IRAN. Il dopo Raisi all’insegna di Raisi

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La tragedia dell’elicottero precipitano nelle alture dell’Azebaijan orientale, vicino a Varzeghan nelle prime ore del pomeriggio del 19 maggio ha portato alla morte del presidente della Repubblica islamica, Ebrahim Raisi, del ministro degli Esteri Hussein Amir Abdullahian, l’Imam della sala di preghiera del venerdì di Tabriz, Ayatollah Al-Hashim, Mehdi Mousavi, ufficiale della Guardia rivoluzionaria e infine Governatore dell’Azerbaigian orientale in Iran, Malek Rahmati e di altri due membri dell’equipaggio. Secondo le prime immagini l’elicottero ha colpito il fianco della montagna e si sarebbe spezzato e incendiato.

Elezioni tra cinquanta giorni. L’Iran dopo la morte del Presidente verrà regolamentato politicamente dall’articolo 131 della Costituzione: In caso di morte, licenziamento, dimissioni, assenza o malattia del Presidente per più di due mesi e comunque qualora sia terminato il mandato della Presidenza e non sia stato eletto un nuovo Presidente per impedimento o altri motivi simili, il Primo Vicepresidente, con l’approvazione della direzione, assume personalmente i suoi poteri e doveri, e il consiglio, composto dal Presidente del Parlamento, dal capo della magistratura e dal primo vicepresidente, è tenuto a organizzare le elezioni di un nuovo presidente entro un termine massimo di cinquanta giorni, in caso di morte del primo vicepresidente o di altri problemi che gli impediscono di esercitare le sue funzioni, e se il Presidente non ha un primo vicepresidente, nomina amministratore un’altra persona al posto suo.

Alle ore 08:15 del 20 di maggio i corpi delle vittime erano già a Tabriz. “La ricerca dei corpi è finita” ha detto Kolivand, capo della Mezzaluna Rossa iraniana. 

Si apre ora un nuovo capitolo nella storia dell’Iran. Tra i primi a esprimere cordoglio e cordoglio per la morte di Raisi: il presidente venezuelano Maduro, Hamas e i talebani. L’Ayatollah Khamenei ha dichiarato cinque giorni di lutto pubblico in Iran. Una bandiera listata a lutto viene issata sul pennone più alto dell’Iran.

Il Libano ha dichiarato tre giorni di lutto in relazione alla morte di Raisi e Abdullahian. Tre giorni di lutto dichiarati in Siria dopo la morte del presidente iraniano. Un giorno di lutto dichiarato in Iraq. Un Funzionario israeliano ha detto a Reuters: “Israele non è coinvolto nella morte di Raisi”. 

La NATO esprime le sue condoglianze al popolo iraniano per la scomparsa di una figura chiave del Paese. 

La macchina politica iraniana si è già messa in moto: il “nuovo” presidente iraniano Mohammad Mahbar ha incontrato questa mattina i capi degli altri rami del governo, il capo del parlamento Mohammad Bakr Qalibaf e il capo della magistratura Gholam-Hossein Ajhai, e ha chiesto loro di garantire il normale funzionamento del governo. Il vice ministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri Qani è stato nominato ministro degli Esteri dopo la morte del suo predecessore. Bagheri Kani era il capo della squadra negoziale iraniana nei negoziati sul nucleare o sui negoziati sullo scambio di prigionieri con gli Stati Uniti. Portavoce del consiglio comunale di Teheran ha riferito che ci sarà una strada a Teheran intitolata a Ebrahim Raisi.

Per ora il governo lavorerà in funzione della continuità: BRICS, nuove alleanze con l’Azerbaijan, (addio sostegno all’Armenia) rifornimento di armi per la Resistenza Islamica contro Israele, cooperazione con la Russia in materia militare e economica, continuazione della cooperazione in materia energetica con l’Iraq. Assegnazione dell’estrazione petrolifera a 12 nazioni estere tra cui il Giappone. Teheran aveva poche ore prima dell’incidente ribadito al forum Russia Mondo Islamico la necessità di una moneta unica deo Brics, ottenendo nuovo apprezzamento. 

L’unica incognita sono i problemi interni che in cinquanta giorni potrebbero dare vita a una nuova ondata di proteste proprio là dove l’elicottero è precipitato: la zona curda dell’Iran che da tempo ha una questione di indipendenza da risolvere. 

Per non parlare poi della “gara” elettorale che si è aperta e che vede tr ai suoi protagonisti il figlio dell’attuale Guida Suprema Khamenei: Mojtaba Hosseini Khamenei. 

Graziella Giangiulio e Antonio Albanese

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