#ISRAELHAMASWAR. Fallisce negoziazione USA. Hamas dice no alla proposta di Israele per i prigionieri. Houthi attaccano navi militari. Scoppiano i confini siro-libanesi

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I negoziatori israeliani hanno lasciato il 14 marzo la capitale del Qatar Doha e sono tornati in Israele dopo cinque giorni di tentativi di raggiungere un accordo per il rilascio dei prigionieri, e gli Stati Uniti nel mezzo, con un nulla di fatto. 

Il 17 marzo The Times of Israel, citando un funzionario israeliano riferisce: “Israele ha contattato l’amministrazione Trump per esprimere il suo rifiuto ai negoziati diretti con Hamas. Secondo un funzionario americano: i colloqui di Adam Boehler con Hamas erano coordinati con Steve Witkoff, ma Israele non ne era del tutto consapevole” almeno a detta della testata che ha ancora aggiunto: “Il ministro israeliano Dermer ha poi fatto pressioni sugli americani affinché emarginassero l’inviato statunitense. Israele ha comunicato con l’amministrazione Trump attraverso diversi canali ed è stato attento a evitare di criticarla pubblicamente”. Secondo i ben informati dopo il fallimento dei negoziati Israele si prepara ad entrare nuovamente a Gaza.

Trump ha consentito alle forze statunitensi in Medio Oriente di poter effettuare attacchi senza l’assenso della Casa Bianca. Stando a i24NEWS, “Israele è stato informato in anticipo dell’operazione americana contro gli Houthi nello Yemen” che ha lo scopo di inviare un segnale di avvertimento all’Iran, con il quale Trump vuole concludere un accordo sul nucleare.La decisione di effettuare gli attacchi è arrivata al termine di una serie di incontri tra Trump, Vance, Hegseth, Rubio, Walz e il comandante CENTCOM Michael Kurilla. 

Alcuni hanno raccomandato un’operazione di attacco più ampia contro lo Yemen ma Trump non ha appoggiato la propsota per non far entrare gli USA nelle complesse ostilità in Medio Oriente.

Si è trattato di tre differenti raid per un totale di 47 attacchi. Domenica 16 marzo, gli Houthi hanno risposto portando il loro attacco verso le navi da guerra statunitensi nel Mar Rosso. Intercettati e distrutti molto prima che raggiungessero l’obiettivo i droni e i missili Houthi contro la portaerei Truman. 

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:00 del 17 marzo.

Dallo Yemen le forze armate Houthi affermano di aver preso di mira la USS Harry S. Truman con 18 missili balistici, missili da crociera e droni. Il 17 marzo gli Houthi colpiscono la portaerei statunitense per la seconda volta in 24 ore. Il secondo attacco arriva in risposta agli attacchi statunitensi in Yemen. 

Lo Yemen informa l’ONU e altri organismi internazionali di un divieto di circolazione nel mar Rosso per le navi israeliane. Il ministro degli Esteri dello Yemen Jamal Ahmed Ali Amer ha scritto alle Nazioni Unite e a diverse organizzazioni regionali e internazionali in merito alla decisione del paese di vietare alle navi israeliane di transitare in vie d’acqua strategiche.

L’attivista siriano e sostenitore del regime di Jawlani, Omar al-Hariri, ha scritto in un editoriale per il quotidiano israeliano Kan che Damasco non vuole combattere Israele ma solo gli sciiti in Iraq e gli Hezbollah in Libano. Nel frattempo gli scontri tra Sira e Libano sono iniziati, ma non contro Hezbollah. A scontrarsi ai confini gli uomini di Jawlani e i clan libanesi che vivono a ridosso della Siria. Tre membri delle forze di sicurezza siriane sono stati uccisi da combattenti locali libanesi dopo essere entrati illegalmente in Libano. I loro corpi, trovati nella zona di Qasr, sono stati recuperati dalla Croce Rossa libanese: uno è un ceceno, un’altro era del Sinjar e il terzo era di Quneitra. 

A partire dal 16 marzo molti abitanti di Al-Qasr lasciano la città dopo che i siriani hanno iniziato a colpirla con i razzi. A partire dal 16 notte è iniziato l’attacco siriano alle città di confine libanesi. Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione in cui nega il suo coinvolgimento nell’eliminazione di tre militari siriani entrati in Libano; inoltre conferma di non essere coinvolta negli scontri al confine né negli avvenimenti sulla costa siriana.

