FILIPPINE. Un Duterte dopo l’altro alla presidenza

140

È in corso una grande campagna popolare per convincere la figlia del presidente Rodrigo Duterte a succedergli nelle elezioni del prossimo anno, ma Sara Duterte non sarebbe disposta a farlo. Sara Duterte, attuale sindaco di Davao City, nei sondaggi sta andando bene, è molto popolare, esattamente come il padre nel 2016: Rodrigo Duterte ha inizialmente corso per la rielezione a sindaco di Davao City, e così avere “fama” per far montare la sua candidatura presidenziale.

La figlia, dopo un mese, ha sostituito un compagno di partito poco conosciuto che si è ritirato dalla corsa presidenziale; tra un anno, i filippini sceglieranno il successore di Duterte. Le elezioni generali filippine arrivano mentre il presidente Joe Biden cerca di rafforzare le alleanze degli Stati Uniti in Asia per contrastare la Cina, la cui assertività nella regione, in particolare nel Mar Cinese Meridionale, ha allarmato l’establishment della Difesa pro-USA di Manila. Le Filippine e gli Stati Uniti stanno rinegoziando il Visiting Forces Agreement dopo che Duterte nel febbraio 2020 ha sospeso unilateralmente il patto, che è vitale per il loro trattato di mutua difesa del 1951. Anche a livello economico, la presidenza Duterte ha scosso la comunità imprenditoriale; minacciata dal sulfureo presidente se non avesse assecondato le sue direttive, riporta Nikkei.

Duterte è costituzionalmente limitato a un mandato di sei anni come presidente. Eppure, nonostante tutte queste battute d’arresto, Duterte è rimasto enormemente popolare il suo indice di gradimento pubblico era del 91% alla fine dell’anno scorso. La popolarità di Duterte ha alimentato l’ascesa di sua figlia come suo potenziale successore. Lei sarebbe anche nella posizione ideale per guardargli le spalle dopo che lui ha lasciato l’incarico. Tra oltre una dozzina di possibili candidati, Sara ha ottenuto il 27% in un sondaggio condotto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, più del doppio del 13% ottenuto dal suo rivale più vicino.

Non c’è alcun precedente nella storia presidenziale filippina per un figlio o una figlia che succede immediatamente a un genitore, ma ce n’è uno per il sindaco di Davao, la base operativa dei Duterte. Sara Duterte Carpio, spesso chiamata Inday Sara, 42 anni, è attualmente il sindaco della città, che Duterte ha governato per più di due decenni. Sua figlia è stata per un certo periodo il suo vice sindaco, e nel 2010 si sono scambiati i titoli per aggirare una regola sui limiti di mandato. Come Duterte, Sara è un avvocato, va in moto e si presenta come un politico umile, ma duro.

L’anno scorso, è stata confermata come riservista dell’esercito con il grado di colonnello, aumentando i suoi legami con i militari, che suo padre ha sempre corteggiato. A differenza di suo padre, che ha giurato di non visitare gli Stati Uniti “in questa vita” dopo le critiche alla sua guerra alla droga, Sara è stata flessibile nelle relazioni estere. L’anno scorso, si è unita a un programma di formazione alla leadership del Dipartimento di Stato americano a Washington. Ha accompagnato Duterte in visite ufficiali in Cina, Giappone e altri paesi.

Striscioni con “Corri, Sara, corri” e con la sua faccia sono stati esposti in tutto il paese. Mentre il suo profilo sale, Sara continua a rifiutare le lusinghe. Tra i potenziali candidati che hanno seguito Sara nel sondaggio ci sono alleati di Duterte: il più notevole è Ferdinand Marcos Jr., figlio del defunto dittatore, che è arrivato secondo con il 13%. Duterte è un alleato del clan Marcos, che rimane molto influente nel nord del paese.

Il senatore Manny Pacquiao, che dirige il partito di governo Pdp-Laban di Duterte, è arrivato quinto con l’11% nello stesso sondaggio. Icona della boxe, è considerato un eroe nazionale: soldati e ribelli erano soliti dichiarare cessate il fuoco non ufficiali per assistere ai suoi combattimenti.

Antonio Albanese