionari. L’arrivo di Whitkoff, Kushner e del Primo Ministro del Qatar Al Thani accelererà il ritmo dei colloqui, poiché si prevede che la loro presenza invierà un messaggio ad Hamas e Israele sulla necessità di procedere rapidamente, sebbene l’obiettivo non sia la firma immediata.
Israele, Hamas ed Egitto mostrano ottimismo nonostante le lacune persistenti. Si ritiene che la semplice prosecuzione del dialogo sia un indicatore positivo, soprattutto perché il presidente Trump sta seguendo da vicino i negoziati e nessuno vuole essere accusato di sabotarli. I due principali ostacoli attualmente sono il metodo di ritiro dell’esercito israeliano da Gaza e le aree in cui rimarrà, e le garanzie di porre fine alla guerra e impedire a Israele di riprendere gli attacchi. Tra le domande sollevate: perché Hamas dovrebbe rilasciare tutti i prigionieri entro 72 ore e perdere la sua influenza? Pertanto, Hamas chiede forti garanzie per proseguire l’accordo. Il presidente Trump vuole annunciare il raggiungimento di un accordo nei prossimi giorni e attuarlo la prossima settimana”.
Una fonte israeliana di alto livello a conoscenza dei colloqui ha detto alla stampa filo palestiense: “Siamo ancora, non so come stiano andando le cose, gli Stati Uniti stanno conducendo l’operazione in modo da chiudere rapidamente i fascicoli, ma finché questo non accadrà, non accadrà.”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla stampa ha dichiarato: “Non stiamo uccidendo i palestinesi, stiamo uccidendo Hamas. L’unica ragione dell’indignazione globale contro Israele è perché il mondo odia gli ebrei. L’Iran vuole sviluppare missili balistici intercontinentali con testate nucleari per distruggere gli Stati Uniti d’America. Siamo noi che gli ostacoliamo la strada per proteggervi. L’Iran ha ucciso migliaia di americani con i suoi ordigni esplosivi improvvisati in Afghanistan e Iraq. L’Iran ha ucciso 241 marines statunitensi nell’attentato all’ambasciata di Beirut. Ogni giorno, l’Iran brucia la bandiera americana”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari. Tre persone sono state uccise in uno scontro a fuoco con l’esercito giordano mentre tentavano di attraversare il confine tra Siria e Giordania.
Le forze armate israeliane stanno conducendo una campagna su larga scala di raid e arresti nei governatorati di Ramallah e Al-Bireh, prendendo di mira decine di giovani. Sembra che Israele miri ad arrestare nuove persone ora, per poi includerle in un potenziale accordo di scambio, mantenendo invariato il numero totale di palestinesi nelle sue carceri.
An Gaza nord combattenti delle forze di riserva sono rimasti gravemente feriti a causa dell’esplosione di una granata a mano nella Striscia di Gaza, e le circostanze sono sotto inchiesta. Le Brigate Al-Quds: “Abbiamo distrutto un veicolo militare israeliano facendo esplodere un ordigno anticarro mentre si stava infiltrando ieri nel quartiere di Tel Al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City”. Esplosione nella zona di Tel al-Huway, nella parte occidentale di Gaza City.
Le Brigate Al-Quds hanno rivendicato il bombardamento contro militari israeliani e tank nemici, a nord dell’asse di Netzarim, con colpi di mortaio di grosso calibro. Le IDF hanno fatto esplodere un veicolo blindato esplosivo nel quartiere di Al-Sabra, a sud della città di Gaza. Demoliti edifici residenziali.
Le IDF fanno esplodere 3 veicoli blindati carichi di tonnellate di esplosivo per distruggere le case dei cittadini intorno alle vie Al-Maghrabi e Al-Salam nel quartiere di Al-Sabra, a sud di Gaza City. Le IDF posiziona veicoli blindati esplosivi intorno alla moschea di Al-Salam nel quartiere di Al-Sabra, a sud della città di Gaza
Bombardamento di artiglieria a nord del campo di Al-Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale
Hadshot Bazman: Un soldato della guardia di frontiera israeliana è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco sparati da un altro soldato nell’insediamento di Kiryat Arba e la polizia ha aperto un’indagine sull’incidente. I dettagli dell’incidente sono cambiati dopo le prime indagini sul campo. A quanto pare, non si tratta di un attacco di Hamas, ma di un’esplosione di armi all’interno dell’avamposto.
Secondo fonti israeliane, due soldati sono rimasti gravemente feriti oggi in una battaglia nella Striscia di Gaza meridionale. Il portavoce dell’esercito israeliano: “Un soldato di riserva del battaglione 7015, Brigata Meridionale, e un soldato di riserva del battaglione 6408, Brigata Atsiony (6) sono rimasti gravemente feriti oggi a sud della Striscia di Gaza. Registrato attacco aereo da parte di aerei da guerra israeliani colpisce il centro della città di Khan Yunis.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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