#ISRAELHAMASWAR. IDF: colpiti 80 obiettivi di Hamas a Gaza centro. Imboscate contro Tsahal. Gli aiuti entrano a Gaza. Hamas, Hezbollah e Houthi fanno le condoglianze all’Iran

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L’esercito americano ha diffuso le prime immagini di camion umanitari in movimento presso un molo al largo della costa di Gaza che ha iniziato a funzionare. A partire dal 18 di maggio gli aiuti sono arrivate dal nuovo molo galleggiante. 

Nella giornata del 20 di maggio Il Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan ha dichiarato: “Israele” ha superato tutte le linee rosse nella sua guerra contro Gaza e sta spingendo la regione in una guerra globale. Invito tutti i paesi a riconoscere lo Stato di Palestina per il bene della libertà e della giustizia”.

Secondo l’israeliano Canale 11: “Il presupposto di lavoro prebellico del Comando Nord era che Hezbollah sarebbe stato in grado di controllare gli insediamenti e le basi di confine senza una significativa resistenza, e se Hezbollah avesse deciso di lanciare un attacco a sorpresa, le forze dell’IDF sul confine settentrionale avrebbero impedito l’attacco”. Ed invece ora si riscontrano sempre più attacchi contro gli insediamenti dei coloni in Israele nord. 

Nel fine settimana, la compagnia britannica di sicurezza marittima Embry ha detto che una petroliera battente bandiera di Panama è stata colpita da un missile Houthi nel Mar Rosso, al largo della costa di Mujah nello Yemen. È stato inoltre riferito che si è verificato un incendio a bordo.

Il Pentagono ha affermato che la petroliera colpita oggi dagli Houthi nel Mar Rosso stava trasportando petrolio dalla Russia alla Cina. Il 19 maggio ci sono state segnalazioni della distruzione di un altro UAV americano MQ-9 Reaper da parte degli Houthi. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe del quinto UAV abbattuto. 

A partire dalle prime ore del 20 di maggio tutti i gruppi legati ad Hamas o che partecipano nel conflitto Israele – Hamas, dalla parte di Hamas hanno fatto le loro sentite condoglianze per la morte del leader Ebrahim Raisi, del ministro per gli esteri, Amir Abdollahian, dell’ayatollah Ale-Hashem, e il governatore dell’Azerbaijan Occidentale e altre tre persone presenti sull’elicottero. Tra queste il Membro del Consiglio Politico Supremo, Muhammad Ali Al-Houthi: “Offriamo le nostre sentite condoglianze al popolo iraniano e alla leadership iraniana, e il popolo iraniano rimarrà figlio di leader fedeli al proprio popolo”.

Il portavoce di Ansar Allah, Muhammad Abdel Salam: “È con grande tristezza che l’Iran ha sofferto la perdita del suo presidente, del suo ministro degli Esteri e della delegazione che li accompagnava in seguito alla caduta del loro elicottero”. “Offriamo le nostre più sentite condoglianze al signor Ali Khamenei e al governo, al popolo e all’esercito della Repubblica Islamica dell’Iran”.

Hamas: “Esprimiamo le nostre sincere condoglianze, profonda simpatia e solidarietà alla Guida, Sayyed Ali Khamenei, al governo iraniano e al popolo iraniano amico”. Ma di certo le parole più toccanti sono arrivate da Hezbollah: “In occasione del doloroso incidente che ha portato al martirio di Sua Eminenza Ayatollah Sig. Ibrahim Raisi, Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, e la testimonianza del nostro caro fratello Dr. Hussein Amir Abdullahian, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica e il rappresentante di Sua Eminenza l’Imam Khamenei nella provincia dell’Azerbaigian, l’Ayatollah Muhammad Ali Al Hashem Al resto degli illustri fratelli, Hezbollah in Libano estende le sue più sentite condoglianze e sentimenti di simpatia per la loro perdita”. 

