INDO PACIFICO. Per riavvicinarsi a Kim, trump “brucia” Seul, Tokyo e Nuova Delhi

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Il ramoscello d’ulivo offerto da Donald Trump a Kim Jong Un, a scapito di Seul giunge in un momento cruciale per i legami di sicurezza degli Stati Uniti in Asia, mentre i partner, dal Giappone all’India, rivalutano quanto possano fare affidamento su Washington.

La brusca decisione del presidente statunitense di ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud la scorsa settimana, da lui definite ostili a Pyongyang, ha rafforzato i timori che l’imprevedibilità di Trump possa mettere a dura prova le alleanze che da tempo mantengono la pace nella regione, secondo quanto affermato da funzionari governativi ed esperti di sicurezza, riporta Reuters.

Il Giappone teme di poter finire anch’esso nel mirino di Trump mentre si imbarca in spinosi negoziati sulla sicurezza; Taiwan osserva con apprensione l’imminente vertice tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping; e l’India è sempre meno sicura del proprio ruolo nel calcolo strategico di Washington.

Ad aumentare l’ansia, gli Stati Uniti hanno annullato un’altra esercitazione militare con la Corea del Sud prevista per il mese prossimo, ha annunciato Seul lunedì, dopo che Washington ha giustificato le limitazioni delle forze statunitensi con la guerra con l’Iran.

Trump è frustrato dal mancato sostegno degli alleati degli Stati Uniti alla guerra e ha chiarito che molti di loro devono spendere di più per la propria difesa. È ansioso di riavviare i colloqui con la Corea del Nord e ottenere una vittoria sulla scena internazionale per contrastare il suo impopolare conflitto con l’Iran.

La spinta di Trump a incontrare Kim Jong-un – che finora ha suscitato una gelida risposta da parte di Pyongyang – potrebbe ritorcersi contro di lui e incoraggiare la Corea del Nord, dotata di armi nucleari, ha affermato Itsunori Onodera, influente parlamentare giapponese ed ex ministro della Difesa. Tale prospettiva è “estremamente preoccupante” per Tokyo, ha dichiarato giovedì scorso a Fuji TV. Nonostante le aperture di Trump, Pyongyang ha lanciato una raffica di missili balistici al largo della sua costa orientale quello stesso giorno, facendo scattare l’allarme nelle vicine Corea del Sud e Giappone.

Ciò che preoccupa maggiormente i funzionari giapponesi è l’approccio di Trump proprio mentre Tokyo avvia i colloqui con Washington su quanto dovrebbe contribuire alle spese per ospitare le forze statunitensi, il più grande dispiegamento militare americano all’estero.

Il Giappone si sta preparando alla possibilità che Trump, con scarso preavviso, possa chiedere un forte aumento dei dazi doganali, politicamente difficile da accettare, ha dichiarato un alto funzionario del governo giapponese, che ha chiesto di rimanere anonimo data la delicatezza della questione. Trump potrebbe anche usare come leva le imminenti esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Giappone previste per ottobre. 

Funzionari di Washington e Tokyo hanno affermato di non prevedere una riduzione delle esercitazioni, pur avvertendo che Trump potrebbe cambiare idea in qualsiasi momento.

Le esercitazioni, note come Keen Sword, potrebbero già essere di dimensioni ridotte rispetto all’edizione del 2024 a causa del dirottamento di risorse e personale statunitensi verso il conflitto con l’Iran.

Questo spostamento – che ha recentemente visto l’unica portaerei americana schierata in Asia, la USS George Washington, partire per il Medio Oriente per sostituire la USS Abraham Lincoln, in difficoltà – ha suscitato preoccupazione per il possibile indebolimento della deterrenza statunitense nei confronti della Cina.

Durante una visita in Asia questo mese, il responsabile della politica del Pentagono, Elbridge Colby, ha affermato che collaborare con gli alleati per garantire la prontezza al combattimento lungo la cosiddetta prima catena di isole, che si estende dal Giappone alle Filippine, è una priorità per Washington.

In nessun altro luogo le preoccupazioni per la crescente pressione militare cinese sono più acute che a Taiwan. Trump ha bloccato l’approvazione di un pacchetto di vendita di armi a Taipei del valore di 14 miliardi di dollari al fine di mantenere relazioni cordiali e una fragile tregua commerciale con il presidente cinese Xi.

Mentre Trump si prepara per il suo prossimo vertice con Xi a Washington il mese prossimo, i funzionari di Taipei affermano di aspettarsi che Washington, quantomeno, suddivida la vendita di armi in lotti più piccoli per cercare di evitare di irritare troppo Pechino.

Le ultime azioni di Trump hanno anche scosso la fiducia in India, dove gli Stati Uniti rischiano di vanificare anni di sforzi per avvicinare Nuova Delhi come contrappeso a Russia e Cina, in un contesto di crescente sicurezza.

La decisione giunge anche dopo che, a giugno, il Pentagono ha rinominato il suo quartier generale militare per l’Asia da Comando Indo-Pacifico a Comando del Pacifico, una mossa che, secondo alcuni analisti, indica che l’India non riveste più la stessa importanza strategica per Washington.

Il Pentagono ha negato qualsiasi cambiamento di questo tipo. Tuttavia, le elevate tariffe imposte da Trump sulle esportazioni indiane e le ripetute affermazioni di aver mediato un cessate il fuoco tra India e Pakistan avevano già esasperato Nuova Delhi.

Lucia Giannini

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