Nel sud della Siria le IDF hanno confermato l’attacco il 16 marzo, dicendo che gli attacchi sono stati lanciati al centro di comando di Hezbollah e ad altri edifici usati dal gruppo. Secondo l’esercito israeliano, il centro di squadra apparteneva all’unità d’élite del Radwan Hezbollah. “La presenza di queste infrastrutture terroristiche è una violazione degli accordi tra Israele e Libano. L’esercito israeliano non permetterà questo tipo di attività e agirà contro di essa “, hanno detto i militari, aggiungendo che” l’IDF colpirà i terroristi armati nel sud del Libano e agirà per eliminare qualsiasi minaccia allo stato israeliano“.

Il 17 marzo udite esplosioni Damasco.

Attacchi nel fine settimana da parte delle IDF in Libano: Aynatha, un morto; Burj al-Muluk nel Libano meridionale, due morti. 

Alcuni abitanti di Tripoli hanno attaccato un camion che trasportava aiuti alimentari destinati ai libanesi sunniti e ai palestinesi nel campo di Beddawi. Gli abitanti hanno attaccato il camion, hanno strappato la foto di Nasrallah e poi lo hanno maledetto, prima di saccheggiare il camion.

Le forze di fanteria israeliane sono avanzate da Maskvam tramite Khalat al-Mahafer fino alle vicinanze del cimitero e della moschea distrutta nella città di Adaysseh.

Il Comune di Houla sostiene che i soldati israeliani stanno scavando una trincea dalla strada verso il sito di Abbad, occupando così un’area al di fuori dei cinque punti. “Le forze nemiche hanno scavato una lunga trincea sul lato occidentale della strada che porta dalla città di Houla verso il sito israeliano “Al-Abbad”, in preparazione per posizionare fili metallici all’interno della trincea sul territorio libanese appartenente alla città”. La social sfera libanese riferisce che le forze israeliane hanno occupato un’area al di fuori dei cinque punti. In questo caso, l’intera area che si estende da Al-Abbad al sito appena istituito sulla strada Houla-Merkabah diventa territorio occupato, insieme ai terreni esaminati della città di Hounin, che contengono numerose case civili. Sempre fonti locali scrivono: “L’attacco israeliano sta avvenendo sotto l’occhio vigile della posizione UNIFIL e dei punti di spiegamento dell’esercito libanese”.

L’IDF ha effettuato due attacchi con droni a Yatar e a Mays al-Jabal. L’attacco a Yatar è avvenuto vicino a una casa, causando feriti tra i civili. Secondo le IDF si trattava di appartenenti a Hezbollah. Fonti locali riferiscono: “Nelle ultime 72 ore ci sono stati attacchi israeliani senza sosta contro le auto nel piccolo paese del Libano”. 

Tre raid di elicotteri Apache hanno preso di mira 3 case prefabbricate a Kfar Kila, una delle quali vicino alla Porta di Fatima e due nel centro della città, in concomitanza con il lancio di 4 bombe sonore da parte di un drone. Queste case sono abitazioni civili in cui i contadini possono tornare nelle loro città. L’IDF che attacca queste piccole case, le stesse che hanno danneggiato a Ramiah, è un attacco esplicito alle case dei civili, mirato a impedire alle persone di tornare

Circa 50 razzi sono stati lanciati dai siriani verso le case dei civili libanesi, danneggiandone 3. Nella notte del 17 marzo, l’esercito siriano ha attraversato il confine libanese per rubare pecore. L’attraversamento del confine era un fatto noto, riportato anche dai media di Al-Hadath. Il 17 notte gli aerei dell’esercito libanese sono stati attivi nella zona degli scontri ma finora hanno osservato i siriani attaccare il Libano solo con razzi e proiettili.

A partire dal 15 marzo segnalati attacchi regolari su Gaza, il 15 marzo l’IDF ha eliminato 9 palestinesi affermando che erano di Hamas. Secondo i palestinesi, i 9 uccisi erano già stati identificati, compresi i loro droni come operatori di droni fotografici per una ONG umanitaria locale. Secondo fonti locali, quasi ogni giorno da alcune settimane, l’IDF attacca quotidianamente con i droni e ha affermato di aver preso di mira le unità che stanno piazzando IED. Il bilancio delle vittime palestinesi dall’inizio del cessate il fuoco è vicino a 200. 

Il ministro Smotrich: “Alla luce del rifiuto di Hamas delle proposte, ci stiamo preparando a tornare a combattere per occupare la Striscia di Gaza con un attacco a cui partecipano diverse squadre militari”. 

Dopo 56 giorni di scontri l’Ospedale governativo di Jenin,è stato distrutto dai bulldozer israeliano in maniera definitiva. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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