“Condoglianze, prima di tutto, al nostro padrone e signore, che Dio riposi sulla sua terra, proprietario dell’epoca e del tempo, la pace sia su di lui, e a Sua Eminenza il Grande Ayatollah, l’Imam e Leader, Sayyed Ali Khamenei, possa la sua ombra per ultimo, e alle nostre grandi autorità, e ai funzionari della Repubblica Islamica, e al paziente e caro popolo iraniano, e soprattutto alle loro onorevoli famiglie in lotta, così come ai musulmani e alle persone libere del mondo. Conosciamo da vicino Sua Eminenza il presidente martire da molto tempo. Era per noi un fratello maggiore, un forte sostenitore e un convinto difensore dei nostri problemi e dei problemi della nazione, in particolare Gerusalemme e la Palestina, e un protettore della resistenza. movimenti e i loro mujaheddin in tutte le posizioni di responsabilità che ha ricoperto. È stato anche un servitore leale e onesto del caro popolo iraniano. L’alto sistema della Repubblica Islamica è stato un sostegno leale a Sua Eminenza il Leader, possa la sua ombra durare. Era anche una grande speranza per tutti i perseguitati e gli oppressi. Allo stesso modo, il caro fratello martire, il dottor Hussein Amir Abdullahian, ha ricoperto tutti i posti di responsabilità, da ultimo al Ministero degli Affari Esteri, l’attuale ministro attivo e sacrificato, il portabandiera in tutti i forum politici e diplomatici in il mondo, un amante dei movimenti di resistenza e un devoto della loro vittoria e del loro sostegno”.

Lunedì il procuratore capo della Corte penale internazionale ha annunciato di aver “richiesto formalmente” mandati di arresto per i massimi leader politici e militari di Hamas e per il governo israeliano con l’accusa di “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità” legati all’omicidio. Attacco del 7 ottobre da parte di militanti palestinesi e brutale attacco contro la popolazione di Gaza che Israele ha scatenato in risposta.

Si chiedono mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant per il loro ruolo “nei crimini di causare sterminio, causare la fame come metodo di guerra, compreso il rifiuto di aiuti umanitari, [e] prendere di mira deliberatamente i civili in conflitto.”

Si richiede un mandato d’arresto per tre leader palestinesi: Yahya Sinwar, capo del Movimento di resistenza islamica (“Hamas”) nella Striscia di Gaza), Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri (noto anche Deif), comandante in capo dell’Al -Brigate Qassam, braccio militare di Hamas) e Ismail Haniyeh, capo dell’Ufficio politico di Hamas con sede a Doha, in Qatar.

Khan ha affermato nella sua dichiarazione che Sinwar, Deif e Haniyeh sono ciascuno “penalmente responsabile dell’uccisione di centinaia di civili israeliani negli attacchi perpetrati da Hamas e da altri gruppi armati il 7 ottobre 2023 e la presa di almeno 245 ostaggi.”

Ed ora uno sguardo alla guerra di logoramento tra Israele e Hamas aggiornato alle ore 14:00 del 20 maggio

Secondo i media israeliani le sirene hanno suonato a a Sderot due missili sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Sderot.

La Resistenza islamica in Libano ha rivendicato una serie di attacchi: utilizzo di artiglieria contro gli insediamenti a nord di Israele. Una jeep militare Hummer israeliana è stata presa di mira dopo essere entrata nel sito di Al-Malikiyah con un missile guidato ci sarebbero morti o feriti tra l’equipaggio. Utlizzati missili per colpire il sito di Ramtha. 

Sempre la resistenza rivendica attacco contro strumentazione spia israeliana nel sito di Ramya. Colpito il sito di Jal al-Alam con proiettili di artiglieria.

Tre soldati israeliani sono stati presi di mira con un missile teleguidato dopo aver monitorato il loro ingresso nella loro posizione di confine di fronte all’aeroporto di Khiam nella zona di Metulla. Lanciato un attacco con una drone al quartier generale di una compagnia di ricognizione del 6551° Battaglione della 551a Brigata Paracadutisti di Riserva (una forza d’élite) nella colonia di Metulla, uccidendo e ferendo numerosi soldati nemici.

On line le immagini postate dalle brigate al Quds mostrano un ingaggio tra cecchini: un cecchino israeliano colpito da colpi di arma da fuoco di un cecchino in un’area a est di Jabalia. Durante la sparatoria è stato utilizzato il fucile da cecchino Khoshdar di fabbricazione iraniana, una copia dell’SVD.

Droni israeliani in azione nella striscia di Gaza, secondo il corrispondente di Al-Mayadeen (giornale vicino a Hezbollah) a Gaza: le sirene suonano di nuovo negli insediamenti palestinesi a Gaza. 

