INDIA. Cimiteri e crematori sono sovraffollati per COVID-19

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A Nuova Delhi, come in altre parti del mondo, il coronavirus ha reso le cerimonie funebri una pratica frettolosa e priva dei rituali religiosi. I cimiteri e i crematori non reggono il carico di lavoro, non c’è molto tempo per le cerimonie, e anche se ci fosse, il governo ha limitato il numero di persone ammesse ai funerali e chi è presente deve mantenere le distanze e indossare le mascherine. Nuova Delhi ha riportato ufficialmente quasi 1.100 morti per il coronavirus, ma i cimiteri e i crematori della città dicono che il numero effettivo è molto più alto. 

Gli obitori degli ospedali sono al di sopra delle loro capacità, e con temperature estive che raggiungono i 40 gradi Celsius i corpi sono tenuti su spesse lastre di ghiaccio. L’aumento dei decessi a Nuova Delhi è dovuto a una più ampia ondata di virus in tutta l’India, dove le autorità stanno segnalando circa 10.000 nuove infezioni ogni giorno e più di 300 morti. Ciononostante, l’8 giugno, lo stesso giorno in cui ha registrato quello che all’epoca era il suo più alto tasso di mortalità in un solo giorno per il virus, l’India ha tolto la maggior parte delle restrizioni rimanenti dal suo blocco di 10 settimane, riporta Ap.

Il 12 giugno, le cifre nazionali dei casi covid19 dell’India hanno superato la Gran Bretagna per diventare la quarta più alta del mondo con 297.535 casi confermati e 8.498 morti, secondo il ministero della Salute indiano. Ma questi sono solo i casi conosciuti, si pensa che il numero effettivo di infezioni sia molto più alto per una serie di ragioni, tra cui il limitato numero di test.

I centri sanitari di Nuova Delhi sono sotto pressione e il vice primo Ministro del governo dello stato, Manish Sisodia, ha detto questa settimana che il Ministero ha progettato un modello sanitario ha proiettato il peggiore scenario in cui il numero di infezioni nella capitale – già a quasi 35.000 unità –potrebbe raggiungere le 550.000 unità entro la fine di luglio. Nel peggiore dei casi, Sisodia ha detto che New Delhi avrebbe bisogno di 80.000 letti d’ospedale, molto di più dei circa 9.000 letti d’ospedale attualmente disponibili per i pazienti affetti da coronavirus. Il governo statale sta valutando la possibilità di utilizzare alberghi e stadi sportivi come ospedali da campo.

Il crematorio Nigambodh Ghat della capitale ha gestito più di 500 cremazioni di coronavirus dall’inizio dell’epidemia. Quando alcuni dei suoi inceneritori alimentati a gas si sono rotti, non essendoci nessuno disposto a ripararli, il personale è tornato alle tradizionali pire di legno. Anche con l’orario di lavoro prolungato, non c’è tempo per cerimonie di cremazione individuali e per i riti id passaggio.

Il virus ha sconvolto anche i rituali di sepoltura musulmani in città. Le sepolture islamiche prevedono normalmente una semplice cerimonia. Prima che il corpo venga messo a riposo, viene lavato. I partecipanti al funerale hanno il permesso di guardare il volto dei morti e viene eseguita una preghiera, seguita da un sermone da parte di un religioso. Poi i parenti stretti aiutano a porre il corpo in una tomba.

Ora i cadaveri arrivano al più grande cimitero musulmano di Nuova Delhi in carri funebri presidiati da equipaggi in tuta antigas. I corpi non vengono lavati e chi è in lutto non può vederli. Non ci sono preghiere. Il cimitero ha già effettuato più di 200 sepolture di vittime di Covid-19 e con i corpi in costante arrivo, il terreno si sta riempiendo velocemente.

Maddalena Ingroia