Nella giornata di domenica le Brigate Al-Qassam hanno rivendicato: attacco con colpi di mortaio contro forze israeliane all’interno del valico di Rafah, un carro armato israeliano “Merkava 4” è stato preso di mira con un proiettile “Al-Yassin 105” accanto alla moschea del martire Imad Aqel nel campo di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.

Sempre nella stessa giornata le Brigate Al-Quds hanno rivendicato: attacco insieme alle Brigate Al-Qassam con colpi di mortaio contro il quartier generale del comando operativo a est di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Si registrano scontri con forza di fanteria israeliana nel campo di Jabalia ci sarebbero morti e feriti da ambo le parti. Nella stessa area colpito carro armato “Merkava 4” vicino alla stazione di Tamraz nel campo di Jabalia. In quest’area numerosi gli scontri tra militari delle IDF e uomini delle Qassam. Zone di scontri: Ezbet Mlin Al-Ajarma in via Al-Albani nel campo di Jabalia

E ancora rivendico un bombardamento, assieme con le forze del martire Omar Al-Qasim, di Sderot con un attacco missilistico.

Colpi di mortaio calibro 60 usati contro militari e mezzi israeliani che penetravano nel quartiere di Al-Salam, a est di Rafah.

Insieme alle Brigate Al-Qassam, hanno preso di mira un carro armato “Merkava” e si sono scontrati con una forza di fanteria accanto al veicolo preso di mira, uccidendo e ferendo i suoi membri.

Anche le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa hanno rivendicato numerose operazioni in modo particolare nell’area di Rafah: colpito carro armato Merkava 4. Colpi di mortaio calibro 60 ha bombardato concentramenti militari e veicoli che penetravano nel quartiere “Al-Salam”.

Colpite le sale di comando e controllo delle forze nemiche nel sito militare “Abu Mutabeek”, a est del Governatorato Centrale con una raffica di colpi di mortaio di grosso calibro.

Rivendicate operazioni a Gaza nord: In un’operazione congiunta con le Brigate Martire Omar Al-Qasim e le Brigate Martire Abdul Qadir Al-Husseini, bombardati militari e civili con missili “C5k” nel sito militare “Al-Mabhouh” a est del campo di Jabalia.

Brigate Al-Nasir Salah al-Din affermano dia ver attaccato militari israeliani e i veicoli militari dell’asse Al-Taqaddum hanno bombardato l’estremità di via Al-Ajarma, a est del campo di Jabalia, con una raffica di colpi di mortaio.

La resistenza islamica irachena rivendica aggressione contro “un obiettivo vitale a Umm Al-Rashrash (Eilat) con i droni”.

Le IDF in un comunicato scrivono: “le truppe IDF stanno continuando le operazioni contro gli uomini di Hamas e le infrastrutture in tutta la Striscia di Gaza; uomini di Hamas armati e in procinto di attaccare le truppe dell’IDF sono stati eliminati con un attacco aereo”.

E ancora si legge: “Le truppe dell’IDF continuano a operare contro obiettivi terroristici nell’area di Jabalia, localizzando armi in una struttura dell’UNRWA ed eliminando uomini di Hamas in combattimenti ravvicinati. Inoltre, un aereo IAF ha eliminato gli agenti che avevano lanciato missili anticarro contro le truppe. Non sono stati segnalati feriti dell’IDF. Inoltre, durante un’attività nell’area, gli uomini di Hamas o milizie alleate armati di lanciatori e identificati mentre stavano attaccando le truppe dell’IDF sono stati eliminati con un attacco aereo”.

Secondo le IDF: “Un comandante a livello tattico della Jihad islamica è stato eliminato in un attacco aereo nella zona orientale di Rafah insieme ad altri tre uomini di rilievo nella scala gerarchia del Jiahd islamico che operavano contro le truppe dell’IDF nella zona”.

“Le operazioni continuano nel centro della Striscia di Gaza, dove i carri armati dell’IDF hanno colpito diversi uomini di Hamas e distrutto strutture militari in cui erano piazzati esplosivi e immagazzinate altre armi”. L’IAF ha colpito circa 80 obiettivi di Hamas lo scorso giorno in tutta la Striscia di Gaza, inclusi depositi di armi, lanciatori, cellule di Hamas e alleati, strutture militari e altre infrastrutture terroristiche.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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